Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 gennaio 2004
Spett. le ADUC, mi rivolgo a voi con la speranza che possiate indicarmi la strada giusta da seguire in seguito alla "truffa" di cui sono stata oggetto.
Nel giugno del 2002 ho acquistato, tramite una televendita, una aspirapolvere dalla ditta cloud.
Si tratta di quei prodotti che si acquistano dopo una dimostrazione che viene fatta a casa dal rappresentante; ebbene assolutamente convinta delle grandi qualita' di questa macchina (aspirapolvere, generatore di vapore, stirella) ho firmato il contratto di acquisto e un finanziamento per due anni (che infatti devo ancora finire di pagare).
L'autunno scorso (2003), dopo aver avuto dei problemi tecnici, ho cercato di contattare i vari centri assistenza che erano elencati nel contratto; nessuna delle sedi in tutta Italia era piu' attiva (nessuno rispondeva al numero di telefono, o rispondeva qualcun altro molto seccato, o addirittura il numero risultava inesistente), compresa quella vicina al mio comune di residenza.
Alla fine ho contattato la sede di Roma dove mi hanno confermato che le altre sedi erano state chiuse. Cosi' mi hanno suggerito di spedire a Roma tramite corriere (a mie spese l'andata, a loro spese il ritorno) la macchina per la riparazione e cosi' ho fatto. Il 1° dicembre la Cloud ha ricevuto la mia macchina, una descrizione del problema, e tutti i miei recapiti. Dopo che la signorina dell'assistenza mi aveva assicurato che nel giro di 10 giorni avrebbero provveduto alla riparazione, alla meta' di dicembre chiamo non avendo avuto alcuna notizia. Dopo ripetuti tentativi e insistenze da parte mia (l'ufficio riparazioni era sempre occupato o la persona responsabile non era raggiungibile) sono riuscita a parlare con la signorina dell'assistenza la quale giustificava il ritardo con le vacanze natalizie e il fatto che non mi avevano fatto sapere niente dicendo che i avrebbero contattato solo al momento che la macchina era pronta.
La mia ultima conversazione risale al 29 o 30 dicembre quando mi viene detto che ci sono delle macchine pronte e in partenza e che mi avrebbero comunicato lo stesso giorno se anche la mia ne faceva parte.
Non solo non ricevo alcuna telefonata di conferma ma quando, il 7 gennaio chiamo di nuovo per avere notizie, il numero risulta inesistente. Chiamo allora il venditore che mi aveva fatto la dimostrazione il quale mi dice che non lavora piu' per la ditta poiche' la sede regionale era stata chiusa e mi da' il numero di un collega di Roma che mi dice di non preoccuparmi, che la sede avrebbe riaperto ufficialmente il 12 di gennaio e che il numero di telefono risultava inesistente perche' erano in corso lavori alla linea telefonica.
Il 12, il 13, il 14 gennaio ancora il numero risulta inesistente e il signore di Roma non risponde piu' al cellulare (entra sempre in funzione la segreteria telefonica alla quale lascio anche un messaggio, invano).
Allora, piu' che esasperata, parecchio incazzata, scrivo una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale esorto la ditta alla restituzione del bene entro 10 giorni dal ricevimento della stessa, altrimenti avrei proceduto per vie legali e avrei interrotto i pagamenti. Una l'ho indirizzata alla sede legale (che noon e' stata recapitata e oggi mi e' tornata indietro, pare che infatti il destinatario si sia trasferito) e una alla sede commerciale (aspetto ancora la ricevuta).
Questa e' la situazione.
Spero che possiate dirmi come procedere perche' io, non solo sto continuando a pagare le rate del finanziamento, ma non ho piu' neanche il bene.
Mi sento gabbata bene bene.
Grazie per una vostra tempestiva risposta Distinti saluti Alice, da San Gimignano/Siena
Nel giugno del 2002 ho acquistato, tramite una televendita, una aspirapolvere dalla ditta cloud.
Si tratta di quei prodotti che si acquistano dopo una dimostrazione che viene fatta a casa dal rappresentante; ebbene assolutamente convinta delle grandi qualita' di questa macchina (aspirapolvere, generatore di vapore, stirella) ho firmato il contratto di acquisto e un finanziamento per due anni (che infatti devo ancora finire di pagare).
L'autunno scorso (2003), dopo aver avuto dei problemi tecnici, ho cercato di contattare i vari centri assistenza che erano elencati nel contratto; nessuna delle sedi in tutta Italia era piu' attiva (nessuno rispondeva al numero di telefono, o rispondeva qualcun altro molto seccato, o addirittura il numero risultava inesistente), compresa quella vicina al mio comune di residenza.
Alla fine ho contattato la sede di Roma dove mi hanno confermato che le altre sedi erano state chiuse. Cosi' mi hanno suggerito di spedire a Roma tramite corriere (a mie spese l'andata, a loro spese il ritorno) la macchina per la riparazione e cosi' ho fatto. Il 1° dicembre la Cloud ha ricevuto la mia macchina, una descrizione del problema, e tutti i miei recapiti. Dopo che la signorina dell'assistenza mi aveva assicurato che nel giro di 10 giorni avrebbero provveduto alla riparazione, alla meta' di dicembre chiamo non avendo avuto alcuna notizia. Dopo ripetuti tentativi e insistenze da parte mia (l'ufficio riparazioni era sempre occupato o la persona responsabile non era raggiungibile) sono riuscita a parlare con la signorina dell'assistenza la quale giustificava il ritardo con le vacanze natalizie e il fatto che non mi avevano fatto sapere niente dicendo che i avrebbero contattato solo al momento che la macchina era pronta.
La mia ultima conversazione risale al 29 o 30 dicembre quando mi viene detto che ci sono delle macchine pronte e in partenza e che mi avrebbero comunicato lo stesso giorno se anche la mia ne faceva parte.
Non solo non ricevo alcuna telefonata di conferma ma quando, il 7 gennaio chiamo di nuovo per avere notizie, il numero risulta inesistente. Chiamo allora il venditore che mi aveva fatto la dimostrazione il quale mi dice che non lavora piu' per la ditta poiche' la sede regionale era stata chiusa e mi da' il numero di un collega di Roma che mi dice di non preoccuparmi, che la sede avrebbe riaperto ufficialmente il 12 di gennaio e che il numero di telefono risultava inesistente perche' erano in corso lavori alla linea telefonica.
Il 12, il 13, il 14 gennaio ancora il numero risulta inesistente e il signore di Roma non risponde piu' al cellulare (entra sempre in funzione la segreteria telefonica alla quale lascio anche un messaggio, invano).
Allora, piu' che esasperata, parecchio incazzata, scrivo una raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale esorto la ditta alla restituzione del bene entro 10 giorni dal ricevimento della stessa, altrimenti avrei proceduto per vie legali e avrei interrotto i pagamenti. Una l'ho indirizzata alla sede legale (che noon e' stata recapitata e oggi mi e' tornata indietro, pare che infatti il destinatario si sia trasferito) e una alla sede commerciale (aspetto ancora la ricevuta).
Questa e' la situazione.
Spero che possiate dirmi come procedere perche' io, non solo sto continuando a pagare le rate del finanziamento, ma non ho piu' neanche il bene.
Mi sento gabbata bene bene.
Grazie per una vostra tempestiva risposta Distinti saluti Alice, da San Gimignano/Siena
Risposta ADUC
non doveva dire che avrebbe interrotto i pagamenti: in primo luogo perche' al venditore non importa niente (loro hanno gia' ottenuto i soldi dalla finanziaria nel 2002), ed in secondo luogo perche' ha in essere un contratto con una finanziaria, non col venditore: e non puo' opporre l'inadempienza del venditore a quest'ultima. Ma al giudice puo' rivolgersi: pertanto faccia finta di non aver scritto la frase sui pagamenti e decorsi 15 gg agisca rivolgendosi tempestivamente al giudice di pace.
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