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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 settembre 2004
Domanda 20 settembre 2004
Il giorno 7 agosto 2004 mi si e' fermata la macchina e su chiamata un meccanico presso il quale avevo gia' fatto altre riparazioni, l'ha trainata nella sua autorimessa per la riparazione. Mi ha anticipato verbalmente che secondo lui si trattava della rottura della cinghia di trasmissione con conseguente danno alle valvole, la riparazione avrebbe potuto farmela solo da fine agosto, al rientro dalle ferie. Cosi' alla fine di agosto, presso la sua sede mi ha confermato la sua diagnosi fornendo un preventivo verbale di 2200 e. Ho accettato il preventivo, fidandomi della diagnosi e intendendo implicitamente la risoluzione completa dei problemi dell'auto (ovviamente... se no perche' avrei chiesto la riparazione?). Dopo un primo rinvio della consegna, inizialmente prevista e dichiarata per venerdi' 3 settembre (una settimana dopo l'accordo di inizio lavoro), ce n'e' stato un secondo il giorno venerdi' 9. Lunedi' 11, in attesa di essere contattato per l'ora di ritiro come promesso, il meccanico mi chiama e mi comunica che, mettendo in moto, la macchina non partiva e quindi dopo aver smontato il motore ha individuato una biella rotta. La rottura della biella comporta la sostituzione dell'intero blocco motore, preventivato con un'ulteriore spesa di circa 4500e, da sommarsi (secondo lui ai 2200 e di primo preventivo). Il meccanico sostiene che per individuare la rottura della biella si debba mettere in moto l'auto e quindi ritiene la prima riparazione necessaria; un altro meccanico di un'altra officina Opel contattato da me telefonicamente mi spiega che questa affermazione e' falsa e sostiene che la rottura della cinghia di trasmissione presuppone nel 90% dei casi la rottura conseguente della biella e che un controllo e una segnalazione del rischio erano doverosi in fase di preventivo. Questa officina di norma in questi casi propone 2 preventivi: uno di riparazione e uno di sostituzione del blocco motore.
LA COSA IMPORTANTE e' che la sostituzione completa del motore VANIFICA IL PRIMO INTERVENTO RIPARATORIO, in quanto i pezzi sostituiti sono gia' compresi nel nuovo blocco: il primo intervento e' pertanto reso inutile dal secondo, se la diagnosi fosse stata corretta il primo intervento non avrebbe avuto ragione di esistere. Il meccanico ora pretende che io accetti il suo nuovo preventivo (che questa volta ho chiesto fosse per iscritto) che comprende un quota per la "riparazione" gia' fatta e una quota per il secondo intervento. Faccio notare che la somma 2200e + 4500e. supera il valore dell'auto, avendola comprata 4 anni fa e avendo un certo kilometraggio (circa 54000 Km). Se fossi stato avvertito prima di tutte le cause di guasto e del relativo costo di riparazione avrei preso in considerazione l'acquisto di una nuova auto. Tale valutazione adesso mi e' impossibile visto che il meccanico esige l'accettazione da parte mia dell'intero preventivo o, nel caso non volessi proseguire il lavoro con lui, dei primi 2200 e. Le domande quindi sono:
- posso rifiutare il primo preventivo e non pagare il primo intervento?
- posso obbligare il meccanico ad operare il secondo intervento facendomi pagare solo questo?
- posso prelevare la macchina e portarla da un altro meccanico per un altro preventivo senza pagare il primo intervento finora fatto?
- l'attuale meccanico puo' impedirmi di portare via l'auto?
- come posso regolarmi in caso di accettazione del preventivo di un altro meccanico e di conseguente riparazione?
- insomma quali sono i miei diritti?
Ringrazio anticipatamente.
Andrea, da Milano

Risposta ADUC
per poter contestare il primo intervento dimostrando quindi l'imperizia del meccanico che non ha rilevato subito l'intervento effettivamente necessario, occorrerebbe procurarsi una perizia tecnica: il che vuol dire sostenere spese. Prima di tutto, pertanto, suggeriremmo un tentativo di conciliazione davanti alla commissione di conciliazione della Camera di Commercio.
Il problema nel portare via l'auto e' non solo che dovrebbe pagare comunque l'intervento, ma anche che eseguendo una riparazione successiva non avrebbe poi piu' modo di dimostrare l'inutilita' del primo intervento: il mezzo dovrebbe rimanere nelle condizioni attuali per essere sottoposto a perizia.
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