Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 maggio 2003
Domanda 3 maggio 2003
Cara Aduc, sto per acquistare una gattina di razza dall'estero, che mi costera' in tutto compreso il viaggio, il pedigree ecc. 1.500 euro.
Mi e' arrivato per posta il contratto di vendita che devo firmare e rispedire; nelle clausole ce n'e' una che mi lascia perplessa: in caso non potessi piu' tenere la gatta ho l'obbligo di venderla soltanto da compagnia e dopo averla sterilizzata. Ma il prezzo di una gatta da compagnia non supera le 500 euro, quindi gia' in partenza se dovessi darla via ci perderei 1.000 euro che non e' poco. Mi chiedevo se questa non e' una di quelle clausole vessatorie di cui ho sentito parlare, in quanto limita la mia liberta'; in fondo la gatta non me la regalano, 1.500 euro non sono poche e ho dovuto chiedere un finanziamento per averle.
Resto in attesa di un cortese riscontro e porgo affettuosi saluti Chiara

Risposta ADUC
le limitazioni sono comprensibili, in quanto il fine e' di non subire un danneggiamento economico che potrebbe derivare dall'utilizzo della gatta come fattrice. Se il fine e' quello di utilizzarla per fini riproduttivi, devono essere valutati altri particolari e dovra' esserci un tipo diverso di contratto. Tuttavia, se ha intenzione di rivendere la gatta e' meglio che non la acquisti neanche, viste le ripercussioni affettive. In caso avesse intenzione di iniziare un'attivita', e' opportuno che prenda accordi chiari col suo fornitore -e quindi, eviti questa tipologia di contratti, destinati alla vendita ai consumatori. Non puo' comunque essere una clausola vessatoria, quella che impone la vendita come gatta da compagnia, per un motivo semplicissimo: il consumatore e' tale in quanto acquista un servizio senza fini di lucro. Se vendesse una gatta come fattrice sarebbe -seppur in modo estemporaneo- una professionista e come tale non coperta dalla tutela anti clausole vessatorie.
Diversa la questione della sterilizzazione: in caso la gatta rimangesse da compagnia, pare irrilevante chi sia il proprietario, in quanto l'animale non e' stato venduto a lei sterilizzato: l'importante e' che non muti la sua destinazione. Inoltre, si tratta di una questione di salute dell'animale e come tale sarebbe sicuramente tutelabile.
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