Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 luglio 2003
Cara ADUC, Circa un anno fa, mia moglie, decide di recedere dal contratto con Clarima Spa, ha telefonato al Customer Care e chiede quale fosse la procedura di restituzione della "carta di credito". Taglia la carta per invalidarla (come consigliatole dall'operatore) e spedisce la carta.
Premetto che non ha mai avuto problemi di nessun genere tranne una volta che non risultando il pagamento di una rata, Clarima fece prontamente contattare mia moglie dalla societa' di recupero crediti, poi da un veloce accertamento la rata in realta' risulto' essere stata pagata, tutto si e' subito risolto con la magra figura di Clarima, ma in quanto grossa societa' a differenza del singolo cittadino e' immune da certe dinamiche.
Dunque tornando a noi, passa circa un anno, non una comunicazione da parte di Clarima, (sono anch'io loro cliente, anche se ancora per poco, e ricevo le regolarmente loro comunicazioni) non una sola raccomandata, (abbiamo la portineria per la ricezione della posta e dobbiamo firmare per il ritiro delle raccomandate) non una telefonata.
Giorno 28 luglio 2003 ricevo la telefonata di un amico di famiglia, direttore della filiale della mia banca e, mi comunica che dal 17 luglio il nome di mia moglie e' segnalato a livello nazionale al CAI (Centro Allarme Interbancario), mi dice che e' grave e che e' anche strano vista la nostra situazione economica e visto che mia moglie gode della fiducia della banca nella quale e' cliente da anni.
Iniziano estenuanti ricerche, alla fine, ecco l'arcano mancante, Clarima.
Sbalzati da un operatore all'altro, molti scortesi e impertinenti, riusciamo a trovare una persona disponibile che fa un po' di chiarezza. Alla societa' di recupero crediti Clarima non risultano pendenze di alcun genere. Alla banca di mia moglie non risultano richieste di pagamento. L'operatore ammette che non hanno spedito alcuna raccomandata (prassi da seguire per avvisare dell'imminente iscrizione al CAI), ma, ci dice, siamo stati sicuramente noi a fare quell'iscrizione, per toglierla deve prima saldare il conto. Quale conto?
Clarima chiede da mia moglie il pagamento di 1.250 Euro prima di eliminare l'iscrizione. A distanza di un anno non sappiamo quanti interessi e quanto capitale ci sia in questa cifra.
Mi chiedo, ammesso che sia vero il fatto che mia moglie dovesse ancora dei soldi, perche' non hanno richiesto il pagamento? Per una rata avevano messo in moto la potente macchina del recupero crediti, invece adesso fanno passare un anno? E se io non avessi avuto l'amico direttore che mi ha messo al corrente, quando si sarebbero fatti sentire? Forse mai o quando la cifra fosse diventata ancora piu' alta? Ma ancora piu' grave come si permettono di fare la segnalazione al CAI senza prima darne comunicazione all'interessata?
Mi sono documentato, ho letto il loro contratto e, nella fattispecie Clarima, ammesso che ne avesse titolo, poteva farci contattare dalla societa' di recupero crediti, ma alla prima rata insoluta, al primo controllo, ribadisco che se io non avessi avuto l'amico in banca, noi adesso non avremmo ancora ricevuto richiesta da parte di Clarima. Diversa e' invece la questione "CAI" che per legge e' prevista in altri casi e con modalita' ben precise che non sono state rispettate.
... L'archivio CAI si compone di una sezione centrale presso la Banca d'Italia e di sezioni remote presso le banche, gli uffici postali, gli intermediari vigilati emittenti carte di pagamento e le prefetture.
Sara' destinato ad accogliere i dati relativi a:
· nominativi che hanno emesso assegni privi di copertura o senza autorizzazione;
· nominativi ai quali e' stato revocato l'uso della carta di pagamento (carta di debito/bancomat o carta di credito);
· nominativi soggetti a sanzioni amministrative e/o penali applicate in seguito all'emissione di assegni senza autorizzazione o provvista;
· assegni segnalati smarriti, rubati o revocati;
· carte di pagamento segnalate smarrite, rubate o revocate.
...
(dal sito: www.filodiritto.com/diritto/pubblico/tributario/CAIpetrulli.htm)
Nessuna delle cinque casistiche rientra nello status di mia moglie.
Non e' corretta nemmeno la metodologia di segnalazione come si evince dall'estratto che segue:
... Il preavviso di revoca e' la comunicazione con la quale il trattario avvisa il traente che, trascorsi sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno senza che egli abbia fornito la prova del tardivo pagamento, provvedera' ad iscrivere i suoi dati nella CAI Con tale comunicazione il traente viene anche invitato a riconsegnare - qualora non abbia provveduto a fornire nel termine prescritto la prova dell'intervenuto pagamento - tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche ed agli uffici postali che li hanno rilasciati.
Il preavviso deve essere inviato per emissione di assegno privo in tutto o in parte di fondi (mentre non e' previsto in caso di emissione di assegno senza autorizzazione [20]), entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione dell'assegno per il pagamento [21], in qualsiasi modalita' tale presentazione sia effettuata (telematica o materiale) sotto forma di "raccomandata con avviso di ritorno" [22] allo specifico "domicilio CAI" indicato dal cliente. Nel caso la revoca riguardi piu' nominativi, va inviata una lettera a ciascun nominativo.
Il preavviso di revoca e' essenziale nel processo introdotto dalla presente normativa in quanto l'iscrizione nella CAI, e quindi la revoca di sistema, non possono aver luogo se non sono decorsi 10 giorni dalla data di ricevimento del preavviso stesso. Pertanto, ogni errore o ritardo, relativo al preavviso, potrebbe riflettersi sull'intero processo e determinare la responsabilita' della banca trattaria in merito al pagamento degli assegni che, qualora fosse stata rispettata la normativa, sarebbero stati respinti, nel limite di euro 10.329, 14 per ogni assegno [23].
Considerato che devono decorrere 10 giorni dalla data di ricevimento del preavviso prima di poter iscrivere la revoca, e cosi' impedire il sorgere della responsabilita' della banca trassata, la nuova disciplina ha di fatto determinato in capo agli istituti di credito un onere giuridico [24], per non incorrere in responsabilita'.
... (sempre dallo stesso sito)
Vi chiedo, come posso risolvere questo duplice problema. Cosa posso realmente fare per eliminare questa illegittima iscrizione al CAI e come posso evitare il pagamento di un fantomatico importo maggiorato di interessi che decorrono a nostra insaputa da tanto tempo e per cui non abbiamo colpa non essendo stati messi al corrente di nulla.
Scusate se mi sono dilungato molto, Vi ringrazio anticipatamente.
Cordialmente
Premetto che non ha mai avuto problemi di nessun genere tranne una volta che non risultando il pagamento di una rata, Clarima fece prontamente contattare mia moglie dalla societa' di recupero crediti, poi da un veloce accertamento la rata in realta' risulto' essere stata pagata, tutto si e' subito risolto con la magra figura di Clarima, ma in quanto grossa societa' a differenza del singolo cittadino e' immune da certe dinamiche.
Dunque tornando a noi, passa circa un anno, non una comunicazione da parte di Clarima, (sono anch'io loro cliente, anche se ancora per poco, e ricevo le regolarmente loro comunicazioni) non una sola raccomandata, (abbiamo la portineria per la ricezione della posta e dobbiamo firmare per il ritiro delle raccomandate) non una telefonata.
Giorno 28 luglio 2003 ricevo la telefonata di un amico di famiglia, direttore della filiale della mia banca e, mi comunica che dal 17 luglio il nome di mia moglie e' segnalato a livello nazionale al CAI (Centro Allarme Interbancario), mi dice che e' grave e che e' anche strano vista la nostra situazione economica e visto che mia moglie gode della fiducia della banca nella quale e' cliente da anni.
Iniziano estenuanti ricerche, alla fine, ecco l'arcano mancante, Clarima.
Sbalzati da un operatore all'altro, molti scortesi e impertinenti, riusciamo a trovare una persona disponibile che fa un po' di chiarezza. Alla societa' di recupero crediti Clarima non risultano pendenze di alcun genere. Alla banca di mia moglie non risultano richieste di pagamento. L'operatore ammette che non hanno spedito alcuna raccomandata (prassi da seguire per avvisare dell'imminente iscrizione al CAI), ma, ci dice, siamo stati sicuramente noi a fare quell'iscrizione, per toglierla deve prima saldare il conto. Quale conto?
Clarima chiede da mia moglie il pagamento di 1.250 Euro prima di eliminare l'iscrizione. A distanza di un anno non sappiamo quanti interessi e quanto capitale ci sia in questa cifra.
Mi chiedo, ammesso che sia vero il fatto che mia moglie dovesse ancora dei soldi, perche' non hanno richiesto il pagamento? Per una rata avevano messo in moto la potente macchina del recupero crediti, invece adesso fanno passare un anno? E se io non avessi avuto l'amico direttore che mi ha messo al corrente, quando si sarebbero fatti sentire? Forse mai o quando la cifra fosse diventata ancora piu' alta? Ma ancora piu' grave come si permettono di fare la segnalazione al CAI senza prima darne comunicazione all'interessata?
Mi sono documentato, ho letto il loro contratto e, nella fattispecie Clarima, ammesso che ne avesse titolo, poteva farci contattare dalla societa' di recupero crediti, ma alla prima rata insoluta, al primo controllo, ribadisco che se io non avessi avuto l'amico in banca, noi adesso non avremmo ancora ricevuto richiesta da parte di Clarima. Diversa e' invece la questione "CAI" che per legge e' prevista in altri casi e con modalita' ben precise che non sono state rispettate.
... L'archivio CAI si compone di una sezione centrale presso la Banca d'Italia e di sezioni remote presso le banche, gli uffici postali, gli intermediari vigilati emittenti carte di pagamento e le prefetture.
Sara' destinato ad accogliere i dati relativi a:
· nominativi che hanno emesso assegni privi di copertura o senza autorizzazione;
· nominativi ai quali e' stato revocato l'uso della carta di pagamento (carta di debito/bancomat o carta di credito);
· nominativi soggetti a sanzioni amministrative e/o penali applicate in seguito all'emissione di assegni senza autorizzazione o provvista;
· assegni segnalati smarriti, rubati o revocati;
· carte di pagamento segnalate smarrite, rubate o revocate.
...
(dal sito: www.filodiritto.com/diritto/pubblico/tributario/CAIpetrulli.htm)
Nessuna delle cinque casistiche rientra nello status di mia moglie.
Non e' corretta nemmeno la metodologia di segnalazione come si evince dall'estratto che segue:
... Il preavviso di revoca e' la comunicazione con la quale il trattario avvisa il traente che, trascorsi sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno senza che egli abbia fornito la prova del tardivo pagamento, provvedera' ad iscrivere i suoi dati nella CAI Con tale comunicazione il traente viene anche invitato a riconsegnare - qualora non abbia provveduto a fornire nel termine prescritto la prova dell'intervenuto pagamento - tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche ed agli uffici postali che li hanno rilasciati.
Il preavviso deve essere inviato per emissione di assegno privo in tutto o in parte di fondi (mentre non e' previsto in caso di emissione di assegno senza autorizzazione [20]), entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione dell'assegno per il pagamento [21], in qualsiasi modalita' tale presentazione sia effettuata (telematica o materiale) sotto forma di "raccomandata con avviso di ritorno" [22] allo specifico "domicilio CAI" indicato dal cliente. Nel caso la revoca riguardi piu' nominativi, va inviata una lettera a ciascun nominativo.
Il preavviso di revoca e' essenziale nel processo introdotto dalla presente normativa in quanto l'iscrizione nella CAI, e quindi la revoca di sistema, non possono aver luogo se non sono decorsi 10 giorni dalla data di ricevimento del preavviso stesso. Pertanto, ogni errore o ritardo, relativo al preavviso, potrebbe riflettersi sull'intero processo e determinare la responsabilita' della banca trattaria in merito al pagamento degli assegni che, qualora fosse stata rispettata la normativa, sarebbero stati respinti, nel limite di euro 10.329, 14 per ogni assegno [23].
Considerato che devono decorrere 10 giorni dalla data di ricevimento del preavviso prima di poter iscrivere la revoca, e cosi' impedire il sorgere della responsabilita' della banca trassata, la nuova disciplina ha di fatto determinato in capo agli istituti di credito un onere giuridico [24], per non incorrere in responsabilita'.
... (sempre dallo stesso sito)
Vi chiedo, come posso risolvere questo duplice problema. Cosa posso realmente fare per eliminare questa illegittima iscrizione al CAI e come posso evitare il pagamento di un fantomatico importo maggiorato di interessi che decorrono a nostra insaputa da tanto tempo e per cui non abbiamo colpa non essendo stati messi al corrente di nulla.
Scusate se mi sono dilungato molto, Vi ringrazio anticipatamente.
Cordialmente
Risposta ADUC
il pagamento non era ancora prescritto (e potevano anche lasciar cadere la cosa). Per ottenere pero' la cancellazione, il debito deve essere saldato.
Quello che deve fare e' accertare se il debito esistesse o meno, non chiedersi perche' non glielo stessero richiedendo (in quanto, poiche' il debitore si presume cosciente della propria situazione, nella mancata richiesta di pagamento non c'era nulla di irregolare). La contestazione del comportamento e del danno, deriva dalla eventuale infondatezza della richiesta -nel qual caso, oltre che la cancellazione, sara' possibile anche richiedere il rimvorso del danno.
Se non ha i documenti necessari alla verifica, avanzi la richiesta per raccomandata A/R, intimando che si provveda entro e non oltre 15 gg a fornirle il dettaglio, dando avviso che in caso contrario adira' le vie legali.
Quello che deve fare e' accertare se il debito esistesse o meno, non chiedersi perche' non glielo stessero richiedendo (in quanto, poiche' il debitore si presume cosciente della propria situazione, nella mancata richiesta di pagamento non c'era nulla di irregolare). La contestazione del comportamento e del danno, deriva dalla eventuale infondatezza della richiesta -nel qual caso, oltre che la cancellazione, sara' possibile anche richiedere il rimvorso del danno.
Se non ha i documenti necessari alla verifica, avanzi la richiesta per raccomandata A/R, intimando che si provveda entro e non oltre 15 gg a fornirle il dettaglio, dando avviso che in caso contrario adira' le vie legali.
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