Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 agosto 2004
Scrivo per segnalarvi l'ennesimo caso che vede protagonista la Blue Direct. In data 7.4.04 una agente della Blue Direct si recava presso un pub in provincia di Treviso per proporre al titolare la fornitura di un pc ed altri servizi, dopo una serie di trattative veniva concordato tra le parti un prezzo complessivo di ¤795, 00. L'agente della Blue Direct procedeva a riportare il raggiunto accordo verbale in un accordo scritto in un accordo scritto chiedendone al titolare dell'esercizio la sottoscrizione rassicurandolo che le riportate condizioni erano esattamente quelle concordate, il tutto durante un momento di confusione venutosi a creare all'interno del locale causato dall'affluenza di numerosi clienti. Nei giorni successivi il titolare dell'esercizio scopriva che nel contratto siglato vi era indicato un corrispettivo di gran lunga superiore a quello concordato, nello specifico euro 4.475, 00 e conseguentemente inviava alla Blue Direct formale recesso dal succitato contratto. L'azienda insiste nel richiedere la corresponsione dell'importo. Allo stato non rimane altra possibilita' che adire la via giudiziaria onde ottenere tutela delle posizioni del contraente il cui consenso e' stato carpito con artifizi e raggiri e quindi viziato da dolo.
Clara, da Pordenone
Clara, da Pordenone
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