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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 aprile 2003
Domanda 17 aprile 2003
Gradiremmo un consiglio in qualita' di cittadini che vedono danneggiata la proprieta' privata a seguito di attivita' di installazione antenna ripetitrice.
Trattasi di un intervento in una zona agricola destinato all'installazione di un impianto radiobase per telefonia mobile.
Si cerca di sintetizzare i fatti premettendo quanto segue:

1) Il nostro vicino ha affittato una porzione del suo fondo, per la realizzazione di un intervento edilizio.

2) In forza di tale contratto, nella proprieta' del confinante a circa mt. 150 dalla nostra abitazione, e circa 100 dalla nostra proprieta' e' stata di recente installata una antenna ripetitrice, i lavori sono stati eseguiti in forza della D.I.A rilasciata dal Comune, con inizio lavori in data 17/03/03.

3) Per il transito dei mezzi necessari all'esecuzione dei lavori la ditta ha usufruito del passaggio, attraverso la nostra proprieta' (porzione privata in terreno battuto), sulla quale insiste servitu' di passaggio, richiamata in atto notarile, che testualmente cita: "Viene costituita servitu' di passaggio e transito, per ogni mezzo ed uso, a peso del mappale 456 ed a favore del mappale 56, da esercitarsi in una striscia di terreno, della costante larghezza di mt. (ml.4), corrente lungo il confine ovest del mappale servente (456).

4) Attraverso la stessa servitu' e' stato realizzato lo scavo con posa di tubazioni per l'allacciamento Enel.

5) Ci e' stato chiesto informalmente, dalla ditta che sta eseguendo i lavori, di poter realizzare sulla fascia interessata dalla servitu', una stradina di accesso per i mezzi che il personale utilizza nella gestione dell'impianto e per gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, tale intervento consisterebbe nello sbancamento di porzione di terreno con apporto di materiale arido, ghiaia e roccetta, al fine di costituire un fondo solido per il passaggio di tali mezzi.

6) Eravamo preventivamente stati contattati dal nostro vicino di casa che ci aveva informati sulle sue volonta' di cedere l'area per la realizzazione di quanto succitato e sulla modalita' degli interventi senza opposizioni da parte nostra non essendo a profonda conoscenza del grave danno cui saremmo incorsi.

Le nostre perplessita' ed il rammarico sono numerose ma riassumiamo brevemente i fatti e le circostanze: Nel 1982 con mia moglie abbiamo acquistato in comunione di beni, giusto contratto un vecchio fabbricato rurale con relativo appezzamento di terreno circa 5.000 mq. per ricavarne un'abitazione civile.
L'immobile si trova in zona agricola poco lontano dalla zona urbana di centro abitato, sia pur a ridosso dello svincolo autostradale, ma lontano dal traffico cittadino e in zona isolata, in posizione ottimale rispetto alla vita caotica del centro e' stato individuato allora come posizione ideale al fine di ricavarne un'abitazione del tipo residenziale ed e' stato portato alle condizioni di civile abitazione attraverso un intervento di ristrutturazione.
L'intervento e' stato regolarmente concessionato dal Comune con concessione edilizia e succ. varianti, il fabbricato e' stato oggetto di completo risanamento, ristrutturazione interna ed esterna con realizzo di sottoportico di ambiente rurale e valorizzazione degli annessi destinati all'epoca a stalla, cantina, e ricovero attrezzi con realizzo di abitazione uso civile, inoltre l'immobile e' stato dotato di ampio giardino, circa 2000 mq. con piantumazione di diverse essenze arboree divenute ora alberi d'alto fusto, l'intervento e' stato curato e indirizzato oltre ai fini abitativi, ad un preciso aumento del valore di mercato, pertanto oggi il fabbricato in questione e' stato rivalutato in modo significativo sotto l'aspetto economico commerciale e tale operazione ci e' costata pesanti sacrifici oltre ad averci impegnato economicamente per anni.
Pensavamo in un prossimo futuro, di poter vendere l'immobile ad un prezzo di mercato ragionevole al fine di poter sistemare adeguatamente i nostri tre figli, ma oggi a seguito lavori di installazione di una stazione radiobase per telefonia mobile il valore di mercato e' stato fortemente ridotto.

CONSIDERAZIONI

· Per quanto riguarda il punto 1) delle premesse, comprendiamo le legittime aspettative del nostro vicino che a seguito di un buon contratto (affitto, danni ecc..) riesce ad affittare a prezzi vantaggiosi.

· Per quanto riguarda il punto 3) teniamo a far presente che effettivamente esiste una servitu' di passaggio per ogni mezzo e uso sul fondo di nostra proprieta', ma nel lontano 1982 forse in Italia non era ancora arrivato il cellulare e chi mai poteva immaginare la futura presenza di antenne ripetitrici?

· Per quanto riguarda il punto 5) pur comprendendo le necessita' invocate dalla ditta per esecuzione di lavori, e' preferibile che non si acconsenta ad alcun tipo di intervento al fine di non avvalorare la tesi che comunque si poteva essere d'accordo all'installazione del suddetto impianto (Se pur si era d'accordo non era stata effettivamente valutata da parte di nessuno l'ipotesi del danno)?

· Attualmente non sono ancora state installate le antenne, ma saremo salvaguardati sotto l'aspetto sanitario, quando cio' avverra'? Questo in considerazione che al momento il campo magnetico nella mia zona e' uguale a zero, come da dati riferiti da chi ha effettuato le misurazioni.

· Comprendiamo che la ditta realizzante sia in regola con la documentazione relativa all'impianto.

· Comprendiamo inoltre che il Sindaco abbia dovuto autorizzare in forza di una denuncia di inizia attivita' che molto probabilmente era legittima e legale.

· Comprendiamo anche che le autorizzazioni o concessioni siano sempre rilasciate fatti i diritti di terzi.

NON COMPRENDIAMO PERO' che a seguito di tale operazioni, sia pur legittime, che a pagarne le conseguenze dobbiamo essere noi, e non comprendiamo, alla fine, il significato di fatti salvi i diritti di terzi, a meno che non esista anche il diritto di danneggiare e svalorizzare il prezzo di mercato di proprieta' altrui, in questo specifico caso proprio non ci sentiamo tutelati.
Forse potremmo trovare tale tutela intraprendendo un'azione legale nei confronti di chi non abbiamo idea possa essere il colpevole di tutto cio'?, l'Amministrazione comunale.., Ditta che realizza l'intervento.., l'autorita' sovracomunale?..., dobbiamo premunirci preventivamente di perizie di stima, dobbiamo preventivamente far predisporre analisi dalle autorita' competenti in materia di inquinamento atmosferico, dobbiamo iniziare o far iniziare un procedimento del quale non abbiamo la piu' pallida idea di come potranno evolversi gli eventi? Ci dovremmo rivolgere ad un buon avvocato??
Tutto questo ci spaventa ma non vogliamo pensare che dopo anni di sacrifici, di pene e di amaro mandato giu', di ferie rinunciate, di vita dedicata alla nostra casa l'intervento che viene definito di pubblica utilita' porti diversamente un danno alla proprieta' privata.

RICHIESTE Alla luce di quanto suesposto ci rivolgiamo per poter trovare una rapida soluzione alla problematica che in questo momento ci affligge e che possa concretizzarsi o nel ripristino dello stato e dei luoghi prima dell'intervento o perlomeno nel risarcimento del danno subito.
Ringraziando fin d'ora per la cortese attenzione e certi in un rapido riscontro favorevole alla presente istanza, distintamente porgiamo distinti saluti.

Risposta ADUC
bisognerebbe che fosse meglio definita questa "servitù di passaggio e transito, per ogni mezzo ed uso": fermo restando che per quanto concerne gli interventi non rientranti nella servitu', possono essere contestati da parte vostra, inibendone l'esecuzione (se non a fronte di decreto o di ordinanza). Rimane invece da definire se l'attuale possa o meno essere ritenuto un aggravio delle condizioni precedenti o se lo stesso aggravio debba essere compreso nei termini originari del diritto. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, possiamo esclusivamente rimandarla alle indicazioni presenti sul seguente sito: clicca qui
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