Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 giugno 2003
Cari amici dell'Aduc,
mentre siete quasi sempre esatti e puntuali nel denunciare le inefficienze e gli imbrogli esistenti nel nostro Paese, quando affrontate il tema informazione ci sembrate disinformati.
Replichiamo ad alcuni punti della mail di Donvito: Quando e' detto nel comunicato FNSI "in difesa del ruolo e dell' indipendenza della professione del giornalista e per la salvaguardia del diritto dei cittadini a essere informati fuori da ogni condizionamento. Il mestiere di giornalista e' diventato una sorta di percorso ad ostacoli. Per questo la Fnsi vuole allargare e alzare il livello della discussione sul futuro del giornalismo chiedendo sempre piu' pluralismo, autorevolezza e autonomia da qualsiasi tipo di potere", si vuole denunciare uno stato di fatto che rende l'informazione italiana una delle meno libere del mondo occidentale.
Perche'?
Per alcune ragioni che proviamo a elencare:
1) gli editori possono imporre ai giornalisti di diffondere o non diffondere cio' che vogliono loro. L'unica alternativa per il giornalista recalcitrante e' andarsene a casa. Di fatto i soli produttori di informazione sono gli editori e non i giornalisti;
2) la logica degli editori e' quella di fare piaceri ai potenti (campagne di stampa pilotate, killeraggi, ma anche assunzioni di protetti e portaborse dei politici);
3) l'editore di Stato (la Rai) e' del tutto asservita al governo di turno (la cosa e' talmente evidente che non vale la pena soffermarcisi);
4) l'accesso alla professione e' controllato dagli editori. Sono loro a consentire ai praticanti (che solo loro possono assumere) di fare l'esame di stato (che, peraltro, e' una burletta); i praticanti che provengono dalle cosiddette scuole di giornalismo o hanno qualche santo protettore o, superato l'esame, rimangono a vita professionisti mai occupati;
La vostra battaglia contro l'Ordine emana uno sgradevole odore. Non perche' voi non siate in buona fede, ma perche' - guardate caso - i piu' acerrimi nemici dell'Ordine sono gli editori. Ora, che l'Ordine cosi' com'e' serva a poco e' verissimo, ma e' l'unica pur minima difesa affinche' il giornalismo non divenga un luogo nel quale un editore mette in redazione il suo autista (fatto realmente accaduto).
In realta', l'Ordine non impedisce a nessuno di esprimere le proprie opinioni in quanto, come ben saprete, la stragrande maggioranza degli articoli di commento e di opinione sono scritti non da giornalisti ma da collaboratori, spesso neppure pubblicisti, scelti dal direttore su ordine dell'editore.
La difesa minima che, con questo sciopero, i giornalisti chiedono e' che l'informazione italiana non sia tutta asservita al potere. Con la caduta del Corrierone sotto la cordata Ligresti pilotata da Berlusconi cio' sta avvenendo alla grande. Ci pare un motivo di preoccupazione anche per chi non condivida le opinioni (peraltro caotiche e spesso contraddittorie) dell'attuale opposizione.
Quanto alla funzione di direttore di giornale e' un argomento discutibile, anche se per le caratteristiche professionali di quel lavoro non vediamo perche' non debba essere un professionista a farlo. Non credo che io o Donvito potremmo andare a fare i primari in un ospedale. E le responsabilita' dell'informazione non sono per molti versi minori.
Giulio Valerio per QdV (Associazione Qualita' della Vita)
mentre siete quasi sempre esatti e puntuali nel denunciare le inefficienze e gli imbrogli esistenti nel nostro Paese, quando affrontate il tema informazione ci sembrate disinformati.
Replichiamo ad alcuni punti della mail di Donvito: Quando e' detto nel comunicato FNSI "in difesa del ruolo e dell' indipendenza della professione del giornalista e per la salvaguardia del diritto dei cittadini a essere informati fuori da ogni condizionamento. Il mestiere di giornalista e' diventato una sorta di percorso ad ostacoli. Per questo la Fnsi vuole allargare e alzare il livello della discussione sul futuro del giornalismo chiedendo sempre piu' pluralismo, autorevolezza e autonomia da qualsiasi tipo di potere", si vuole denunciare uno stato di fatto che rende l'informazione italiana una delle meno libere del mondo occidentale.
Perche'?
Per alcune ragioni che proviamo a elencare:
1) gli editori possono imporre ai giornalisti di diffondere o non diffondere cio' che vogliono loro. L'unica alternativa per il giornalista recalcitrante e' andarsene a casa. Di fatto i soli produttori di informazione sono gli editori e non i giornalisti;
2) la logica degli editori e' quella di fare piaceri ai potenti (campagne di stampa pilotate, killeraggi, ma anche assunzioni di protetti e portaborse dei politici);
3) l'editore di Stato (la Rai) e' del tutto asservita al governo di turno (la cosa e' talmente evidente che non vale la pena soffermarcisi);
4) l'accesso alla professione e' controllato dagli editori. Sono loro a consentire ai praticanti (che solo loro possono assumere) di fare l'esame di stato (che, peraltro, e' una burletta); i praticanti che provengono dalle cosiddette scuole di giornalismo o hanno qualche santo protettore o, superato l'esame, rimangono a vita professionisti mai occupati;
La vostra battaglia contro l'Ordine emana uno sgradevole odore. Non perche' voi non siate in buona fede, ma perche' - guardate caso - i piu' acerrimi nemici dell'Ordine sono gli editori. Ora, che l'Ordine cosi' com'e' serva a poco e' verissimo, ma e' l'unica pur minima difesa affinche' il giornalismo non divenga un luogo nel quale un editore mette in redazione il suo autista (fatto realmente accaduto).
In realta', l'Ordine non impedisce a nessuno di esprimere le proprie opinioni in quanto, come ben saprete, la stragrande maggioranza degli articoli di commento e di opinione sono scritti non da giornalisti ma da collaboratori, spesso neppure pubblicisti, scelti dal direttore su ordine dell'editore.
La difesa minima che, con questo sciopero, i giornalisti chiedono e' che l'informazione italiana non sia tutta asservita al potere. Con la caduta del Corrierone sotto la cordata Ligresti pilotata da Berlusconi cio' sta avvenendo alla grande. Ci pare un motivo di preoccupazione anche per chi non condivida le opinioni (peraltro caotiche e spesso contraddittorie) dell'attuale opposizione.
Quanto alla funzione di direttore di giornale e' un argomento discutibile, anche se per le caratteristiche professionali di quel lavoro non vediamo perche' non debba essere un professionista a farlo. Non credo che io o Donvito potremmo andare a fare i primari in un ospedale. E le responsabilita' dell'informazione non sono per molti versi minori.
Giulio Valerio per QdV (Associazione Qualita' della Vita)
Risposta ADUC
sorvoliamo sullo "sgradevole odore", che' in questa stagione cosi' calda puo' essere causa di diversa e articolata origine ..... perche' questo scadere di tono?
Credo -e me ne dolgo con me stesso che non sono stato abbastanza chiaro- che non abbia colto la sostanza del comunicato. E' cioe' che se sull'argomento ci sono alcune persone preoccupate che chiamano ad un confronto, dove farlo questo confronto se i mezzi di comunicazione vengono bloccati? Lei mi dira': .... ma per un giorno. E' vero, ma il messaggio che la Fnsi da' e' proprio questo: se non ci stai alle mie condizioni, io ti blocco tutto (proprio come gli assistenti di volo dell'Alitalia). Si parte male. Non crede?
Non entro nel merito della giustezza o meno delle rivendicazioni e delle preoccupazioni sul panorama dei media, perche' non e' questo il problema che ho sollevato. Ma come lei stesso immaginera', su molte cose ci troverremmo d'accordo ... proprio come non ci troviamo d'accordo sul metodo: violentemente penalizzante i consumatori dell'informazione, ma con un'attenuante che sembra sia sottovalutata: se non c'e' il giornale in edicola, a rimetterci ormai sono solo editori e giornalisti; noi consumatori prendiamo le stesse notizie altrove, anche perche' -per fortuna- la vostra corporazione (con l'aggiunta di quella degli editori) e' tutt'altro che un monolite.
Da qui il comunciato che enfatizza sul fatto che scioperate contro voi stessi e contro la liberta' d'informazione .... perche' quest'ultima riguarda solo la vostra nei vostri rapporti con il vostro editore.
Riguardo all'Ordine che vi difende ... se ci crede, non ho che da prenderne atto. Ma perche' io che scrivo mi devo obbligatoriamente iscrivere, o devo obbligatoriamente sottostare a quei contratti. Lei mi dice che cosi' non e'.
Ed in parte non secondaria e' vero. Allora, a cosa serve? La macchietta delle vostre contraddizioni? La spada di Damocle da far valere quando non si e' piu' disposti a concedere la violazione della norma? Questo e' proprio brutto: perche' vi rendete complici dello sfascio istituzionale che c'e' nel rapporto tra amministrazione e amministrati, tra cittadino e istituzioni. Ci faccia un pensierino e decida se continuare col partito dello sfascio o sposarne uno degli altri due.
Riguardo al direttore responsabile e al primario .. sa perfettamente che sta dicendo una sciocchezza. Primo perche' a leggere e a scrivere ce lo insegnano dall'asilo (ma non a dirigere un ospedale); secondo perche' non conosco un giornalista iscritto all'Ordine che, in quanto tale, sia capace di dirigere un giornale. Mentre conosco molte persone che sanno scrivere, sanno fare i manager, sanno organizzare gruppi di lavoro e che, proprio per questo, sanno dirigere un giornale: con risultati eccellenti a pari del primario medico. Va da se' che l'Ordine non e' cio' che serve per dirigere un giornale, mentre la conoscienza degli specifici dettami sanitari lo e' per dirigere un ospedale.
Grazie dell'opportunita' per confermare il mio pensiero Buona serata Vincenzo Donvito
Credo -e me ne dolgo con me stesso che non sono stato abbastanza chiaro- che non abbia colto la sostanza del comunicato. E' cioe' che se sull'argomento ci sono alcune persone preoccupate che chiamano ad un confronto, dove farlo questo confronto se i mezzi di comunicazione vengono bloccati? Lei mi dira': .... ma per un giorno. E' vero, ma il messaggio che la Fnsi da' e' proprio questo: se non ci stai alle mie condizioni, io ti blocco tutto (proprio come gli assistenti di volo dell'Alitalia). Si parte male. Non crede?
Non entro nel merito della giustezza o meno delle rivendicazioni e delle preoccupazioni sul panorama dei media, perche' non e' questo il problema che ho sollevato. Ma come lei stesso immaginera', su molte cose ci troverremmo d'accordo ... proprio come non ci troviamo d'accordo sul metodo: violentemente penalizzante i consumatori dell'informazione, ma con un'attenuante che sembra sia sottovalutata: se non c'e' il giornale in edicola, a rimetterci ormai sono solo editori e giornalisti; noi consumatori prendiamo le stesse notizie altrove, anche perche' -per fortuna- la vostra corporazione (con l'aggiunta di quella degli editori) e' tutt'altro che un monolite.
Da qui il comunciato che enfatizza sul fatto che scioperate contro voi stessi e contro la liberta' d'informazione .... perche' quest'ultima riguarda solo la vostra nei vostri rapporti con il vostro editore.
Riguardo all'Ordine che vi difende ... se ci crede, non ho che da prenderne atto. Ma perche' io che scrivo mi devo obbligatoriamente iscrivere, o devo obbligatoriamente sottostare a quei contratti. Lei mi dice che cosi' non e'.
Ed in parte non secondaria e' vero. Allora, a cosa serve? La macchietta delle vostre contraddizioni? La spada di Damocle da far valere quando non si e' piu' disposti a concedere la violazione della norma? Questo e' proprio brutto: perche' vi rendete complici dello sfascio istituzionale che c'e' nel rapporto tra amministrazione e amministrati, tra cittadino e istituzioni. Ci faccia un pensierino e decida se continuare col partito dello sfascio o sposarne uno degli altri due.
Riguardo al direttore responsabile e al primario .. sa perfettamente che sta dicendo una sciocchezza. Primo perche' a leggere e a scrivere ce lo insegnano dall'asilo (ma non a dirigere un ospedale); secondo perche' non conosco un giornalista iscritto all'Ordine che, in quanto tale, sia capace di dirigere un giornale. Mentre conosco molte persone che sanno scrivere, sanno fare i manager, sanno organizzare gruppi di lavoro e che, proprio per questo, sanno dirigere un giornale: con risultati eccellenti a pari del primario medico. Va da se' che l'Ordine non e' cio' che serve per dirigere un giornale, mentre la conoscienza degli specifici dettami sanitari lo e' per dirigere un ospedale.
Grazie dell'opportunita' per confermare il mio pensiero Buona serata Vincenzo Donvito
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