Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 settembre 2004
Domanda 13 settembre 2004
Mi e' arrivato un curioso catalogo... Curioso poiche' inerente la moda femminile autunno/inverno, spulciandolo ho trovato in ultima pagina non una motivazione ma piuttosto un indizio sul perche' mi sia stato recapitato. Tempo fa ho acquistato un apparecchio elettronico presso un negozio che per fare l'ordine fuori sede mi ha richiesto A VOCE nome cognome ed il mio indirizzo... nulla di piu' comune e nulla di piu' indispensabile per un recapito postale. Questo negozio rientra nella rete di cui fa parte la ditta del catalogo. Che ho scoperto comprendere articoli di giardinaggio, cucina, giochi per bambini, articoli per cani e gatti, sport, ecc. di tutto! Essendo abbastanza informato ed accorto riguardo la normativa sul trattamento dei dati personali (196 / 2003) mi e' subito sorto l'atroce dubbio italico, che fa pensare ad un giusto strumento di difesa esistente le cui falle vengono ignorate finche' l'evento non tange... sara' mica la solita farsa? Chiarisco. Posso decidere di consegnare i miei dati o meno, ok. Pero' alcuni sono, oggettivamente, obbligatori; quali cognome ed indirizzo. Posso ritirare i miei dati, ok. Gratuitamente, ok. Ma posso ritirarli presso il mio primo interlocutore (del quale conosco le generalita'), al momento in cui mi accorgo che sono stati divulgati e' pero' gia' tardi per ricercare tutti i successivi "tramiti" dell'interlocutore originario. Il paradosso e' che se almeno avessi fornito piu' dati... eh gia', avrei potuto limitare l'arrivo di materiale pubblicitario ai miei soli interessi e non ad un bazaar... Grazie.
Antonio

Risposta ADUC
obbligatori? No. Forse, necessari in casi specifici per consentire spedizione od emissione di fattura, e' ben diverso.
In caso avesse fornito i dati su un bel modulino con riferimento alla legge sulla privacy avrebbe potuto limitare l'uso, ma certo.. solo che ben s'immaginera' che se vogliono utilizzarli illegittimamente lo faranno ugualmente, e' inutile prendersi in giro. A nostro avviso, occorrerebbe usare maggiore intelligenza sull'argomento privacy: e' un caso di fobia collettiva, una norma poco utile, usata male, che non tutela ove realmente vi sia bisogno, non impedisce ugualmente usi illegittimi ma inibisce molti aspetti della vita formale in nome della formalita' e dell'apparenza. E buona parte del problema deriva sicuramente anche dal fatto che nel redarla e' stata data troppa importanza a questioni insignificanti come quella che lei cita.. con la conseguenza pero' di porre dei limiti stretti dove gli stessi possono essere applicati (dalle foto che non si possono allegare ai verbali delle multe spedite a casa propria, ai numeri di telefono chiamati o chiamanti dalla propria utenza che non si ha diritto di avere), ma di non servire assolutamente a niente la' dove controllo non potra' esserci. Si fosse valutato questo, ed il fatto se i punti presi di mira fossero veramente rilevanti o meno, forse la norma sarebbe stata studiata meglio e sarebbe stata utile invece che dannosa. Per quanto riguarda lei, ricevere il catalogo e' proprio un gran problema e vuole essere cancellato? Anche se poi potranno riacquisire i suoi dati dagli elenchi pubblici, quali quello telefonico, se proprio vogliono? Oppure inviarlo ugualmente in forma anonima? Va bene: allora scriva una raccomandata ed intimi la cancellazione dei dati, tanto come fare lo sa. Se pero' tutti quanti ci dedicassimo alle questioni veramente importanti senza convalidare l'inesistente utilita' di taluni aspetti di una normativa tanto mal fatta, forse potrebbe anche essere modificata, un giorno.
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