Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 febbraio 2003
Spett. Tim,
Spett. Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni;
e p.c. Al Ministro delle Comunicazioni On. GASPARRI MAURIZIO
e p.c. Wind Telecomunicazioni Spa
e p. c. Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
e p.c. Dott. PIERO MARRAZZO TIM: vivere senza confini.
Ed e' proprio senza confini l'avventura che mi sta capitando.
Il giorno 18/12/2002, decisi di cambiare gestore telefonico da WIND a TIM, poiche' quest'ultimo assicurava una copertura di rete piu' efficiente. Recandomi al Centro TIM "Pascarella" di Airola (BN), dopo un esborso di 15 euro, mi consegnavano la nuova SIM e venivo avvisato che la portabilita' sarebbe avvenuta entro un mese. Fiducioso aspetto il fatidico mese, ma non avviene niente, quindi contatto il 119, l'operatore registra il mio reclamo e mi informa che entro 48 ore mi sarebbe stata data una risposta. Passano sei giorni e i telefoni, sia il fisso che il mobile, restano muti. Quindi provvedo ad inviare un altro reclamo tramite il sito www. tim. it. Nel frattempo continuo a contattare il 119 che, a secondo dell'operatore che risponde, da una risposta diversa. Addirittura un giorno ho chiamato 10 volte consecutive ricevendo 10 risposte diverse al mio problema, in ogni modo tutti mi consigliavano di rivolgermi al centro TIM, dove avevo effettuato la richiesta di portabilita', e far contattare dagli stessi il CUP (centro unico portabilita'). Mi reco al centro TIM e l'addetta si rifiuta categoricamente di contattare il CUP, in quanto, a suo dire, non spetta a loro contattarlo e le informazioni che mi avevano dato al 119 erano errate in quanto quelli che ci lavorano sono ragazzi assunti con contratti trimestrali e non sapendo cosa dire, inviano i clienti ai centri TIM. Preso dalla curiosita', contatto anche WIND, il quale mi riferisce che il 30/12/2002 la mia richiesta di portabilita' era stata rifiutata in quanto non corrispondevano il numero di telefono con quello seriale della SIM. Il giorno 14/02/2003 (San Valentino), probabilmente qualcuno innamorato del mio caso, vengo contattato dal mitico "CUP". L'operatrice mi avvisa che in base al reclamo che avevo effettuato tramite il sito Internet, avevano avviato delle indagini e risultava che effettivamente non corrispondevano il numero di telefono con quello della SIM, quindi dovevo ritornare al centro TIM e rifare la richiesta di portabilita' senza spese aggiuntive da parte mia. Immediatamente mi reco al centro TIM, ma con grande sorpresa, l'addetta mi assicura che non c'erano problemi ad effettuare di nuovo la pratica, ma dovevo pagare di nuovo i 15 euro. La invitavo a contattare il CUP, ma si rifiutava di nuovo, in quanto, a suo dire non era suo compito. Preso dallo sconforto, dall'interno del centro TIM, con il mio cellulare chiamo il 119, spiego la situazione e l'operatore si fa passare al telefono (il mio) l'addetta del centro TIM. Dopo una lunga discussione giungono a conclusione che la pratica veniva rifatta senza spese a mio carico, quindi venivo invitata dalla stessa ad attendere una loro telefonata per la consegna di un'ulteriore SIM. Oggi a ben 65 giorni dalla prima richiesta sto ancora aspettando la nuova SIM compresa la portabilita' del numero. In tutta questa storia alcuni punti sono incomprensibili:
1. Come mai un cliente, dopo numerosi solleciti, e' avvisato dopo ben 58 giorni che nella sua pratica c'e' qualcosa che non va?
2. I venti giorni circa, citati sul sito internet ed i dieci sulla richiesta di attivazione, sono una presa in giro?
3. A chi spetta contattare il CUP, visto che ha un numero riservato solo ai centri TIM?
4. A chi inviare la richiesta di rimborso, se la portabilita' non avviene per negligenza dei gestori?
5. A chi inviare un reclamo scritto nei confronti del centro TIM "Pascarella" di Airola (BN)?
6. La portabilita' avverra'?
In tutta questa storia ho capito che, come spesso sta capitando in questi ultimi tempi, si intrecciano delle armonie, che vanno solo a danno dei clienti. Come e' accaduto a due commercianti, conoscenti miei, che per non farsi le "scarpe" l'uno con l'altro, le fanno ai clienti, con il loro motto che dice: "chi vuol venire da me, sa la strada e chi da te pure...... ".
Per ogni eventuale comunicazione resto a vostra completa disposizione. Nell'attesa, porgo distinti saluti.
Spett. Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni;
e p.c. Al Ministro delle Comunicazioni On. GASPARRI MAURIZIO
e p.c. Wind Telecomunicazioni Spa
e p. c. Associazione per i diritti degli utenti e consumatori
e p.c. Dott. PIERO MARRAZZO TIM: vivere senza confini.
Ed e' proprio senza confini l'avventura che mi sta capitando.
Il giorno 18/12/2002, decisi di cambiare gestore telefonico da WIND a TIM, poiche' quest'ultimo assicurava una copertura di rete piu' efficiente. Recandomi al Centro TIM "Pascarella" di Airola (BN), dopo un esborso di 15 euro, mi consegnavano la nuova SIM e venivo avvisato che la portabilita' sarebbe avvenuta entro un mese. Fiducioso aspetto il fatidico mese, ma non avviene niente, quindi contatto il 119, l'operatore registra il mio reclamo e mi informa che entro 48 ore mi sarebbe stata data una risposta. Passano sei giorni e i telefoni, sia il fisso che il mobile, restano muti. Quindi provvedo ad inviare un altro reclamo tramite il sito www. tim. it. Nel frattempo continuo a contattare il 119 che, a secondo dell'operatore che risponde, da una risposta diversa. Addirittura un giorno ho chiamato 10 volte consecutive ricevendo 10 risposte diverse al mio problema, in ogni modo tutti mi consigliavano di rivolgermi al centro TIM, dove avevo effettuato la richiesta di portabilita', e far contattare dagli stessi il CUP (centro unico portabilita'). Mi reco al centro TIM e l'addetta si rifiuta categoricamente di contattare il CUP, in quanto, a suo dire, non spetta a loro contattarlo e le informazioni che mi avevano dato al 119 erano errate in quanto quelli che ci lavorano sono ragazzi assunti con contratti trimestrali e non sapendo cosa dire, inviano i clienti ai centri TIM. Preso dalla curiosita', contatto anche WIND, il quale mi riferisce che il 30/12/2002 la mia richiesta di portabilita' era stata rifiutata in quanto non corrispondevano il numero di telefono con quello seriale della SIM. Il giorno 14/02/2003 (San Valentino), probabilmente qualcuno innamorato del mio caso, vengo contattato dal mitico "CUP". L'operatrice mi avvisa che in base al reclamo che avevo effettuato tramite il sito Internet, avevano avviato delle indagini e risultava che effettivamente non corrispondevano il numero di telefono con quello della SIM, quindi dovevo ritornare al centro TIM e rifare la richiesta di portabilita' senza spese aggiuntive da parte mia. Immediatamente mi reco al centro TIM, ma con grande sorpresa, l'addetta mi assicura che non c'erano problemi ad effettuare di nuovo la pratica, ma dovevo pagare di nuovo i 15 euro. La invitavo a contattare il CUP, ma si rifiutava di nuovo, in quanto, a suo dire non era suo compito. Preso dallo sconforto, dall'interno del centro TIM, con il mio cellulare chiamo il 119, spiego la situazione e l'operatore si fa passare al telefono (il mio) l'addetta del centro TIM. Dopo una lunga discussione giungono a conclusione che la pratica veniva rifatta senza spese a mio carico, quindi venivo invitata dalla stessa ad attendere una loro telefonata per la consegna di un'ulteriore SIM. Oggi a ben 65 giorni dalla prima richiesta sto ancora aspettando la nuova SIM compresa la portabilita' del numero. In tutta questa storia alcuni punti sono incomprensibili:
1. Come mai un cliente, dopo numerosi solleciti, e' avvisato dopo ben 58 giorni che nella sua pratica c'e' qualcosa che non va?
2. I venti giorni circa, citati sul sito internet ed i dieci sulla richiesta di attivazione, sono una presa in giro?
3. A chi spetta contattare il CUP, visto che ha un numero riservato solo ai centri TIM?
4. A chi inviare la richiesta di rimborso, se la portabilita' non avviene per negligenza dei gestori?
5. A chi inviare un reclamo scritto nei confronti del centro TIM "Pascarella" di Airola (BN)?
6. La portabilita' avverra'?
In tutta questa storia ho capito che, come spesso sta capitando in questi ultimi tempi, si intrecciano delle armonie, che vanno solo a danno dei clienti. Come e' accaduto a due commercianti, conoscenti miei, che per non farsi le "scarpe" l'uno con l'altro, le fanno ai clienti, con il loro motto che dice: "chi vuol venire da me, sa la strada e chi da te pure...... ".
Per ogni eventuale comunicazione resto a vostra completa disposizione. Nell'attesa, porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
invii una raccomandata A/R di messa in mora a Tim, intestata per conoscenza a Wind, rilevando l'inadempienza, intimando che si provveda entro 15 gg a trasferire il suo numero dandogliene conferma scritta, dando avviso che in difetto adira' le vie legali. In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace -iniziando un'azione.
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