Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

30 agosto 2000
Domanda 30 agosto 2000
Ho acquistato una Ford Mondeo 1.8 TD GHIA usata il 10 agosto 1999, la data di prima immatricolazione e’ il 30 settembre 1996.
Dopo poco ho constatato che percorrendo una strada in salita ed avendo il serbatoio del gasolio in prossimita’ di riserva, l’auto si fermava per evidente mancanza di alimentazione carburante. Smanettando sulla pompetta gasolio fino a ripristinare la pressione sufficiente, l’auto ripartiva ed era in grado di percorrere ancora circa 25 Km prima del successivo rifornimento.
A ottobre ’99 ho avuto il primo contatto con il capo officina del concessionario Ford, il quale subito mi assicuro’ che il problema sarebbe stato risolto sostituendo il galleggiante. Infatti il 10 dicembre 1999 fu sostituito il galleggiante pagando l’importo di lire 130.000. Nei giorni successivi, provando l’auto in salita, constatai che il difetto non era stato eliminato. A questo punto il capo officina mi suggeri’ di far scollegare l’antifurto "MED" perche’ secondo lui questo poteva essere la causa del problema. Immediatamente portai l’auto da un elettrauto, al quale dopo l’intervento pagai lire 40.000. Nei giorni successivi provando l’auto in salita nuovamente si "fermava". Tornato in concessionaria, il capo officina effettuo’ la sostituzione del "filtro gasolio" e la "pulizia dell’impianto". Ritirai l’auto dopo due giorni, pagando ancora lire 230.000 senza pero’ ottenere nessun risultato, infatti l’auto (sempre con l’indicatore del gasolio in prossimita’ della riserva) in salita si fermava. Ho iniziato ad avere i primi diverbi con il capo officina proprio perche’ non riuscivo ad avere delle garanzie sugli interventi. Quando il capo officina mi disse che per esclusione l’unica cosa rimasta da fare era revisionare la "pompa del gasolio", io non mi dichiarai d’accordo a spendere altri soldi senza avere la certezza che il problema sarebbe stato risolto. Il capo officina non e’ mai stato in grado di prendersi questa responsabilita’, ed alla fine feci comunque revisionare la pompa pagando lire 790.000. Anche questa volta, l’intervento non fu risolutivo e finalmente il capo officina si dichiaro’ incapace di risolvere il problema attribuendo all’auto un difetto congenito non eliminabile.
Ho chiamato la Ford Italia, la quale dopo aver contattato il capo officina Ford, mi confermava la tesi del difetto congenito, non permettendomi di parlare con nessun tecnico Ford.
La conclusione, che purtroppo sono costretto a trarre, e’ che per un atteggiamento presuntuoso di un capo officina assolutamente incompetente, ho speso la somma di lire 1.320.000 per riuscire a capire che il difetto denunciato non e’ eliminabile.
Questo e’ quanto mi e’ accaduto.
Vorrei sapere in che modo posso denunciare l’accaduto e sapere in quale modo risolvere il problema. Grazie della vostra disponibilia’.

Risposta ADUC
Premettendo che non c'e' alcuna certezza di risolvere la questione, possiamo indicarle cosa fare quantomeno per contestare l'operato del meccanico. Per il difetto congenito, la Ford interverra' solo nel caso in cui -a seguito di procedimento legale- venisse dimostrata la conoscenza da parte della casa madre del difetto dell'auto (altrimenti non contestabile). C'e' infatti da valutare che, mentre tentare di ottenere il rimborso di una cifra per dei lavori inadeguati e contestabili e' una cosa, operare nei confronti della ditta produttrice per un difetto eventualmente presente da anni ma non contestato nei termini (e per cui non e' possibile dimostrare la conoscenza da parte della casa madre) e' un'altra.
La prima cosa da fare e' una raccomandata A/R a questo meccanico, specificando che -essendo ormai stato palesemente dimostrato (pensi nel frattempo a chi potrebbe farle una perizia in tal senso) che si e' di fronte ad un vizio di produzione interessante una certa parte meccanica- si contestano due punti:
- la mancanza di conoscenza del difetto sul modello o sull'auto -essendo stata ammessa dalla stessa Casa Produttrice (nei suoi confronti puo' sbilanciarsi) e' inaccettabile la mancata conoscenza da parte di un operatore della Casa;
- stanti gli innumerevoli tentativi di riparazione dimostratisi inutili- si contesta che i lavori siano stati effettuati con la dovuta diligenza, la cui mancanza ha comportato per lei un danno (l'aver inutilmente speso le cifre indicate).
Il rimborso di queste cifre viene chiesto a fronte dell'imperizia del tecnico (dettando un termine di giorni entro il quale rimborsarla, specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni).
Provi poi una conciliazione in Camera di Commercio o davanti al giudice di pace: a seconda di come si mettono le cose, decidera' per il contenzioso.
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