Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 novembre 2004
Domanda 13 novembre 2004
Cara Aduc, nel cortile condominiale di casa mia vivono da anni alcuni gatti randagi. Ogni tanto, dato che amo gli animali costretti a vivere al freddo senza una casa, porto in cortile una vaschettina con del cibo per gatti che provvedo a rimuovere insieme agli avanzi quando si sono sfamati. Ieri ho ricevuto una lettera dall'amministratore che mi invitava a non continuare con questa pratica. Nel mio condominio e' possibile tenere animali. Ci sono norme che tutelano i gatti randagi? Posso continuare ad aiutare questi nostri amici? Ci sono riferimenti di legge da poter citare? Cosa mi consigliate di fare? Grazie per l'aiuto.
Anna, da Milano

Risposta ADUC
le suggeriamo di rivolgersi ad un'associazione per i diritti degli animali: in alcuni comuni ci sono ordinanze a tutela del randagismo, ma il problema in questo caso specifico e' che qui si tratta di una proprieta' privata.
A parte il consiglio di provvedere in modo comunque piu' "defilato", nonche' a quello di suggerirle la vera e propria adozione dei gatti in modo che divengano suoi ed abbiano quindi diritto quantomeno ad accedere al cortile seppur non ad utilizzarlo in modo esclusivo, ed oltre ovviamente a consentirle di esprimere biasimo morale al condominio da parte nostra, dal punto di vista giuridico possiamo solo confermarle che in una proprieta' privata il titolare della stessa puo' agire liberamente. Quindi, se il condominio -crudele egoista e superficiale quanto le pare- impedisce sulla propria proprieta' di mettere in atto certi comportamenti, ha in effetti titolo di farlo. Cio' che non possono impedirle e' di avere animali e di impedire che gli stessi possano occasionalmente usufruire -senza arrecare danni- della parte comune (al pari dei bambini che possono giocarvi senza arrecare danno e sporcare, etc..) e sicuramente non possono neanche impedirle di dar loro da mangiare ai gatti in cortile, se non sporca: ma nel momento in cui apparentemente sta utilizzando in modo improprio una parte comune -anche se rimane da appurare se si possa o meno realmente parlare di uso improprio- c'e' diritto ad impedirle detto uso a prescindere dalle connotazioni morali. In ogni caso, ad un'associazione per i diritti degli animali sapranno esserle di maggior aiuto.
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