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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 dicembre 2002
Domanda 17 dicembre 2002
Buongiorno, mi chiamo xxxxxxxx, sono il padre di una ragazza che il 24/05/2002 e' stata investita sulle strisce pedonali, riportando conseguenze gravissime: 10 gg in rianimazione (coma in parte pilotato), fratture multiple su tutta la parte sinistra del corpo (zigomo, spalla, bacino, tibia-perone). In totale 5 mesi in ospedale, a tutt'oggi alle prese con terapie riabilitative e sul piano fisico e sul piano psicologico.
Fin dall'inizio ci e' stato consigliato un avvocato (specializzato in risarcimenti per incidenti stradali) al quale ci siamo prontamente rivolti. Premettendo che l'investitore si era fermato e ammesso la sua responsabilita', era lampante fin dall'inizio come sarebbe finita la causa con la sua assicurazione (RAS). Alla nostra richiesta circa l'onorario, questo avvocato ci ha assicurato che solamente alla fine lui avrebbe percepito il 10% sul risarcimento totale.
Circa 2 mesi dopo l'incidente, noi familiari abbiamo chiesto un rimborso parziale delle spese sostenute durante la degenza. L'assicurazione ha prontamente firmato un assegno per l'importo di euro 10.000 intestato a mia figlia. All'atto del ritiro, l'avvocato ha preteso euro 1.000 IN CONTANTI, quale acconto sulla parcella, senza peraltro rilasciare alcuna ricevuta.
Ora, a distanza di tempo, mia figlia, parzialmente riabilitata, ha chiesto un acconto che le permettesse di vivere decorosamente, dato che per un anno almeno non potra' lavorare. Di nuovo, l'assicurazione ha prontamente staccato un assegno, questa volta per l'importo di euro 20.000. Di nuovo la richiesta dell'avvocato: questa volta euro 3.000 (sempre IN CONTANTI) da versargli al momento del ritiro dell'assegno.
Le mie domande sono le seguenti:
1) In cause simili (in cui e' chiaro fin dall'inizio quale sara' la conclusione) l'avvocato non viene pagato dalla parte che perde? nella fattispecie, dalla compagnia di assicurazioni??
2) A quale titolo puo' lui pretendere questi acconti? Perche' non accetta categoricamente assegni o di firmare una ricevuta? E questo aldila' degli evidenti fini fiscali?
3) Il suo 10% finale verra' detratto dall'ammontare dovuto a mia sorella dalla Compagnia di assicurazioni o verra' versato da quest'ultima?
4) E' possibile cambiare avvocato anche se all'inizio e' stata firmata una delega con la quale figurava come legale rappresentante di mia figlia?
Vi sarei estremamente grato se poteste rispondere ai miei quesiti. Ho l'impressione che la nostra ignoranza in materia venga sfruttata per benino da questo signore che, nel caso di mia figlia, ha solo avuto l'immensa fortuna di essere stato scelto a caso tra tanti.
Nella speranza di poterVi prontamente leggere e scusandomi per la lungaggine, distintamente saluto.

Risposta ADUC
ci pare di capire che non ci sia una causa conclusa: pertanto non c'e' una parte che abbia perso. Inoltre, le spese che il giudice liquida a carico della parte soccombente potrebbero non essere sufficienti per coprire integralmente quelle legali.
Ad ogni modo, il pagamento degli onorari da parte dell'assicurazione dovrebbe risultare espressamente; o quantomeno -se la questione e' "in corso"- il legale deve rilasciarvi ricevuta: potete esigerla, a riprova del pagamento effettuato (che dovra' essere conteggiato nel totale).
Non sappiamo dirle chi paghera' il legale, in quanto non e' chiaro se ci sia una causa, etc, ad ogni modo il 10% e' detratto dall'ammontare totale, ma deve risultare espressamente.
E' possibile cambiare avvocato: occorre pero' valutare se e' opportuno, in quanto ricominciare da capo vuol dire sostenere ex-novo anche le spese gia' anticipate -e comunque vedersi richiedere somme aggiuntive dall'attuale legale.
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