Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 luglio 2003
Domanda 4 luglio 2003
Buonasera, vi scrivo per chiedere il vostro aiuto.
Premetto che non sono privo di colpe.
Nel 1995 ho acquistato un divano letto pubblicizzato in Tv scegliendo il pagamento rateale.
Il vettore che me lo consegno' a casa mi fece firmare la bolla d'accompagnamento ma dimentico' la busta contenente il contratto della Finemiro appoggiata sul divano stesso, per cui quel contratto in effetti io non l'ho mai firmato ne' ho mai comunicato di averlo ed approfittando di questo non ho mai pagato nulla. (mossa sbagliata per solo mezzo milione).
Ebbene, dopo 6 anni e dopo che ho cambiato anche citta' per motivi lavorativi, un tizio responsabile di una ditta di recupero crediti (come mi hanno trovato?) pretendeva da me il pagamento di quanto dovuto per un totale che sfiorava tre volte tanto l'importo del bene. Alla mia richiesta di mostrarmi un documento che provasse il mio acquisto mi venne mostrato un contratto di acquisto a rate con tutti i miei dati ma con la firma sfacciatamente falsa (di questo ne sono sicuro perche' il contratto originale lo conservo ancora io). Vedendo questo e non avendo altri argomenti minacciai il tizio che avrei chiamato i carabinieri e lo avrei denunciato per tentativo di estorsione (altra mossa sbagliata).
Il problema e' che adesso mi ritrovo inserito tra i cattivi pagatori e non riesco piu' ad avere prestiti dalle finanziare ne' chiedere il rilascio di carta di credito per pagamenti rateali.
Secondo la vostra conoscenza ed esperienza cosa e' conveniente fare?
Sarei tentato di chiamare la Finemiro, confessare tutto e pagare al massimo la quota capitale ma mi e' stato detto che la mia posizione nella centrale rischi non cambia e resto sempre cattivo pagatore.
E' vero, ho sbagliato ma adesso mi ritrovo in questa situazione; che fare?
Grazie

Risposta ADUC
per fortuna era solo mezzo milione, altrimenti sarebbe stato molto peggio. In ogni caso, l'iscrizione rimarra' per 5 anni. Dopo, potra' esigere la cancellazione, se necessario anche rivolgendosi al Garante per la Privacy. Questo, a prescindere dalle azioni legali che potranno o meno essere intentate nei suoi riguardi.
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