Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 maggio 2004
Buongiorno e grazie per l'attenzione. La mia domanda riguarda le assicurazioni auto. La premessa, spero non troppo lunga: ho due auto assicurate RC con la SAI: una vecchissima Ford Fiesta, che e' in classe 1 CIP (e per la quale, pur non usandola quasi mai, pago circa 500 euro di RC...), ed una Opel Zafira, che da contratto mi hanno inserito, a detta dell'assicuratore, in una classe privilegiata, essendo io un vecchio cliente. Insomma, la Zafira e' attualmente -al terzo anno di assicurazione- scesa in classe 7, ma, attenzione, classe 7 SAI, che corrisponde a classe 12 CIP. E gia' qui io inizio a perdermi. Il problema e' che per la RC di questa Zafira pago uno sproposito che mi dissangua: circa 1400 euro nell'ultimo anno, pur non avendo io mai causato incidenti negli ultimi 15 anni ed oltre. Lasciamo perdere... Ora, visto che la SAI continua non solo a non scendermi il costo del premio, ma ad aumentamelo ogni anno, vorrei liberarmi della Fiesta, e passare la sua assicurazione (cioe' quella che risulta in classe 1 CIP) sulla Zafira. Il gentile assicuratore mi assicura che no, che non vale la pena, perche' in fondo avrei si' un risparmio, ma sara' veramente minimo... Ora, conoscendo quanto disinteressato ed altruista sia il gentile assicuratore, CHIEDO A VOI:
1) questo da auto ad auto dello stesso cliente e' un passaggio che l'assicurazione e' in qualche maniera tenuta a fare?
2) come potrei calcolare la convenienza economica nel passare da classe CIP 12 a classe 1, che secondo me, e contrariamente a quanto asserisce l'assicuratore, presenta un notevole vantaggio economico?
Infine un'ultima domanda: ad un certo punto, se ricordo bene, avete iniziato, se non a sconsigliare, a insinuare il dubbio che i ricorsi per i rimborsi delle tariffe RC potessero essere rischiosi, nel senso che l'utente ricorrente rischiava di rimetterci le spese processuali, o simili, il tutto suppongo in base alla legge servita ad hoc dal parlamento alle Assicurazioni.
Visto che anch'io faccio parte (come avete letto regalo circa 2000 euro l'anno alla SAI, pur non avendo mai causato ne' essere stato coinvolto in incidenti, come gia' detto) di quegli assicurati che si sono visti alzare il costo del premio immotivatamente, come e' la situazione al momento? E' possibile fare il punto? Cioe' si puo' fare questo ricorso per avere un rimborso di somme pagate in piu'? Conviene? Qual e' la tendenza dei giudici? E se vale la pena di tentare, COME si fa a calcolare la somma di cui si chiede il rimborso? Cioe' quantizzare anno per anno la mancata riduzione dovuta al Bonus/Malus, oltre all'ulteriore aumento ingiustificato? E per quanti anni arretrati si puo' (si potrebbe) chiedere questo risarcimento?
Spero di non essere stato troppo prolisso, e vi ringrazio per la vostra solita gentilezza ed attenzione. Buon Lavoro.
Mario, da Napoli
1) questo da auto ad auto dello stesso cliente e' un passaggio che l'assicurazione e' in qualche maniera tenuta a fare?
2) come potrei calcolare la convenienza economica nel passare da classe CIP 12 a classe 1, che secondo me, e contrariamente a quanto asserisce l'assicuratore, presenta un notevole vantaggio economico?
Infine un'ultima domanda: ad un certo punto, se ricordo bene, avete iniziato, se non a sconsigliare, a insinuare il dubbio che i ricorsi per i rimborsi delle tariffe RC potessero essere rischiosi, nel senso che l'utente ricorrente rischiava di rimetterci le spese processuali, o simili, il tutto suppongo in base alla legge servita ad hoc dal parlamento alle Assicurazioni.
Visto che anch'io faccio parte (come avete letto regalo circa 2000 euro l'anno alla SAI, pur non avendo mai causato ne' essere stato coinvolto in incidenti, come gia' detto) di quegli assicurati che si sono visti alzare il costo del premio immotivatamente, come e' la situazione al momento? E' possibile fare il punto? Cioe' si puo' fare questo ricorso per avere un rimborso di somme pagate in piu'? Conviene? Qual e' la tendenza dei giudici? E se vale la pena di tentare, COME si fa a calcolare la somma di cui si chiede il rimborso? Cioe' quantizzare anno per anno la mancata riduzione dovuta al Bonus/Malus, oltre all'ulteriore aumento ingiustificato? E per quanti anni arretrati si puo' (si potrebbe) chiedere questo risarcimento?
Spero di non essere stato troppo prolisso, e vi ringrazio per la vostra solita gentilezza ed attenzione. Buon Lavoro.
Mario, da Napoli
Risposta ADUC
non le hanno fatto un gran regalo, ma solo un marginalissimo sforzo.
Il punto e' che l'Isvap ha inviato alcuni anni fa delle circolari alle assicurazioni, invitandole (solamente, non obbligandole) ad inserire nella medesima classe gia' acquisita anche i nuovi contratti. Motivo per cui, seguendo questo suggerimento, la compagnia avrebbe dovuto inserirla in prima classe. Solo che non l'ha fatto, e non c'e' una legge che lo dica.L'unico suggerimento possibile e' di segnalare il fatto e richiedere all'Isvap (a mezzo raccomandata A/R) una valutazione ed un intervento in merito.
Il passaggio della stessa polizza da un'auto all'altra, invece, non puo' esigerlo se non in caso l'altra vettura venga rottamata od alienata. La convenienza economica la valuta chiedendo di visionare le tabelle con le tariffe, cui ha diritto, verificando quanto sia la differenza tra le due classi.
Per quanto concerne l'"insinuazione" (brutta parola, ha valenza negativa) non c'entra assolutamente NULLA l'impropriamente detta (giornalate) normativa salva-compagnie.
Infatti, il decreto "salva-compagnie" statuiva una cosa molto semplice e giusta: i giudici decidano secondo legge e non secondo l'umore della giornata, inventandosi le sentenze a caso, a simpatia od a.. (perche' no??) antipatia. Per i contratti stipulati con formulari (il punto, semmai, e': perche' solo quelli??) seguano semplicemente la legge e basta fantasia. A noi questo piace: e' un po' troppo rischioso basare la vittoria sulle moine che si riesce a fare ad un giudice per ingraziarsi la simpatia: se qualcuno ha un'opinione diversa rispettiamola, ma noi sicuramente la pensiamo cosi'.
No, lo scetticismo era dovuto ad altro: e cioe' al fatto che nulla ha sancito un aumento del 20% sulle tariffe di cui si potesse richiedere il rimborso. Il Garante ed il Consiglio di Stato hanno solo detto che c'e' stato un cartello: il che vuol dire accordarsi per fare i prezzi tutti identici e falsare la concorrenza, non altro. Nessuno ha contestato le compagnie perche' care, ma solo perche' aventi tutte il medesimo premio. Pertanto, la causa doveva essere impostata come una richiesta di rimborso danni a seguito di un cartello che falsando la concorrenza ha alterato il mercato determinando quindi un danno e non come un rimborso di una quota di tariffa (e chi l'ha detto? E' un'interpretazione consequenziale ma molto soggettiva ed aleatoria).In ogni caso, come danno i termini non ci sarebbero piu'. Come rimborso tariffario potrebbe agire entro 10 anni, ma i presupposti non ci sono poiche' non c'e' una violazione del contratto o della legge che indicasse una tariffa, pertanto.. In ogni caso, se vuole provare faccia pure: solo che non abbiamo molta fiducia in un'interpretazione cosi' balzana. Certo, da questo punto di vista la nuova legge penalizza, in quanto i giudici non potendosi piu' inventare le sentenze non potevano dare ragione su una cosa che non esisteva, ma.. le pare davvero un male? Veramente ritiene meglio che manchi la certezza del diritto e tutto sia nelle mani di una persona spesso anche incompetente, solo per avere (forse, se gli sta simpatico) qualche euro di rimborso in UNA occasione fortunata? Secondo noi, meglio avere quando si ha diritto e non avere quando non lo si ha.
Il punto e' che l'Isvap ha inviato alcuni anni fa delle circolari alle assicurazioni, invitandole (solamente, non obbligandole) ad inserire nella medesima classe gia' acquisita anche i nuovi contratti. Motivo per cui, seguendo questo suggerimento, la compagnia avrebbe dovuto inserirla in prima classe. Solo che non l'ha fatto, e non c'e' una legge che lo dica.L'unico suggerimento possibile e' di segnalare il fatto e richiedere all'Isvap (a mezzo raccomandata A/R) una valutazione ed un intervento in merito.
Il passaggio della stessa polizza da un'auto all'altra, invece, non puo' esigerlo se non in caso l'altra vettura venga rottamata od alienata. La convenienza economica la valuta chiedendo di visionare le tabelle con le tariffe, cui ha diritto, verificando quanto sia la differenza tra le due classi.
Per quanto concerne l'"insinuazione" (brutta parola, ha valenza negativa) non c'entra assolutamente NULLA l'impropriamente detta (giornalate) normativa salva-compagnie.
Infatti, il decreto "salva-compagnie" statuiva una cosa molto semplice e giusta: i giudici decidano secondo legge e non secondo l'umore della giornata, inventandosi le sentenze a caso, a simpatia od a.. (perche' no??) antipatia. Per i contratti stipulati con formulari (il punto, semmai, e': perche' solo quelli??) seguano semplicemente la legge e basta fantasia. A noi questo piace: e' un po' troppo rischioso basare la vittoria sulle moine che si riesce a fare ad un giudice per ingraziarsi la simpatia: se qualcuno ha un'opinione diversa rispettiamola, ma noi sicuramente la pensiamo cosi'.
No, lo scetticismo era dovuto ad altro: e cioe' al fatto che nulla ha sancito un aumento del 20% sulle tariffe di cui si potesse richiedere il rimborso. Il Garante ed il Consiglio di Stato hanno solo detto che c'e' stato un cartello: il che vuol dire accordarsi per fare i prezzi tutti identici e falsare la concorrenza, non altro. Nessuno ha contestato le compagnie perche' care, ma solo perche' aventi tutte il medesimo premio. Pertanto, la causa doveva essere impostata come una richiesta di rimborso danni a seguito di un cartello che falsando la concorrenza ha alterato il mercato determinando quindi un danno e non come un rimborso di una quota di tariffa (e chi l'ha detto? E' un'interpretazione consequenziale ma molto soggettiva ed aleatoria).In ogni caso, come danno i termini non ci sarebbero piu'. Come rimborso tariffario potrebbe agire entro 10 anni, ma i presupposti non ci sono poiche' non c'e' una violazione del contratto o della legge che indicasse una tariffa, pertanto.. In ogni caso, se vuole provare faccia pure: solo che non abbiamo molta fiducia in un'interpretazione cosi' balzana. Certo, da questo punto di vista la nuova legge penalizza, in quanto i giudici non potendosi piu' inventare le sentenze non potevano dare ragione su una cosa che non esisteva, ma.. le pare davvero un male? Veramente ritiene meglio che manchi la certezza del diritto e tutto sia nelle mani di una persona spesso anche incompetente, solo per avere (forse, se gli sta simpatico) qualche euro di rimborso in UNA occasione fortunata? Secondo noi, meglio avere quando si ha diritto e non avere quando non lo si ha.
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