Sabato 13 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 ottobre 2004
Domanda 14 ottobre 2004
Vi ringrazio di leggere il messaggio e del tempo che mi dedicate. Mia madre abita a Lonigo ed ha comperato da un costruttore di Pressana (VR) un appartamento. L'appartamento si trova sito su un immobile che e' costituito da 5 appartamenti. La struttura dell'immobile e' cosi' fatta: al piano terreno vi e' un appartamento (quello di mia madre appunto) che ha anche un giardino privato scoperto ad uso esclusivo. Sempre al piano terreno vi sono due negozi ed anche l'atrio di accesso all'immobile per accedere ai piani superiori. Al secondo e terzo piano vi sono altri appartamenti che hanno finestre e viste sia sul giardino dell'appartamento del piano terra e sia sulla strada comunale esterna. Tutti gli scarichi delle acque bianche e delle grondaie dell'immobile (quindi di tutti e 5 gli appartamenti) sono incanalati nelle tubazioni e vengono raccolti in un unico pozzetto che e' situato nel giardino dell'appartamento del primo piano (quello di mia madre). Nello stesso pozzetto di raccolta vengono anche incanalate le acque bianche di raccolta di una fabbrica (un ex Prosciuttificio). Il fabbricato dell'ex Prosciuttificio e' confinante con l'immobile ed in particolare ha i muri che confinano con il giardino dell'appartamento di mia madre. L'appartamento e' stato regolarmente acquistato e pagato con rogito effettuato presso Lonigo nel febbraio c. a. Ed ora vi spiego il problema, dopo questa breve introduzione che ha descritto lo scenario. Durante i violenti acquazzoni di luglio ed agosto/settembre l'acqua e' entrata in casa nell'appartamento del piano terra portando gravi danni alla pavimentazione in legno ed anche ai muri. Praticamente tutto l'appartamento e' stato allagato ed anche il mobilio ha subito danni. Vorrei sottolineare questo:
1. dopo il nubifragio di luglio abbiamo (io ed il costruttore) fatta una ispezione agli scarichi delle acque bianche e' si e' potuto constatare che erano ostruiti da materiale da riporto. Il costruttore ha liberato gli scarichi da tale materiale ed ha anche preso visione dei danni subiti.
2. durante i successivi acquazzoni di fine agosto/inizio settembre gli scarichi hanno funzionato ma l'acqua e' comunque entrata nell'appartamento al piano terreno. Non in modo cosi' copioso come nel caso di luglio ma comunque e' entrata in modo significativo per una altezza di almeno 10cm. portando ulteriori danni a quelli precedenti. A mio parere si presentano due considerazioni:
1. ripristinare tutto l'appartamento del piano terra visto che la zona notte e' praticamente inagibile da luglio in quanto tutta la pavimentazione in legno si e' alzata.
2. valutare se vi sono difetti strutturali di costruzione imputabili al costruttore.
Faccio questa considerazione perche' a mio parere ed anche per ammissione del titolare dell'agenzia di Lonigo che ci ha supportato nell'acquisto la portata degli scarichi dei tubi che convogliano le acqua bianche dell'intero immobile e della fabbrica ex Prosciuttificio Brendolan sono sotto dimensionati. Inoltre relativamente agli scarichi di allacciamento tra l'immobile e la rete fognaria comunale bisognerebbe valutare se e' stata data o valutata una corretta pendenza. In aggiunta il Costruttore credo non abbia pensato di mettere un "valvola di non ritorno" nel tubo di allacciamento alla rete fognaria del Comune (questo fatto mi dicono alla MBS che e' la Societa' che gestisce la rete fognaria di Lonigo e' quanto meno un obbligo a prescindere da quello che le situazioni atmosferiche provocano). Spero di avervi descritto bene il quadro e mi scuso se mi sono dilungato. Ora, ovviamente il costruttore dopo avermi garantito verbalmente di ripristinare tutto si rifiuta di parlarmi facendosi non trovare al telefono ed evitando di affrontare il problema. Tramite la disponibilita' del titolare dell'agenzia da cui ho comperato l'appartamento, cerco di trovare una soluzione. Soluzione mirata a ripristinare la vivibilita' nell'appartamento anche in considerazione del fatto che mia madre ha la veneranda eta' di 78 anni e che si trova in una situazione di estremo disagio (da tre stanze dove erano distribuiti armadi vestiti ed altro si e' portato tutto in una sala che e' anche l'unica agibile e dove abbiamo anche messo il letto). Ma evidentemente non basta perche' le condizioni atmosferiche che hanno provocato danni possono ripresentarsi. Vi e' anche un fatto tutt'altro che banale da far presente. Nel caso di vendita dell'appartamento a terzi io e mia madre rispondiamo dell'appartamento che abbiamo venduto. Ed ad oggi siamo ben consci del problema: quindi dovremmo quanto meno informare che acquista di quelle che potrebbe verificarsi in caso di piogge violente ed acquazzoni. L'appartamento ovviamente ne verrebbe svalutato nel suo valore. Ora mi risulta che via sia l'articolo 1669 del c. c. che viene anche chiamato "Responsabilita' decennale". Non riporto i termini dell'articolo ma il senso delle mie e' chiaro. Comunque il codice civile mi sembra che tuteli l'acquisto degli immobili dal costruttore per "gravi danni e vizi di costruzione". Mi risulta anche che si debba fare denuncia entro l'anno in cui si sono manifestati difetti di costruzione nell'immobile ed in particolare nell'appartamento al piano terra e che a partire dal giorno di tale denuncia si ha tempo un anno per inoltrare causa al costruttore. Al prescindere da tutto vorrei chiedervi un consiglio su come devo agire tenendo conto che al momento l'obbiettivo che mi pongo e di fare in modo che la casa torni agibile e che mia madre possa vivere nell'appartamento in modo decente e non "accampata". Vi ringrazio della risposta.
Franco, da Lonigo/Vicenza

Risposta ADUC
la possibilita' di richiedere o meno un rimborso danni e' legata all'individuazione di responsabilita' oggettive: per semplici cause di forza maggiore non sarebbe possibile, mentre e' ipotizzabile richiedere il rimborso al venditore-costruttore (purche' nei termini di contestazione dei vizi) se le fognature sono state male eseguite. Altrimenti, potrebbe essere responsabile il condominio, se si trattasse di cattiva manutenzione. Per essere sicuri dell'origine del vizio, sarebbe opportuno richiedere una valutazione tecnica ad un perito. Poiche' i vizi sono contestabili entro uno o due anni a seconda del tipo di contratto (e di 10 anni solo in caso di vizi del suolo e delle fondamenta, che pero' non ci parrebbero individuabili come causa o concausa del problema denunciato) suggeriamo per prima cosa d'inviare immediatamente una raccomandata A/R al costruttore-venditore, prima che decorrano i termini (in questo caso, riteniamo che il termine applicabile alla tipologia contrattuale sia di un anno) contestando il vizio occulto, intimando di provvedere al ripristino definitivo entro un termine dato, con l'avviso che in difetto agira' in giudizio. Nel frattempo, potra' procurarsi le perizie.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →