Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 marzo 2003
Gent.ma Aduc Sottopongo a voi le mie domande per richiedere un consiglio pratico su come muovermi.
Qualche mese fa mio zio(con cui non ho rapporti da almeno 20 anni)mi ha cointestato un libretto bancario al portatore con la somma di circa 5000 euro dicendomi che sarebbero serviti per le sue esequie.
Mio zio è vedovo da tre anni,era sposato con una donna che in dote ha portato un figlio che tra l'altro non porta nemmeno il cognome di mio zio.Come parenti stretti rimaniamo io e mia sorella in quanto figlie del fratello.
Ora,da qualche giorno mio zio ha dato segni di squilibrio tanto che la vicina di casa è stata costretta a contattarmi.
Chiamato il 118 è stato ricoverato ma al pronto soccorso non essendo stata riscontrata nessuna patologia fisica hanno detto che lo terranno ricoverato per un paio di giorni.
Nel frattempo mi sono prodigata per cercare di mettere insieme qualche notizia riguardante la vita di mio zio perchè ovviamente non avendo rapporti da anni non so nemmeno che persona sia.
Ne è risultato un quadro abbastanza sconcertante:il suo medico di base non ha sue notizie dal 2000 e anche precedentemente non ha mai riscontrato nulla di particolare se non che fosse un soggetto alquanto strano.
Mi auguro che l'assistente sociale dell'ospedale in cui è ricoverato prenda in mano la situazione.
Ma mi chiedo,nel momento in cui l'ospedale mi dice che non può fare nulla e lo dimettono io vado incontro a degli obblighi portando lo stesso cognome ed avendo la firma come cointestataria del libretto bancario?
Posso eventualmente rifiutarmi di prendermi responsabilità o ritirare la firma come cointestataria?
Non dovrebbero fare tutta la trafila da ospedale a istituto a lungo degenza in modo da accelerare le cose visto che comunque si tratta di una persona incapace di intendere e di volere che andrebbe a vivere da sola mettendo a repentaglio la sua vita oltre quella dei vicini di casa?
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti Cristina
Qualche mese fa mio zio(con cui non ho rapporti da almeno 20 anni)mi ha cointestato un libretto bancario al portatore con la somma di circa 5000 euro dicendomi che sarebbero serviti per le sue esequie.
Mio zio è vedovo da tre anni,era sposato con una donna che in dote ha portato un figlio che tra l'altro non porta nemmeno il cognome di mio zio.Come parenti stretti rimaniamo io e mia sorella in quanto figlie del fratello.
Ora,da qualche giorno mio zio ha dato segni di squilibrio tanto che la vicina di casa è stata costretta a contattarmi.
Chiamato il 118 è stato ricoverato ma al pronto soccorso non essendo stata riscontrata nessuna patologia fisica hanno detto che lo terranno ricoverato per un paio di giorni.
Nel frattempo mi sono prodigata per cercare di mettere insieme qualche notizia riguardante la vita di mio zio perchè ovviamente non avendo rapporti da anni non so nemmeno che persona sia.
Ne è risultato un quadro abbastanza sconcertante:il suo medico di base non ha sue notizie dal 2000 e anche precedentemente non ha mai riscontrato nulla di particolare se non che fosse un soggetto alquanto strano.
Mi auguro che l'assistente sociale dell'ospedale in cui è ricoverato prenda in mano la situazione.
Ma mi chiedo,nel momento in cui l'ospedale mi dice che non può fare nulla e lo dimettono io vado incontro a degli obblighi portando lo stesso cognome ed avendo la firma come cointestataria del libretto bancario?
Posso eventualmente rifiutarmi di prendermi responsabilità o ritirare la firma come cointestataria?
Non dovrebbero fare tutta la trafila da ospedale a istituto a lungo degenza in modo da accelerare le cose visto che comunque si tratta di una persona incapace di intendere e di volere che andrebbe a vivere da sola mettendo a repentaglio la sua vita oltre quella dei vicini di casa?
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti Cristina
Risposta ADUC
l'unico obbligo deriva dall'essere parenti, non per portare il cognome od avere un libretto cointestato: occorre pero' che l'assistente sociale o lo zio intervengano in qualche modo: se nessuno la contatta, non avra' problemi, ma se dovesse intervenire un giudice, sara' per il grado di parentela (ed indipendentemente dai contatti) e non per la firma su un libretto di cui tra l'altro nessuno ha conoscenza.
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