Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 novembre 2004
Domanda 26 novembre 2004
Buongiorno, mi chiamo Sergio e vorrei esporvi brevemente il mio problema sperando di essere consigliato sul da farsi. A giugno 2004 ho cambiato casa e mi sono trasferito all'Infernetto ( Roma )e ho richiesto alla Telecom Italia il trasferimento della linea telefonica dalla mia vecchia abitazione in Trastevere alla nuova per non dover chiudere così il vecchio contratto e doverne poi aprire uno nuovo ( possibilità da loro suggerita per evitare l'oneroso costo di attivazione come nuova utenza ). Il primo contatto con Telecom risale al 3 Luglio presso il loro numero verde 187 al quale facevo richiesta per il suddetto trasferimento. Nella casa che ho acquistato già risiedeva una famiglia con regolare contratto e numero telefonico. A loro, che sono andati ad abitare poco distanti, il trasferimento lo hanno accordato subito dandogli un nuovo numero, a me invece continuano ad accampare scuse di problemi tecnici e dopo circa sei mesi sto ancora aspettando. Nell'attesa che si risolvano questi loro problemi tecnici a me, comunque, continua ad arrivare la bolletta con il pagamento del canone al vecchio indirizzo. Ho già pagato la prima bolletta ma del trasferimento nessuna traccia. Mi hanno anche detto di non telefonare più per sollecitare che non serve. Voglio segnalare che in casa ho una persona anziana e poco autosufficiente che rimane sola per diverse ore al giorno... che cosa debbo fare per risolvere il problema e a chi eventualmente rivolgermi? Grazie.
Sergio, da Roma

Risposta ADUC
consideri che la Telecom, nelle sue condizioni generali di abbonamento pubblicate sull'avanti elenco, per i traslochi chiede massimo 10 giorni di tempo oppure tempi diversi ma concordati con il cliente. Per gli sforamenti di questa tempistica prevede un rimborso del 50% del canone mensile per ogni giorno lavorativo di ritardo. Quindi invii a Telecom una raccomandata A/R in cui intima di traslocarle il telefono entro 7 giorni e di accreditarle nella prossima bolletta il dovuto, minacciando in alternativa le vie legali. Senza riscontro vada all'ufficio conciliazione del Corecom e poi, eventualmente, al giudice di pace.
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