Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 gennaio 2005
Spett.le ADUC, vorrei sapere se e' possibile che in alcune associazioni private, tipo quelle affiliate alla FENALC o al CONI, sia possibile adottare uno statuto interno che contravvenga all'applicazione della legge nazionale contro il fumo, entrata in vigore il 10/01/2005. Ci tengo a precisare che nei locali in questione - che poi sono dei veri e propri pub nell'offerta dei servizi - vi e' la mescita di bevande e la somministrazione di alimenti e si chiede ai tesserati, oltre che un contributo in denaro non discutibile, di sottoscrivere una sorta di liberatoria in cui si dichiara di essere fumatori e di non essere contrari che nel locale in questione il decreto non sia applicato nei termini previsti. Poiche' si tratta di associazioni no profit e molti di questi enti (tra cui l'Endas) si sono sempre schierati, anche attraverso pubbliche manifestazioni, nelle campagne antifumo, mi chiedo se sia legalmente plausibile sottoscrivere un documento in cui si asserisce che non si vuole rispettare una legge dello Stato che, peraltro, e' gia' ampiamente e seriamente applicata in larga parte degli stati dell'U.E. e non solo. Il caso in questione rientra in un'esperienza personale che ho vissuto recentissimamente e mi interessa sapere, in quanto consumatrice e non fumatrice, la posizione della legge in merito a queste sedicenti associazioni culturali di cui il nostro territorio pullula e che, comunque, offrono un servizio oggettivamente identico a quello di tanti locali pubblici che, invece, gia' da tempo si sono attrezzati, a spese proprie, per rientrare nel rispetto della normativa di legge. La consultazione di un legale e di un funzionario delle Forze dell'Ordine, preventiva a questa missiva, mi hanno sconsigliata dal sottoscrivere qualsiasi liberatoria nei confronti dell'associazione che, in barba a qualsiasi particolare statuto, risulterebbe fuorilegge qualora non siano stati adottati i provvedimenti architettonici previsti indistintamente dalla legge per i locali in cui vi e' la somministrazione di bevande e cibi. Uno statuto privato non puo' andare contro una legge dello Stato e neanche puo' farlo la volonta' del singolo sottoscrittore. Gradirei una risposta sull'argomento e sulla specifica questione posta. Per contatti e' da utilizzare il presente indirizzo di posta elettronica. Ringrazio anticipatamente per l'attenzione posta alla questione. Distinti saluti.
Tiziana, da Taranto
Tiziana, da Taranto
Risposta ADUC
la legge parla di locali aperti al pubblico. Se invece si tratta di circoli privati, frequentati solo da associati consapevoli di cosa succede in quei locali riguardo al fumo, il divieto non dovrebbe essere contemplato. Ci scusi se usiamo il condizionale, ma la legge e' talmente nuova, ipercontestata e discussa, che comunicarle certezze oggi, ci sembrerebbe di prenderla in giro. Quindi a questa lettura che noi diamo della norma (che ci sembra quella letterale), non escludiamo che un giudice potrebbe dire il contrario.
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