Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 dicembre 2004
Domanda 20 dicembre 2004
Mia moglie ebbe a tenere in fitto un locale sito in Castelluccio Inf. re (PZ), dove ha esercitato l'arte tipografica, e cio' sino al 31.12.2003. Il rapporto locatizio inizio' nel 1992. La proprietaria non ha mai voluto stipulare alcun contratto scritto, pretendendo solo il pagamento dei canoni, di ultimo aggiornati - nel 2002 - ad Euro 300,00 mensili. Come gia' detto il rapporto termino', per fine locazione, il 31 dicembre dello scorso anno. Giova osservare che era restato in arretrato pero' un residuo pagamento, riferito a mensilita' pregresse, pari a euro 3000,00, a causa delle perdite della propria ditta commerciale. Per difficolta' momentanee la esponente richiese una dilazione nel pagamento, ma la proprietaria pur concedendoglielo- pretese n. quattro assegni postdatati a garanzia, comprensivi (a suo dire) di interessi, ognuno di euro 2100,00. Mia moglie ebbe suo malgrado a subire e consegno', a settembre dello scorso anno, i quattro Assegni (cosi' come richiesto) ritenendo giusta -in cuor suo- la richiesta "a garanzia", e pertanto dette tutti e quattro gli assegni richiesti, emettendoli sul mio conto corrente del quale gode procura.
Il 30 giugno 2004 fu regolarmente incassato il primo dei quattro titoli descritti. Ma poi, avendo mia moglie raggiunto una normale disponibilita', si offri' nello scorso mese di rinegoziare il debito, restituendo immediatamente con liquidi la somma residua, che nel novembre u. s. era pari ad euro 900,00 (oltre ovviamente agli interessi legali di quasi un anno). La proprietaria invece non ha inteso cedere, e anzi ha riferito che incassera' senz'altro il prossimo titolo, scadente il 31.12. p.v., di importo pari a ulteriori euro 2.100,00. La proprietaria ha in mano altri due assegni, sempre di pari importo, per complessivi 4.200,00 euro, che non possono avere altra giustificazione se non di interessi non legali. Anche di tali titoli la proprietaria non intende dare restituzione, e il trattenimento di tale ultima somma non trova alcuna giustificazione logica. Come posso bloccare gli assegni e saldare definitivamente il mio debito senza subire aggravi di interessi. Grazie.
Egidio, da Lauria

Risposta ADUC
speriamo che sia consapevole che tutto quello che ci ha raccontato e' contrario alla legge e dalla stessa sanzionabile (per sua madre e per la proprietaria dell'immobile): i contratti si registrano, gli assegni postdatati non si emettono e chi ne e' in possesso, li puo' incassare in qualsiasi momento. Tutti illeciti da codice civile, ma che, proprio perche' tali, non aiutano a tentare di risolvere il suo caso. Per cui, per ora, l'unico consiglio che le possiamo dare e' di far inviare a sua madre una raccomandata A/R alla proprietaria in cui fa presente la propria disponibilita' a saldare le pendenze economiche gravate di interessi e spese, e diffida dal presentare gli assegni all'incasso e chiede la restituzione del dovuto entro 7 giorni dalla ricezione, minacciando in alternativa le vie legali. Speriamo, per lei e per sua madre, che la questione si risolva perche' questa lettera metta un po' di paura alla proprietaria, perche' se dovesse poi ricorrere alle vie legali, bisognera' rendere conto di tutto cio' che di illecito sta alla base del suo ricorso al giudice. E le sara' necessario un avvocato.
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