Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 febbraio 2004
Questa mattina sono andata a vedere un abito da sposa, dopo le prove la titolare del negozio mi ha "costretto" a dare una caparra, non avevo contanti con me, cosi' mi ha fatto pagare con il bancomat e ha digitato una cifra di ¤500, 00 pari alla meta' del valore dell'abito.
Adesso ad appena due ore dalla trattativa io mi sono sentita plagiata e "fregata", non voglio piu' acquistare l'abito.
Cosa posso fare?
Aspetto vostre risposte.
Grazie.
Antonella, da Montemassi
Adesso ad appena due ore dalla trattativa io mi sono sentita plagiata e "fregata", non voglio piu' acquistare l'abito.
Cosa posso fare?
Aspetto vostre risposte.
Grazie.
Antonella, da Montemassi
Risposta ADUC
la caparra e' legittima in questi casi e se viene versata si perfeziona il contratto di acquisto. Pertanto, in caso di mancato rispetto dell'accordo da parte sua, la caparra probabilmente sara' trattenuta dal negoziante a titolo di penale. In quel caso, eventualmente, potra' essere tentata un'azione presso il giudice di pace (il 50% come penale ci sembra eccessivo) per ottenere una riduzione (e quindi un parziale rimborso di quanto pagato). Per far cio' va inviata una raccomandata A/R al negozio, contestando la penale stessa e chiedendo un parziale rimborso (diciamo che la penale dovrebbe aggirarsi sul 30%), intimando che cio' avvenga entro 15gg e minacciando, in difetto, di adire le vie legali. Succesivamente potra' tentare una conciliazione presso il giudice di pace per poi passare (se fosse necessario) al contenzioso (la causa). In ambedue i casi il servizio e' gratuito e non e' necessario essere assistiti da un legale. Ricordiamo che la conciliazione puo' essere tentata anche in camera di commercio, ma ci risulta che in tal caso il servizio preveda un costo.
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