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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 ottobre 2004
Domanda 15 ottobre 2004
A me e' successo, ieri mattina ho scoperto di essere diventato un MOROSO...; Provo a cercare l'aggettivo sull'enciclopedia, MOROSO: di un debitore o creditore che ritarda l'adempimento di una obbligazione, che e' in stato di mora. Forse e' meglio spiegare cosa mi e' capitato, il mio telefono di casa risulta essere guasto, chiamo il 187 della Telecom segnalo il guasto, mi dicono che si attiveranno in fretta a ripristinarmi il servizio, passano 2 giorni trovo che il mio apparecchio telefonico e' guasto, riprovo a chiamare il 187 mi dicono che si attiveranno subito a riparare il guasto, passano altri 3 giorni provo a richiamare il servizio 187 (naturalmente rispondono sempre operatori diversi uno di Roma uno di Messina un altro di chissa' dove, presentandosi con il nome forse di battesimo.... chissa'...) Alla mia 3 chiamata un operatrice mi dice guardi che Lei non ha nessun guasto ma Lei e' un MOROSO!! Sorpresa a 44 anni e dopo circa 20 anni di fatture pagate regolarmente alla Telecom sono diventato MOROSO. Chiedo spiegazioni e mi indicano un numero verde 800 86 15 00, provo a chiamare dopo vari tentativi ascoltando musichette varie mi risponde un operatore, molto gentile, mi conferma che sono MOROSO per una fattura non pagata nel febbraio 2003. Mentre parlo a cell. Tento di fare mente locale su cosa puo' essere successo alla fatidica data del febbraio 2003. L'operatore mi spiega un po' la situazione, che ora vi racconto: All'inizio del 2003 faccio un reclamo alla telecom che pur avendo un contratto con loro chiamato teleconomy no stop che consiste in una tassa fissa di 55¤ mensili mi vengono recapitate fatture salate, nel febbraio 2003 mi viene recapitata una fattura di ¤388,50, chiamo il 187 e dopo vari tentativi di chiarire la mia posizione un operatrice X mi informa che facendo ricorso per via fax a un numero verde (cosa che io ho fatto subito) si puo' avere un chiarimento, la Telecom mi contatta riconosce l'errore e mi dice di non pagare quella fattura, e mi saranno recapitate con le fatture successive il mio giusto dovuto. Ricevo diverse fatture: Marzo 2003 di ¤ 60 regolarmente pagata il 24/3/2004. Marzo 2003 dove dice attenzione non c'e' niente da pagare. Aprile 2003 di ¤135,00 regolarmente pagata. Sempre con bollettini postali che la Telecom mi recapitava visto che su loro indicazione mi avevano fatto sospendere l'accredito su C/C bancario. Fino alla fattura del 15/10/2003 che riprendo l'accreditamento su C/C bancario. Stamattina vengo ricontattato da un operatore telecom e mi comunica che io devo pagare ¤162,50 a saldo della fattura febbraio 2003. Spiego che non potevo sapere che io dovevo quella cifra alla telecom visto che nessuno mi aveva notificato nulla, lui, risponde che purtroppo a volte non sempre si e' fortunati affinche' le cose vadano bene. Adesso io Chiedo e' possibile che si venga trattati cosi? Che la telecom possa interrompere un servizio senza neanche avvisare?? E che, si debba sperare di essere fortunati, e la macchina burocratica funzioni bene? E che Loro possono fare tutto quello che vogliono senza andare incontro a giudizi legali??? L'unica mia arma e': PAGARE oppure non ho piu' il servizio, e poi in seguito mi potro' rivolgere alla Camera di Commercio di Palermo in quanto Loro in una microscopica clausoletta contrattuale (che nn si puo' fare a meno di firmare in quanto sono gli unici o loro o il pozzo) dicono che non si puo' adire per via legale contro di loro???. Spero avere ragguagli in merito e' mi aiutate indicandomi un modo o una strategia che possa aver riconosciuto il danno economico e morale che sto per subire??? Distinti saluti.
Giovanni, da Campobello di Mazara

Risposta ADUC
per come e' stata gestita la questione, lei e' sicuramente moroso, ma e' solo uno stato di fatto, non una parolaccia, pertanto non e' che debba colpirla piu' di tanto, sono cose che capitano abitualmente. Il punto e' che le hanno dato indicazioni sbagliate a suo tempo. Cosa avrebbe dovuto fare? Dipende se fosse o meno interessato a mantenere la linea senza sospensioni. Ipotizzando che cio' le interessasse, avrebbe dovuto pagare l'intero (e' su questo punto che c'e' differenza) e contestare formalmente, a Telecom, l'inadempienza contrattuale, rilevando gli immotivati addebiti ed intimando che si provvedesse entro 15 gg al riaccredito, con l'avviso che in difetto avrebbe adito le vie legali. Cio', tassativamente a mezzo raccomandata A/R e NON via fax (MAI accontentarsi di un fax: non lascia prove certe di ricevimento, e' documentabile solo un ipotetico invio e quindi e' inutile).
Il fatto che non abbiano rilevato subito la sua mancanza (in quanto questo e' sembrato essere, in assenza di contestazioni formali) e' irrilevante: non saranno stati tempestivi nelle verifiche ma questa non e' una colpa -forse, e' proprio l'unica cosa non negativa.
Sicuramente a questo punto deve pagare: ed essendo decorso cosi' tanto tempo e mancando prove effettive delle sue contestazioni, e' piu' difficile documentare la sua posizione e richiedere il rimborso. Ma puo' farlo; e puo' anche -questo si'- contestare la mancanza di preavviso di distacco: per questa omissione puo' richiedere il rimborso del disagio.
Il primo passo, adesso, puo' avanzare una richiesta di conciliazione al Corecom (non alla Camera di Commercio) e susseguentemente agire in giudizio avanti al giudice di pace, ove non vi trovaste d'accordo avanti alla succitata commissione di conciliazione -il tentativo di conciliazione obbligatorio non ci trova d'accordo, ma ormai c'e' in quanto i Corecom in questi ultimi mesi si sono diffusi su quasi tutto il territorio.
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