Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 dicembre 2003
Domanda 31 dicembre 2003
Cara Aduc mi chiamo Claudia, piu' che un consiglio mi servirebbe un vero e proprio sostegno: il 27/12/2003 mi sono recata in un negozio di calzature ed ho provato ad un piede un tipo di scarpa e all'altro un altro tipo. Ne ho comprato un solo paio, ma la furbizia del commerciante e' stata nel non farmi vedere l'altra scarpa ed io in buona fede non l'ho neanche guardata. Una volta arrivata a casa le ho messe tutte e due e nel calzarle mi sono accorta che erano molto sporche ed una in particolare, quella di destra che non avevo provato al momento dell'acquisto, inoltre provandole insieme ho constatato che erano strette e che non potevo neanche camminarci.
Con tutta calma il giorno seguente, 28/12/2003, mi sono nuovamente recata al negozio chiedendo il cambio di un numero in piu' delle scarpe, ma la loro risposta e' stata negativa perche' secondo loro una scarpa era stata usata e loro non l'avrebbero piu' potuta vendere mentre con la sottoscritta non si sono fatti scrupoli; sempre con calma continuavo a chiedere il cambio perche' altrimenti avrei perso 33.00 euro e per una studentessa come me non e' una cifra indifferente, intanto mi avevano raggiunto all'interno del negozio i miei cugini che mi stavano aspettando in macchina, la discussione si e' fatta forte dato che la commessa aveva iniziato ad urlare parolacce ed io ho chiamato i carabinieri che sono intervenuti prendendo i dati del commerciante ed i miei. Mentre facevano questo, il commerciante si e' avvicinato e ci ha detto che se fossimo arrivati soltanto cinque minuti prima lui ci avrebbe gettato tutti e quattro nel cassonetto e mio cugino ha risposto: "A chi? " e lui: "A voi e a te per primo" ripassando ha continuato: " io sto qua, hai capito? Vieni! " cosi' un carabiniere e' intervenuto dicendo al commerciante di calmarsi; siamo usciti fuori ed i carabinieri mi hanno detto di contattare l'associazione dei consumatori e che avrebbero pensato a tutto loro perche' il commerciante era in dovere di effettuare quel cambio, altrimenti l'avrei dovuto denunciare. Ora io so bene che il cambio e' a discrezione del commerciante ma non vedo perche' io dovrei indossare delle scarpe piccole con una gia' usata e non da me. cosa posso fare? per favore aiutatemi! CLAUDIA

Risposta ADUC
secondo noi, sta facendo confusione: non scarichi sugli altri quello che e' un suo errore. L'impostazione della sua lettera e' sbagliata, in quanto lei e' convinta di avere ragione, ma (salvo quanto diremo dopo) non e' cosi'. Infatti, non esiste IN ASSOLUTO un diritto a cambiare un acquisto. Puo' dire che la commessa si comporta in modo sciocco perche' cosi' perde un cliente per una cosa che non le costava alcuno sforzo, e su questo siamo perfettamente d'accordo: ma poiche' quello di consentire il cambio di un acquisto che LEI ha sbagliato e' un FAVORE, non possiamo neanche escludere che la mancata disponibilita' possa essere dirivata non solo dalla cafonaggine della commessa, ma anche dal suo approccio. Capira' che se e' andata li' affermando un diritto che non ha, avra' avuto un tono di pretesa invece che di cortese richiesta: avra' preteso invece che chiedere una gentilezza. Pertanto, e' ovvio che la reazione sia stata di rifiuto. Cio' premesso (era importante perche' se non capisce questo avra' problemi anche in casi analoghi futuri) e rilevando anche il fatto che forse la scena del commerciante e' meno isterica di quanto non paia a lei -ci pare di capire che voi foste diversi e lui da solo: avra' anche avuto timore.. non bisogna vedere sempre e solo il PROPRIO interesse, ma anche capire gli altri prima di giudicarli- andiamo al punto: lei dice che queste scarpe oltre che di numero sbagliato -errore totalmente suo ed a suo esclusivo carico- sono anche sporche.. Bene: cosa intende? Sono evidentemente usate o sporche di polvere? Se sono (veramente!!) usate, avendole acquistate solo il 27 dovrebbe essere possibile dimostrare che siano state utilizzate precedentemente. Invii pertanto, immediatamente, una raccomandata A/R, rilevando il vizio verificato solo all'apertura della scatola, intimando che si provveda alla sostituzione delle scarpe -del medesimo numero, in realta': quindi faccia lo scorzo di richiedere molto cortesemente il favore, gia' che devono cambiarle, di optare per un numero superiore- in quanto palesemente rovinate, intimando di provvedere in tal senso entro e non oltre 15 gg, dando avviso che in difetto agira' in giudizio.
Se il negoziante non acconsentisse, potra' agire in giudizio, rivolgendosi al giudice di pace: pero' puo' chiedere solo un paio di scarpe identiche, di quello stesso numero (a meno che non commuova il giudice e che costui bari un po' per lei).
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