Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 novembre 2003
Domanda 19 novembre 2003
Un rimborso irpef a me intestato, e' in realta' stato incassato da terzi.
Con raccapriccio ho scoperto, via corrispondenza con le pt, quanto segue: per i rimborsi superiori a 1.500 euro le poste chiedono via lettera ordinaria ove si preferisca l'accredito in conto corrente in luogo del vaglia postale.
Per gli importi inferiori invece (quanti milioni di rimborsi l'anno?) le pt inviano il mandato di pagamento per posta ordinaria direttamente al contribuente. nel mio caso qualcuno lo ha sottratto e incassato. Tale mandato e' stato incassato da qualcuno che si e' presentato a mio nome, ma pt non e' in grado di fornirmi copia della carta di identita' di chi ha incassato.
Cio' secondo loro non rientra nelle loro procedure. E' l'impiegato dello sportello che scrive sul mandato che io l'ho incassato. Cioe' puo' essere scritto in qualunque momento, anche dopo il reclamo e magari dall'impiegato in malafede e complice.
Ritengo che esista colpa da negligenza da poste italiane, le quali dopo una serie di telefonate e lettere in tono preoccupato, mi dicono alla fine che devo rivolgermi alla direzione generale del tesoro o che comunque questa deve provvedere, per avere un altro mandato.
Credo che il tesoro mi risponderebbe che a termine di cc il il pagamento e' stato fatto in buona fede, liberando il tesoro. Esiste secondo me invece, ripeto colpa da parte di pt. vorrei citarli in giudizio presso il giudice di pace. Che ne pensate? Aggiungo che nella lettera ultima di oggi pt si da' a mio avviso la zappa sui piedi quando invitandomi a rivolgermi al tesoro scrive che "il suo mandato e' stato incassato da ignoti" ammettendo implicitamente che esiste colpa da parte di pt nel non aver pagato a me.
Grazie.

Risposta ADUC
il problema non e' tanto la spedizione del titolo, quanto l'avvenuto rimborso. Motivo per cui, il pagamento avvenuto e' sicuramente contestabile. Ma la sua controparte sarebbe proprio il Tesoro, in quanto il pagamento non e' liberatorio: se fosse stato fatto in buona fede, allora e' in buona fede anche per le Poste, visto che lo hanno eseguito loro. E l'ignoto che ha incassato, non ha liberato il Tesoro. Noi richiederemmo un altro mandato (anche perche' e' il Tesoro che ha scelto la modalita' di rimborso), ma comunque sia, se vuole, puo' anche provare a richiedere il rimborso del danno causato alle Poste. Solo che, a nostro avviso, il rimborso del danno e' una cosa e l'obbligo di rimborsare il credito e' un'altra e per quanto ci riguarda rileviamo che e' il Tesoro l'obbligato in merito.
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