Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 febbraio 2004
OGGETTO: Segnalazione disservizio e rischio di esborso economico per esumazioni al Cimitero Monumentale di Torino.
Con la presente vorrei portare a pubblica conoscenza la situazione, a mio parere, incresciosa, che si e' creata nella citta' di Torino nell'ambito dei servizi cimiteriali (Cimitero Monumentale).
Credo che cio' che vado a descrivere sia una situazione molto comune tra i nostri concittadini.
Io ho la maggior parte dei miei parenti defunti sepolta al cimitero monumentale di Torino. Nella fattispecie una pro-zia e' tutt'oggi sepolta in terra in un campo quindicennale in scadenza 2005 (la defunta e' stata sepolta il giorno 3-07-1990).
Ho affidato la manutenzione del tumulo ai servizi cimiteriali e, nel 3° trimestre 2003 ho ricevuto (quale parente di riferimento) l'avviso comunale che la salma sarebbe stata esumata anticipatamente tra la fine del 2003 e la prima meta' del 2004 e, di conseguenza, ero "invitato" a provvedere alla scelta di un loculo o di altra soluzione entro il giorno 31-10-2003.
Puntualmente mi sono recato negli uffici di C. so Novara ove mi e' stato chiesto se fornivo l'assenso all'esumazione (se cosi' non fosse si procederebbe d'ufficio) e quale soluzione di inumazione sceglievo.
Ad esempio potevo "prenotare" la celletta quarantennale ove riporre i resti e la prenotazione era valida SOLO a fronte del pagamento ANTICIPATO della celletta.
Avrei potuto contestare la cosa in quanto stavo anticipando una somma di almeno 18 mesi rispetto a quella che sarebbe stata la normale scadenza contrattuale (luglio 2005).
Ho preferito evitare polemiche ed ho "prenotato" la celletta corrispondendo la somma di ¤ 650//01.
In tale somma sono comprese le spese di esumazione, i diritti etc..
Il problema e' sorto quando ho posto la questione relativa alla anticipata esumazione.
Mi e' stato detto che, se al momento dell'esumazione, i resti non fossero decomposti completamente, il cittadino deve scegliere se re-inumare la salma o procedere alla sua cremazione.
Peccato che restano a carico del cittadino i costi di ambedue le soluzioni.
Ho, ovviamente contestato la cosa allo sportello in quanto, sostenevo e sostengo, se la salma viene esumata in grosso anticipo aumentano le probabilita' che lo stato di decomposizione non sia sufficiente e che NON si puo' addebitare il costo al cittadino per una scelta che lui non condivide.
Mi e' stato detto che il personale doveva attenersi ad una circolare interna che lo invitava a NON commentare.
L'unica laconica risposta e' stata che altri concittadini si erano arrabbiati ma avevano accettato.
Io ho solo ottenuto che fosse verbalizzata la mia intenzione a non pagare alcuna spesa per eventuali re-inumazioni o cremazioni.
La mia non e' una mera battaglia economica ma anche una questione di principio, di tutela del cittadino e di rispetto.
In sintesi:.
1°) Non e' giusto che il cittadino debba assumersi eventuali costi di re-inumazione/cremazione per scelte che non condivide (esumazioni anticipate di 18 mesi).
2°) Non e' giusto che la prenotazione della cella richieda un pagamento anticipato della stessa.
Calcolando che le spese di cremazione minime ammontano a circa 400 ¤ e che la celletta minima costa circa 600 ¤ e' abbastanza semplice calcolare l'entita' del finanziamento anticipato che i cittadini fanno ai servizi cimiteriali...
A chiusura della presente vorrei ancora segnalare una cosa...
Ho chiesto di poter "avvicinare" i defunti contestualmente alla sistemazione in cellette della mia parente. Dato che gli altri parenti sono gia' in cellette quarantennali si trattava di esumarli e trasferire i resti in cellette attigue.
Mi e' stato detto che avrei dovuto acquistare le cellette attigue a "prezzo pieno" (ovvio), pagare le spese di esumazione e inumazione (ovvio) e che mi sarebbero stati dedotti i costi delle cellette dimesse valutate in base all'anno di acquisto (nel mio caso al valore di ¤ 0!!).
La cosa che mi ha lasciato esterrefatto e' che il costo delle cellette attigue era identico sia in caso di cellette nuove che in caso di cellette dismesse da altri!!
L'equazione, nel mio caso, e' quindi:.
N° cellette acquistate 1 e' costo circa 600 ¤.
N° cellette attigue acquistate 2 e' costo circa 1200 ¤.
Valore delle 2 cellette dimesse e' 0 ¤.
Costo delle mie 2 cellette dimesse che si assume un altro cittadino e' 1200 ¤!!!!
E' mia intenzione portare a conoscenza di tutti i canali possibili questa situazione perche' ci si renda conto di quali vessazioni debbano subire i cittadini non so italiani ma torinesi sicuramente!!
Carlo, da Giaveno
Con la presente vorrei portare a pubblica conoscenza la situazione, a mio parere, incresciosa, che si e' creata nella citta' di Torino nell'ambito dei servizi cimiteriali (Cimitero Monumentale).
Credo che cio' che vado a descrivere sia una situazione molto comune tra i nostri concittadini.
Io ho la maggior parte dei miei parenti defunti sepolta al cimitero monumentale di Torino. Nella fattispecie una pro-zia e' tutt'oggi sepolta in terra in un campo quindicennale in scadenza 2005 (la defunta e' stata sepolta il giorno 3-07-1990).
Ho affidato la manutenzione del tumulo ai servizi cimiteriali e, nel 3° trimestre 2003 ho ricevuto (quale parente di riferimento) l'avviso comunale che la salma sarebbe stata esumata anticipatamente tra la fine del 2003 e la prima meta' del 2004 e, di conseguenza, ero "invitato" a provvedere alla scelta di un loculo o di altra soluzione entro il giorno 31-10-2003.
Puntualmente mi sono recato negli uffici di C. so Novara ove mi e' stato chiesto se fornivo l'assenso all'esumazione (se cosi' non fosse si procederebbe d'ufficio) e quale soluzione di inumazione sceglievo.
Ad esempio potevo "prenotare" la celletta quarantennale ove riporre i resti e la prenotazione era valida SOLO a fronte del pagamento ANTICIPATO della celletta.
Avrei potuto contestare la cosa in quanto stavo anticipando una somma di almeno 18 mesi rispetto a quella che sarebbe stata la normale scadenza contrattuale (luglio 2005).
Ho preferito evitare polemiche ed ho "prenotato" la celletta corrispondendo la somma di ¤ 650//01.
In tale somma sono comprese le spese di esumazione, i diritti etc..
Il problema e' sorto quando ho posto la questione relativa alla anticipata esumazione.
Mi e' stato detto che, se al momento dell'esumazione, i resti non fossero decomposti completamente, il cittadino deve scegliere se re-inumare la salma o procedere alla sua cremazione.
Peccato che restano a carico del cittadino i costi di ambedue le soluzioni.
Ho, ovviamente contestato la cosa allo sportello in quanto, sostenevo e sostengo, se la salma viene esumata in grosso anticipo aumentano le probabilita' che lo stato di decomposizione non sia sufficiente e che NON si puo' addebitare il costo al cittadino per una scelta che lui non condivide.
Mi e' stato detto che il personale doveva attenersi ad una circolare interna che lo invitava a NON commentare.
L'unica laconica risposta e' stata che altri concittadini si erano arrabbiati ma avevano accettato.
Io ho solo ottenuto che fosse verbalizzata la mia intenzione a non pagare alcuna spesa per eventuali re-inumazioni o cremazioni.
La mia non e' una mera battaglia economica ma anche una questione di principio, di tutela del cittadino e di rispetto.
In sintesi:.
1°) Non e' giusto che il cittadino debba assumersi eventuali costi di re-inumazione/cremazione per scelte che non condivide (esumazioni anticipate di 18 mesi).
2°) Non e' giusto che la prenotazione della cella richieda un pagamento anticipato della stessa.
Calcolando che le spese di cremazione minime ammontano a circa 400 ¤ e che la celletta minima costa circa 600 ¤ e' abbastanza semplice calcolare l'entita' del finanziamento anticipato che i cittadini fanno ai servizi cimiteriali...
A chiusura della presente vorrei ancora segnalare una cosa...
Ho chiesto di poter "avvicinare" i defunti contestualmente alla sistemazione in cellette della mia parente. Dato che gli altri parenti sono gia' in cellette quarantennali si trattava di esumarli e trasferire i resti in cellette attigue.
Mi e' stato detto che avrei dovuto acquistare le cellette attigue a "prezzo pieno" (ovvio), pagare le spese di esumazione e inumazione (ovvio) e che mi sarebbero stati dedotti i costi delle cellette dimesse valutate in base all'anno di acquisto (nel mio caso al valore di ¤ 0!!).
La cosa che mi ha lasciato esterrefatto e' che il costo delle cellette attigue era identico sia in caso di cellette nuove che in caso di cellette dismesse da altri!!
L'equazione, nel mio caso, e' quindi:.
N° cellette acquistate 1 e' costo circa 600 ¤.
N° cellette attigue acquistate 2 e' costo circa 1200 ¤.
Valore delle 2 cellette dimesse e' 0 ¤.
Costo delle mie 2 cellette dimesse che si assume un altro cittadino e' 1200 ¤!!!!
E' mia intenzione portare a conoscenza di tutti i canali possibili questa situazione perche' ci si renda conto di quali vessazioni debbano subire i cittadini non so italiani ma torinesi sicuramente!!
Carlo, da Giaveno
Risposta ADUC
molto in sintesi, ci pare che la gestione di questo cimitero sia veramente molto imprenditoriale e non da Ente pubblico. Ma a parte questa osservazione (che comunque rimane fine a se stessa, in quanto si tratta di richieste regolari fatto salvo quanto sotto indicato) condividiamo la possibilita' di contestare l'addebito delle spese di re-inumazione/cremazione, a fronte di un'esumazione anticipata, ove l'intervento si renda necessario a fronte di tale anticipazione. Il problema, e' appunto quello di poter sostenere cio' e quindi ricondurre l'esigenza all'esumazione anticipata (occorrerebbe una valutazione medino-legale).
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