Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 ottobre 2002
Buongiorno, vorrei sapere quali vie seguire per uscire da questa situazione.
In una villetta a schiera trifamiliare facente parte di un complesso di 10 unita abitative abbiamo di comune accordo ristrutturato il sottotetto benche' nel regolamento condominiale esso figurasse ad uso sgombero. Nel 1995 abbiamo fatto fare da un geometra le pratiche di condono del nostro sottotetto.
Il nostro vicino che per via della particolare disposizione dei vani, ha il suo soggiorno sotto parte del nostro sottotetto una volta saputo da noi di questa pratica ha iniziato ad osteggiarci dicendo che il condono ci avrebbe dato la possibilita' di avere qualcosa di piu' (ad esempio dei locali abitativi) e cio' non gli andava piu' bene. Non era un fatto personale ma nel caso un giorno avessimo venduto doveva tutelare i sui interessi nei confronti di chi subentrava che poteva arrecare disturbo al suo soggiorno. Ci ha chiesto di firmare un documento notarile in cui ci impegnavamo a ripristinare il sottotetto come in origine nel caso avessimo venduto (2 vani adiacenti ma non comunicanti tra loro accessibili da un vano scale comune; ora sono collegati tra loro, accessoriati da bagnetto e riscaldamento ed utilizzati come soffitta e tavernetta). Il voltafaccia del vicino e la sua richiesta assurda ci hanno profondamente amareggiato. Col condono non volevamo sicuramente "imbrogliare nessuno" soltanto metterci a posto con la legge. Cosi' abbiamo lasciato correre. Nel 1998 ci arriva una ingiunzione di un avvocato che se non abbattevamo il sottotetto ci avrebbe portato in tribunale per conto del nostro vicino. E cosi' e' stato e oggi a distanza di 4 anni non riusciamo a capire quando e come la causa finira'. Infatti abbiamo scoperto che non e' cosi' semplice spiegare e dimostrare i fatti, nemmeno le leggi sembrano poi cosi' chiare in merito a queste cose. Io vi chiedo un consiglio su come ottenere giustizia. Abbiamo fatto delle semplici modifiche interne senza alterazioni di parti esterne ne furto di parti comuni. Possibile che siamo costretti a spendere tempo e denaro perche' un bel mattino il vicino decide che abbiamo leso i suoi diritti e ci fa causa? Quali diritti puo' avere? Questo non e' un condominio tradizionale e la proprieta' del sottotetto e' ben delineata dagli atti notarili. Abbiamo disatteso di comune accordo il regolamento condominiale dove si dice unicamente che le soffitte sono adibite a sgombero e tale funzione continuano comunque ad avere. Il nostro avvocato ci dice che, se il giudice dovesse da ragione al vicino che afferma che il suo alloggio ha perso di valore in seguito alla variazione del sottotetto (chiede oltre al ripristino anche 35 milioni di lire per perdita di valore del suo alloggio) possiamo fare causa a lui che usa abusivamente il sottotetto. E' questa la giustizia?
In una villetta a schiera trifamiliare facente parte di un complesso di 10 unita abitative abbiamo di comune accordo ristrutturato il sottotetto benche' nel regolamento condominiale esso figurasse ad uso sgombero. Nel 1995 abbiamo fatto fare da un geometra le pratiche di condono del nostro sottotetto.
Il nostro vicino che per via della particolare disposizione dei vani, ha il suo soggiorno sotto parte del nostro sottotetto una volta saputo da noi di questa pratica ha iniziato ad osteggiarci dicendo che il condono ci avrebbe dato la possibilita' di avere qualcosa di piu' (ad esempio dei locali abitativi) e cio' non gli andava piu' bene. Non era un fatto personale ma nel caso un giorno avessimo venduto doveva tutelare i sui interessi nei confronti di chi subentrava che poteva arrecare disturbo al suo soggiorno. Ci ha chiesto di firmare un documento notarile in cui ci impegnavamo a ripristinare il sottotetto come in origine nel caso avessimo venduto (2 vani adiacenti ma non comunicanti tra loro accessibili da un vano scale comune; ora sono collegati tra loro, accessoriati da bagnetto e riscaldamento ed utilizzati come soffitta e tavernetta). Il voltafaccia del vicino e la sua richiesta assurda ci hanno profondamente amareggiato. Col condono non volevamo sicuramente "imbrogliare nessuno" soltanto metterci a posto con la legge. Cosi' abbiamo lasciato correre. Nel 1998 ci arriva una ingiunzione di un avvocato che se non abbattevamo il sottotetto ci avrebbe portato in tribunale per conto del nostro vicino. E cosi' e' stato e oggi a distanza di 4 anni non riusciamo a capire quando e come la causa finira'. Infatti abbiamo scoperto che non e' cosi' semplice spiegare e dimostrare i fatti, nemmeno le leggi sembrano poi cosi' chiare in merito a queste cose. Io vi chiedo un consiglio su come ottenere giustizia. Abbiamo fatto delle semplici modifiche interne senza alterazioni di parti esterne ne furto di parti comuni. Possibile che siamo costretti a spendere tempo e denaro perche' un bel mattino il vicino decide che abbiamo leso i suoi diritti e ci fa causa? Quali diritti puo' avere? Questo non e' un condominio tradizionale e la proprieta' del sottotetto e' ben delineata dagli atti notarili. Abbiamo disatteso di comune accordo il regolamento condominiale dove si dice unicamente che le soffitte sono adibite a sgombero e tale funzione continuano comunque ad avere. Il nostro avvocato ci dice che, se il giudice dovesse da ragione al vicino che afferma che il suo alloggio ha perso di valore in seguito alla variazione del sottotetto (chiede oltre al ripristino anche 35 milioni di lire per perdita di valore del suo alloggio) possiamo fare causa a lui che usa abusivamente il sottotetto. E' questa la giustizia?
Risposta ADUC
sicuramente essere in regola con il Comune non vuol dire non aver violato i diritti del vicino (le concessioni sono sempre date salvi i diritti dei terzi). Ad ogni modo, questo non vuol neanche dire che ci siano delle irregolarita' nell'esecuzione del sottotetto.
Tuttavia, riteniamo che i termini della questione (e dunque quali siano i punti contestati e le basi su cui si fondano le pretese di controparte) debba conoscerli meglio lei di quanto noi potremmo mai ipotizzare, in quanto dopo 4 anni di causa dovrebbero essere chiare le richieste altrui. Se poi siano o meno fondate, e' una questione diversa: noi possiamo solo confermarle che la contestazione e' possibile, non se sia legittima in questo caso, poiche' dipende da che danno, veramente, il vicino sostenga di aver avuto, e se mai detta ipotesi possa essere legittima.
Tuttavia, riteniamo che i termini della questione (e dunque quali siano i punti contestati e le basi su cui si fondano le pretese di controparte) debba conoscerli meglio lei di quanto noi potremmo mai ipotizzare, in quanto dopo 4 anni di causa dovrebbero essere chiare le richieste altrui. Se poi siano o meno fondate, e' una questione diversa: noi possiamo solo confermarle che la contestazione e' possibile, non se sia legittima in questo caso, poiche' dipende da che danno, veramente, il vicino sostenga di aver avuto, e se mai detta ipotesi possa essere legittima.
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