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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 ottobre 2004
Domanda 3 ottobre 2004
Mi trovo in una situazione in cui mi sento un consumatore vessato dai poteri e dalle lobbies. Vi spiego. Nel giugno 2003 ho subito un grave incidente come trasportata. Mi sono quindi rivolta ad un avvocato, la quale mi ha consigliato di recarmi per la visita di parte da suo marito. Non mi sembrava molto corretto ma potete immaginare che dopo un incidente con la testa squarciata e il notevole shock non si guarda per il sottile. La visita fu del tutto insoddisfacente, il medico vero e proprio mi vide pochi istanti e dettai tutta la storia ad una sua assistente. Risultato 9 punti. Non soddisfatta dissi all'avvocato che avrei fatto un altro consulto. Il secondo medico (sconosciuto e non informato del precedente consulto) mi diede 15 punti e mi consiglio' una visita psicologica che mi valuto' 10 punti di danno psichico. A questo punto, con la seconda perizia (15) andai dal medico dell'assicurazione che mi diede 9 punti. Il medico legale dei 15 punti mi chiamo' dicendo che non era per niente d'accordo e che lo avrebbe fatto presente all'avvocato. A questo punto la situazione precipita. L'avvocato mi avverte che l'assicurazione non puo' riconoscere piu' di 9 punti e che anche il mio medico le ha detto che mi ha fatto un trattamento di favore. Ma quale favore! Io nemmeno lo conoscevo. Il vero problema e' che e' saltato fuori che avevo fatto una prima visita da 9 punti e che fra di loro non si contraddicono. Infatti il medico dei 15 punti, da me richiamato, ha cambiato atteggiamento e mi ha detto: ma lei non mi aveva mica detto che aveva fatto la visita dal marito dell'avvocato! 9 punti vanno bene. Ora mi chiedo: i punti di danno dipendono dalle situazioni oggettive del danneggiato oppure dai rapporti di buon vicinato fra medici legali? Sono amareggiata e non so cosa fare ho spiegato all'avvocato che mi sento presa in giro ma lei continua ad asserire che e' una buona offerta e che l'unica alternativa e' andare in causa. Avete un consiglio? Grazie.
Annachiara, da Verona

Risposta ADUC
chiariamo subito che e' vero che i medici di parte cercano il piu' possibile di favorire il proprio cliente in quanto in ogni caso quello di mantenersi piu' alti e' l'unico modo per ottenere anche dall'assicurazione una percentuale il piu' equa possibile (visto che l'assicurazione tende sempre a diminuire, ma quantomeno di solito evita di distaccarsi in modo esoso anche dalle valutazioni di controparte). Questo, e' un discorso che va fatto in quanto corrisponde alla realta' dei fatti. Cio' premesso, se lei non e' disposta ad accettare quanto disposto dall'assicurazione ed il suo perito di fiducia la tranquillizza in merito al fatto che i punti che le ha assegnato siano evidenti e verificabili, e' suo pieno e totale diritto agire in giudizio nei confronti dell'assicurazione: evidentemente, affidandosi ad un diverso legale se non ha fiducia in quello attuale. Se non si fida piu' neanche del perito, non le rimane che iniziare comunque la causa sulla base della perizia ottenuta relativa ai 15 punti, ma procurarsi poi non solo un nuovo avvocato, ma anche un nuovo perito, per il contenzioso. L'importante e' che le vengano date garanzie sufficienti sulla possibilita' di comprovare l'origine del vizio.
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