Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 gennaio 2004
Cara ADUC, Vi richiedo un ennesimo consiglio per risolvere definitivamente una questione ereditaria.
Nel dicembre del 2000 e' venuto a mancare mio padre, senza lasciare testamento. La situazione del patrimonio all'atto della successione era la seguente: 1) beni immobili: a) abitazione acquistata(a riscatto di 25 anni, con promessa di vendita comunale effettuata nel 1957) ed intestata a nome di mio padre nel 1983; b) garage costruito nel 1972 su apposita area comunale distaccata dall'abitazione principale, con regolare permesso, intestato sempre a mio padre.
Dagli atti risulta che entrambi erano beni personali di mio padre.
2) beni mobili: depositi di titoli di stato, obligazioni varie e libretto di deposito, non dichiarati nella successione per volere di mia madre, regolarmente cointestati a mia madre, mio padre e me fin dal 1994.
Ora Vi chiedo: a) che quota di eredita' mi spetta sui beni immobili, essendo questi beni personali di mio padre antecedenti alla riforma del diritto di famiglia del 1976 (nell'atto di successione, il funzionario privato addetto a tale compito ha fatto ricadere il tutto nella comunione dei beni, posteriore al 1976, assegnandomi 1/4 dei beni immobili invece che il 50%)?
b) dato che i beni mobili non sono stati denunciati nell'asse ereditario per volere di mia madre e che, per sua stessa volonta' e nonostante la cointestazione della totalita' di tali beni a mia madre e me, non mi e' possibile accedere alla a quota ereditaria a me spettante per diritto(avendo mia madre trasferito tutti i beni mobili in un dossier personale), come posso agire per ottenere quanto mi spetta per legge e a chi posso rivolgermi per ottenere una consulenza gratuita, non essendo in possibilita' di affrontare eventuali spese legali(eventualita' che prevedo seriamente possa insorgere vista la caparbieta' con cui mia madre mi nega il diritto alla mia quota di eredita' -"li prendi quando muoio anch'io! "-)?
c) c'e' un termine di prescrizione per ottenere questa eredita' "negata"?
Vi ringrazio anticipatamente per la Vostra risposta e spero che essa possa finalmente risolvere questa situazione logorante a causa del comportamento totalmente inaspettato ed inaudibile di una madre nei confronti di una figlia.
Maria Rosaria, da Fabriano
Nel dicembre del 2000 e' venuto a mancare mio padre, senza lasciare testamento. La situazione del patrimonio all'atto della successione era la seguente: 1) beni immobili: a) abitazione acquistata(a riscatto di 25 anni, con promessa di vendita comunale effettuata nel 1957) ed intestata a nome di mio padre nel 1983; b) garage costruito nel 1972 su apposita area comunale distaccata dall'abitazione principale, con regolare permesso, intestato sempre a mio padre.
Dagli atti risulta che entrambi erano beni personali di mio padre.
2) beni mobili: depositi di titoli di stato, obligazioni varie e libretto di deposito, non dichiarati nella successione per volere di mia madre, regolarmente cointestati a mia madre, mio padre e me fin dal 1994.
Ora Vi chiedo: a) che quota di eredita' mi spetta sui beni immobili, essendo questi beni personali di mio padre antecedenti alla riforma del diritto di famiglia del 1976 (nell'atto di successione, il funzionario privato addetto a tale compito ha fatto ricadere il tutto nella comunione dei beni, posteriore al 1976, assegnandomi 1/4 dei beni immobili invece che il 50%)?
b) dato che i beni mobili non sono stati denunciati nell'asse ereditario per volere di mia madre e che, per sua stessa volonta' e nonostante la cointestazione della totalita' di tali beni a mia madre e me, non mi e' possibile accedere alla a quota ereditaria a me spettante per diritto(avendo mia madre trasferito tutti i beni mobili in un dossier personale), come posso agire per ottenere quanto mi spetta per legge e a chi posso rivolgermi per ottenere una consulenza gratuita, non essendo in possibilita' di affrontare eventuali spese legali(eventualita' che prevedo seriamente possa insorgere vista la caparbieta' con cui mia madre mi nega il diritto alla mia quota di eredita' -"li prendi quando muoio anch'io! "-)?
c) c'e' un termine di prescrizione per ottenere questa eredita' "negata"?
Vi ringrazio anticipatamente per la Vostra risposta e spero che essa possa finalmente risolvere questa situazione logorante a causa del comportamento totalmente inaspettato ed inaudibile di una madre nei confronti di una figlia.
Maria Rosaria, da Fabriano
Risposta ADUC
i beni ANTECEDENTI AL MATRIMONIO sono esclusivamente di suo padre. Gli altri, seppur antecedenti al '76, sono divenuti comuni nel momento in cui i coniugi hanno optato per la comunione dei beni. Questo pero' dovrebbe gia' risultare dagli atti (trascrizioni in conservatoria, etc..).
Per quanto concerne i beni mobili, in caso si trattasse effettivamente di un'intestazione nominale e non di meri libretti o certificati al portatore -per i quali l'intestazione non rileverebbe- potrebbe intentare un'azione legale nei confronti di sua madre, non potendo ella dimostrare di averle dato la sua quota e avendo prelevato autonomamente i titoli, libretti, certificati o quant'altro.
Non e' ovviamente un'azione facile, ma e' l'unica ipotizzabile.
Consulenze gratuite per intentare una causa non ne potra' pero' trovare. Ed ottenere il patrocinio gratuito non ci pare molto facile -in fondo, non e' un contenzioso il cui esito sia COSI' certo.
La prescrizione e' di 10 anni; pertanto entro il 2010 dovra' agire.
Per quanto concerne i beni mobili, in caso si trattasse effettivamente di un'intestazione nominale e non di meri libretti o certificati al portatore -per i quali l'intestazione non rileverebbe- potrebbe intentare un'azione legale nei confronti di sua madre, non potendo ella dimostrare di averle dato la sua quota e avendo prelevato autonomamente i titoli, libretti, certificati o quant'altro.
Non e' ovviamente un'azione facile, ma e' l'unica ipotizzabile.
Consulenze gratuite per intentare una causa non ne potra' pero' trovare. Ed ottenere il patrocinio gratuito non ci pare molto facile -in fondo, non e' un contenzioso il cui esito sia COSI' certo.
La prescrizione e' di 10 anni; pertanto entro il 2010 dovra' agire.
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