Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 gennaio 2005
Gentili Signori, Vi scrivo la presente in quanto sono rimasto colpito, da un' ingiustizia (a mio avviso).
Circa due anni fa, ho acquistato un terreno edificabile di circa 700 mt posto ad un paio di centinaia di metri dal mare in localita' "Pittulongu" ad Olbia (SS). Per una questione affettiva in quanto vi andavo al mare sin da piccolo essendo figlio di madre sarda, e vista l'edificabilita', decisi di comperarlo prendendo un mutuo ventennale. Questo terreno era in classe "B8" (zona di risanamento urbano) con un'indice di edificabilita' di 0, 5 mc/mq. Prima di fare l'atto al notaio, io chiesi al comune il certificato di destinazione urbanistica che attestava questo, in quanto ci avrei dovuto costruire una casetta di circa 100 mq. Alla situazione attuale con il decreto "salvacoste" del consiglio regionale e di Renato Soru si vieta le costruzione a meno di 2 km dal mare. Quindi Vi chiedo gentilmente un vostro parere legale in quanto a me non sembra giusto che un ente locale mi certifica una cosa e poi dall'alto arriva un NO! A me chi mi risarcisce il danno arrecato visto che l'acquisto era condizionato alla effettiva edificabilita' del terreno certificato dal comune e visto anche i restanti 18 anni di mutuo mensile da pagare? Posso fare qualche azione legale per tutelarmi o bloccare eventuali termini per ricorrere contro questo provvedimento? In genere i terreni agricoli passano edificabili e non il contrario!
Il problema, e' anche dato dal fatto che la giunta regionale di sinistra cerca in tutti i modi di boigottare Berlusconi ed i suoi terreni agricoli vicino ad olbia impedendogli di costruire una volta cambiati di destinazione urbanistica, ma il mio danno come quello di migliaia di cittadini e' maggiore viste le nostre risorse e sforzi. Oltretutto, per far cio', dopo l'impugnazione da parte del governo di questa legge, la sinistra sta cercando di fare un polverone andando in onda con programmi speciali su rai 3 (ballaro', ecc..) Vi sembra giusto?
Marcello, da Pescara
Circa due anni fa, ho acquistato un terreno edificabile di circa 700 mt posto ad un paio di centinaia di metri dal mare in localita' "Pittulongu" ad Olbia (SS). Per una questione affettiva in quanto vi andavo al mare sin da piccolo essendo figlio di madre sarda, e vista l'edificabilita', decisi di comperarlo prendendo un mutuo ventennale. Questo terreno era in classe "B8" (zona di risanamento urbano) con un'indice di edificabilita' di 0, 5 mc/mq. Prima di fare l'atto al notaio, io chiesi al comune il certificato di destinazione urbanistica che attestava questo, in quanto ci avrei dovuto costruire una casetta di circa 100 mq. Alla situazione attuale con il decreto "salvacoste" del consiglio regionale e di Renato Soru si vieta le costruzione a meno di 2 km dal mare. Quindi Vi chiedo gentilmente un vostro parere legale in quanto a me non sembra giusto che un ente locale mi certifica una cosa e poi dall'alto arriva un NO! A me chi mi risarcisce il danno arrecato visto che l'acquisto era condizionato alla effettiva edificabilita' del terreno certificato dal comune e visto anche i restanti 18 anni di mutuo mensile da pagare? Posso fare qualche azione legale per tutelarmi o bloccare eventuali termini per ricorrere contro questo provvedimento? In genere i terreni agricoli passano edificabili e non il contrario!
Il problema, e' anche dato dal fatto che la giunta regionale di sinistra cerca in tutti i modi di boigottare Berlusconi ed i suoi terreni agricoli vicino ad olbia impedendogli di costruire una volta cambiati di destinazione urbanistica, ma il mio danno come quello di migliaia di cittadini e' maggiore viste le nostre risorse e sforzi. Oltretutto, per far cio', dopo l'impugnazione da parte del governo di questa legge, la sinistra sta cercando di fare un polverone andando in onda con programmi speciali su rai 3 (ballaro', ecc..) Vi sembra giusto?
Marcello, da Pescara
Risposta ADUC
l'unica ipotesi che ci viene in mente e' una causa per danni nei confronti dell'Ente: tuttavia c'e' il rischio di non vedersi riconoscere alcunche' ove l'Ente non venisse ritenuto responsabile di errori o di aver fornito indebite garanzie ed aspettative, ed abbia invece solo subito le decisioni di un Organo superiore.
Non sono casi semplici: occorre affidarsi a legali amministrativisti ed essere anche disposti a rischiare.
Non sono casi semplici: occorre affidarsi a legali amministrativisti ed essere anche disposti a rischiare.
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