Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 marzo 2003
Domanda 26 marzo 2003
Considerato che allo stato di fatto non mi sento tutelata da nessuno sono a renderVi partecipi di quanto mi sta capitando.
Nel marzo 98 ho firmato un compromesso per l'acquisto di una casa (nuova costruzione per 270 ml). Successivamente, al fini della registrazione dell'atto, il venditore ha emesso un nuovo preliminare per un importo di 200 ml). Alla fine del 98 abbiamo stipulato un atto di vendita al grezzo dell'immobile per 140 ml (iva compresa) interamente versati, e nei primi mesi del 99 un contratto d'appalto per le opere di finitura (65 ml). Alle richieste della parte venditrice ho sempre assolto pagando regolarmente. Alla fine del 1999 entro ad abitare nella casa, quando mi viene notifica un'ordinanza comunale di non esecuzione delle variazioni in corso d'opera (gia' effettuate!!) in quanto sull'immobile e' presente un abuso edilizio. Dopo le opportune verifiche nella casa comunale vengo a conoscenza che gia nel corso del 1998 erano stati bloccati i lavori per abuso edilizio (le stanze abusive successivamente oggetto di sanatoria nel 2000 erano gia' presenti nell'atto di compravendita dove il venditore dichiarava (falsamente) che per i beni in oggetto della vendita non vi erano C. E. in sanatoria.
Il venditore (che consideravo un amico) mi tranquillizzava ed alla fine del 1999 verso con A. B. 30 ml con la quietanza sulla fattura saldo (interamente versati 250 ml regolarmente fatturati), dal primo preliminare rimanevano quindi una trentina di ml (per i quali non esiste fattura).
La parte venditrice non ha continuato nei lavori di finitura (manca abitabilita' ed agibilita') ma oltre a diverse infiltrazioni d'acqua anche la normativa contro le barriere architettoniche non e' stata seguita.
Un accertamento tecnico del tribunale ha infatti riscontrato quanto da me evidenziato (maggio 1999).
Da allora al 13/3/03 il venditore non ha provveduto in nessun modo ad adempiere ad i propri obblighi ma dal canto suo ha continuato a richiedere quei due soldi oltretutto in NERO.
In data 13/3/3 mi e' poi stato notificato un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo avverso al quale ho tentato ad opporre sospensione senza pero' ottenere niente.
Non solo DOVREI quindi pagare dei soldi in NERO, ma cosi' dovrei sostenere anche le spese per poter rendere il mio alloggio abitabile. NON MI SENTO TUTELATA DA NESSUNO. CONSIDERATO CHE NON HO INTENZIONE DI VERSARE NULLA, DEVO SUBIRE IL PIGNORAMENTO E STARE ZITTA?

Risposta ADUC
sicuramente no: meglio pagare che iniziare nella spirale dei pignoramenti infiniti: e' un suicidio economico. Puo' pero' opporsi a questo decreto ingiuntivo, se le e' possibile rilevare le irregolarita' tra quanto contrattualmente previsto e quanto effettivamente vendutole, secondo quanto dimostrabile sulla base dei documenti in suo possesso. Le occorre pero' un avvocato. Puo' provare a contattarne di esperti nel settore, anche rivolgendosi alle associazioni che nella sua zona si occupano specificamente di questioni edilizie (clicca qui).
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