Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 gennaio 2004
Domanda 9 gennaio 2004
Salve, In data 7 luglio 2003 consegnai ad un'orologeria della mia citta' (Piacenza) un orologio della Brigata Paracadutisti Folgore modello submariner a batteria, resistente fino a 10 atmosfere, con cassa in acciaio lucidato, cinturino + retrocassa in acciaio satinato. Mi rivolsi a tale negozio (filiale del negozio principale sito vicino a Pavia) in quanto in vetrina apparivano orologi della stessa marca e quindi, cosi' almeno mi dissero i gestori del punto vendita, non ci sarebbero stati problemi nel sostituire vetro e cinturino, inviando a loro cura l'orologio presso la casa produttrice a Torino.
Tornato dalle ferie e non sapendo ancora nulla dell'orologio, chiamai il punto vendita poiche' la ricevuta rilasciatami recitava testualmente: "Gli oggetti riparati saranno restituiti consegnando la presente ricevuta.
Trascorsi 3 mesi non rispondiamo degli oggetti lasciati in deposito.
Non assumiamo responsabilita' per i beni di terzi, in caso d'incendio, furto o rapina (Art. 1780 C. C.) ". Mi venne detto di non preoccuparmi e che al piu' presto mi avrebbero aggiornato sulla questione.
In ottobre infatti mi chiamarono dicendo che forse era successo qualcosa al mio orologio una volta giunto presso il laboratorio della ditta produttrice (che avrebbe invece dovuto ripararlo): forse era stato danneggiato irreparabilmente se non addirittura smarrito...
Mi venne allo stesso tempo prospettata la sostituzione dell'orologio con uno identico e nuovo per una cifra "simbolica".
E veniamo finalmente allo scorso venerdi' 14 dicembre: mi sono recato presso il punto vendita e hanno provato a rifilarmi (gratis) un orologio si' della stessa marca ma dalle caratteristiche diverse (cinturino in acciaio lucidato a specchio con cassa resistente sino a 5 atmosfere): sostanzialmente trattasi di un oggetto diverso per qualita', caratteristiche funzionali ed estetiche. E del vecchio orologio nessuna notizia, nemmeno si sa se sia stato danneggiato oppure perduto chissa' dove.
Ho rifiutato quindi l'oggetto propostomi dicendo loro che l'orologio sostitutivo deve essere uguale in tutto e per tutto a quello da me consegnatogli (e' stato infatti a loro fornito il codice esatto identificativo del modello in questione); alternativamente, almeno per chiudere la questione quanto prima, mi sono detto disposto ad accettare il rimborso del valore dell'oggetto smarrito (70-80 euro).
Tra una settimana (quindi a meta' gennaio 2004) mi faro' vivo di nuovo con il punto vendita per vedere se ci sono novita', in quanto loro subordinano ogni loro possibile azione risarcitoria a quanto concordabile tra loro e la ditta di Torino produttrice dell'orologio.
Personalmente non condivido tale visione in quanto come utente finale il mio referente e' il punto vendita e non il produttore dell'orologio.
Dovrebbe a mio avviso essere il punto vendita ad assumere una posizione chiara verso il cliente, riservandosi poi il diritto di rivalersi successivamente sul produttore dell'orologio.
Cosa ne pensate?
Vorrei inoltre sapere cosa eventualmente sarebbe possibile fare a livello legale nel caso in cui non si giungesse ad una soluzione amichevole e soddisfacente (del tipo orologio sostitutivo identico in tutto e per tutto a quello smarrito/danneggiato oppure rimborso in denaro).
Grazie in anticipo.
Cordiali saluti, Stefano, da Piacenza

Risposta ADUC
fossimo in lei, non aspetteremmo: in quanto temiamo che tra l'altro abbia gia' atteso troppo (i danni si contestano entro 8 gg..). Invii pertanto una raccomandata A/R di messa in mora, facendo preciso ed esplicito riferimento alle precedenti assicurazioni ricevute, confutando le proposte fattele in quanto difformi (cio' serve a comprovare che lei ha contestato subito) intimando di provvedere entro 15 gg a fornirle il modello richiesto o il rimborso del danno causatole, dando avviso che decorso tale termine agira' in giudizio. A quel punto, li citi davanti al giudice di pace.
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