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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 novembre 2002
Domanda 17 novembre 2002
da quanto ci dice potrebbe trattarsi di una clausola vessatoria nei suoi confronti, quella che consente alla sola Compagnia di recedere.
Dunque, non esistendo alcuna normativa circa il recesso da un contratto, ma valendo le condizioni contrattuali, le quali mediamente lo consentono nei primi mesi dalla stipula oppure a determinate condizioni (le quali variano da contratto a contratto), consigliamo di dare risalto ala clausola vessatoria contenuta nel contratto.
Ad ogni modo, essendo la sua domanda un po' troppo concisa per dirle i passi necessari atti a contestare il contratto, consigliamo di riscriverci oppure di fare visionare il contratto a qualche associazione con sede nella sua regione.



17 nov 2002
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Vorrei avere maggiori delucidazioni a riguardo del Suo editoriale.
Lei afferma e, credo, non a cuor leggero, che: "E siccome abbiamo un rispetto della vita, e della sua dignita' per essere vissuta, al pari di quella del capo del Vaticano (solo che crediamo in percorsi diversi per onorarla) ". Voglio prenderLa, quindi, in parola. Voglio rimettere in discussione tutto cio' in cui credo per capire se sto credendo in valori sbagliati oppure no. Per capire meglio anche me stesso, oltre che chi mi sta vicino. Se, infatti, si afferma di avere un cotanto rispetto per la vita e della sua dignita', pari addirittura a quella del massimo rappresentante di una religione che crede aaddirittura in una Vita ultraterrena allora vuol dire che siamo in presenza di veri esperti della Vita, di persone che sanno tutto della Vita, ci si puo' veramente fidare di costoro. Voglio provare a farlo e continuo a leggere per capire quali sono questi "percorsi diversi per onorarla" e scopro che e' scritto: "non vorremmo che, per esempio, a seguito di questo intervento odierno, governanti e legislatori italiani privilegiassero interventi per disincentivare le campagne e i fondi per la contraccezione e per il rispetto del diritto di aborto, a favore di campagne per la procreazione e la fertilita'". In pratica i percorsi scelti per ONORARE il rispetto e la dignita' della vita sono quelli di incentivare i mezzi per limitarla e cioe': contraccezione e aborto. Vorrei tanto che qualcuno mi svegliasse da questo che sembra un brutto sogno ma forse e' la realta': intorno a me ci sono tante persone che credono di rispettare e onorare la vita, limitandone lo sviluppo. Provo a fare un ultimo sforzo per cercare di capire se sono io che ho buttato via 20 anni della mia vita a studiare Filosofia invano al Liceo e Ingegneria al Politecnico, devo trovare per forza qualcosa che giustifichi un tale credo.
Vado a cercare nel vocabolario cosa significa 'rispettare' nel vocabolario Garzanti: rispettare= 1- considerare con rispetto; onorare: rispettare i genitori, i vecchi; una persona che si rispetti, che sia degna di rispetto.
2- riconoscere i diritti, la dignita' degli altri, delle loro cose; riferito ad animale, non molestarlo; riferito a cosa, non rovinarla, non sciuparla: rispettare il prossimo; rispettare le opinioni, la proprieta' altrui; rispettare la natura, il patrimonio artistico; rispettare un quadro, un monumento, non alterarne le caratteristiche nel restaurarli; rispettare se stesso, astenersi dal fare cio' che offende il proprio onore o la propria dignita'; farsi rispettare, far valere la propria autorita' o dignita'; non tollerare offese, soprusi... Non voglio toglierLe troppo il piacere di provare a sostituire il significato sopra espresso ed abbinarlo alla parola Vita, provando a fare qualche esempio: "E siccome non molestiamo la Vita (se fosse un animale)... "; "E siccome non roviniamo la Vita (se fosse una cosa)... "; "E siccome riconosciamo il diritto e la dignita' della Vita... " e aggiungere cio' che ha scritto Lei: "quindi non vogliamo disincentivare... la contraccezione e... il rispetto del diritto di aborto". In pratica ha usato lo stesso verbo per contraddirsi profondamente e cioe': Io rispetto cosi' tanto la Vita che rispetto anche coloro che scelgono liberamente di abortire cioe' spezzare la Vita nel suo principio, recidere il bocciolo quando ancora non e' sbocciato il fiore. Se Lei e' cosi' bravo da sentire rispetto per entrambe le situazioni, allora io mi arrendo, al diavolo tutti i miei studi di ingegneria, al diavolo la fiducia nello sviluppo della dignita' umana, al diavolo tutta la filosofia Aristotelica. L'uomo vuole ssolo giustificare il suo egoismo e la sua incapacita' di capire quanto e' bella la Vita, probabilmente perche' non tutti riescono a vivere la propria vita con la consapevolezza di cio' che veramente e': un dono. Lei lo ha rifiuterebbe?
Con profonda delusione Ing. xxxxx
PS. Chi puo' dire quando inizia una vita e quando si deve parlare di Assassinio invece che di Aborto e di Contraccezione? Una legge dello Stato? Uno studio di una equipe di medici? Oppure un gruppo di teologi? Forse sarebbe meglio un gruppo di premi Nobel? Lei, forse lo sa? Io in tutta la mia umilta' di povero ingegnere elettronico, riesco solo a capire che alla Vita, come alla Morte, non e' dato all'uomo di comandare. Forse conosce qualche uomo ha mai avuto tale potere e conoscenza? La scongiuro di farmelo sapere perche' io credo in un Dio che si e' fatto Uomo circa 2000 anni fa che aveva talmente tanto rispetto per la nostra Vita tanto da sacrificare la sua, quello che semplicemente farebbe ogni padre e ogni madre del mondo. Forse sto sbagliando tutto?-




Risposta ADUC
no, non sta sbagliando tutto ... ammesso che sia io a doverglielo dire :-), ma visto che me lo chiede ....
Il problema che ho sollevato non e' filosofico o etico, ma solo politico e amministrativo.
In Italia esistono delle leggi che garantiscono certi diritti sanitari (contraccezione e aborto nella fattispecie) che hanno risolto certi problemi che, quando queste leggi non c'erano, erano drammatici sotto diversi punti di vista (la piaga dell'aborto clandestino non fa piacere ad alcuno, e non e' una questione di essere pro o contro l'aborto, a meno che qualcuno non voglia far finta di non vedere). Ed e' grazie alla legge sull'aborto, per esempio, che questi ultimi sono diminuiti. Non obbligando alcuno a praticarlo e garantendo tutti gli spazi a chi, come lei, invita le donne a non farlo e a sviluppare lo spermatozoo fecondato fino al parto. E -questo e' l'aspetto che forse lei sottovaluta- non obbligando chi, non ascoltando lei, lo praticherebbe comunque clandestinamente, con tutti i pericoli sanitari che puo' immaginare, gli aggravi economici e la perdita di fiducia nel senso e nel valore delle istituzioni.
A mio avviso l'intervento del capo dello Stato del Vaticano in Parlamento, sullo specifico, e' stato uno stimolo a rimetere in discussione queste leggi. Perche' e' si' il capo dello Stato del Vaticano, ma anche il Papa della principale religione italiana che, tra l'altro, e' giustamente presa in considerazione, nei suoi fondamenti, anche da chi non la pratica.
In questo contesto, ho voluto ricordare a chi ha letto, al legislatore e ai governanti italiani i risultati di queste leggi, perche' non siano fiaccati e perche' non si segua un diverso indirizzo.
In merito al rispetto del diritto alla vita, sempre in termini politici ed amministrativi, e non etici, filosofici e religiosi, non vedo perche' non dovrei farmi avanti per difendere la vita di coloro che sono cittadini di questo Stato e usufruiscono della sua assistenza sanitaria. Lo zigote fecondato o fecondabile non mi risulta essere cittadino italiano, ma in stretto rapporto con chi lo potrebbe alimentare o lo alimenta, in un ambito di diritto che travalica i nostri rapporti civici e che appartiene alla sfera di ogni individuo. Tutti in posizioni da onorare, rispettare e far si' che si possano esprimere per convincere chiunque altro.
Grazie dell'opportunita' per meglio precisare il mio pensiero e le nostre azioni buona giornata Vincenzo Donvito



17 nov 2002
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