Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 luglio 2002
Domanda 20 luglio 2002
Buongiorno, viste la Vostra grande disponibilita' ed esperienza nel consigliare e mettere in guardia il cittadino dalle frodi che ogni giorno subiamo ad opera di persone scaltre e ipocrite, vorrei sottoporVi la situazione in cui mi sono trovato il 16/07/2002, situazione molto simile a quella di un Vostro "passato" amico che Vi ha chiesto consiglio il 19 ottobre 2000, sperando che qualcuno leggesse la sua lettera e si salvasse dai "furti legalizzati", come giustamente li definisce... Ma purtroppo si va in cerca di certe cose solo quando ormai ci si e' finiti dentro, cercando qualche caso simile al proprio e qualche consiglio utile.
Cerchero' ora brevemente di introdurVi i fatti: pochi giorni fa sono stato contattato da una persona che chiedeva il permesso di venire a casa mia a propormi una novita' totalmente gratuita offerta dalla sua ditta. Ho accettato la visita dell'incaricato, anche perche' conoscevo gia' la ditta interessata: la Grolier Italia Spa in quanto alcuni anni fa mi aveva venduto l'enciclopedia Glolier (cartacea ed informatica) di cui ero abbastanza soddisfatto. In un certo senso quindi mi fidavo della proposta che mi avevano fatto. Il giorno stabilito arriva l'incaricato a mezzogiorno (notare l'ora... nel caso precedente era dopo l'orario di chiusura serale, nel mio caso era l'ora di pranzo...) che sempre raccontandomi della totale gratuita' della merce che mi illustrava iniziava ad imbambolarmi con le sue parole. Il suo discorso puntava su un CD-Rom multimediale contenente qualsiasi tipo di informazioni a cui poi si affiancava un'assistenza illimitata che avrei potuto avere via Internet su qualsiasi argomento: avrebbero gentilmente e velocemente risposto a tutte le mie domande su qualsiasi argomento (ad esempio in materia fiscale aiutandomi a stilare da solo senza l'aiuto di un commercialista il mod730...) che io avessi posto. Alla fine di ogni frase diceva che tutto era gratis, accennando solo brevemente alla cifra di 250 euro e che la mia era una delle poche aziende a cui avevano scelto di dare queste servizi e prodotti gratis per pubblicizzare la loro azienda, sottolineando la mia soddisfazione per i prodotti ricevuti precedentemente. Alla fine quando, stufo e raggirato dalle sua parole (e affamato, vista l'ora), ho detto si', ha velocemente tirato fuori il suo contratto e me l'ha fatto firmare facendomi notare, evidenziandoli che avrei pagato solo 200 euro subito (l'unica spesa...) e gli altri 50 euro al ricevimento del pacco. Poi in gran fretta ha scarabocchiato qualcosa sulla nota d'ordine, me l'ha messa davanti con la sua bella penna, l'ho stupidamente firmata e se n'e' andato di gran fretta per paura di un mio ripensamento. Quando la sera con calma ho riletto il contratto da me firmato, ho trovato un bel po' di sorprese: una lista di cose che avevo acquistato fra cui un'enciclopedia Motta in 22 volumi (un'altra...!??!!!) ecc. ecc. e un conto da pagare ben diverso dal GRATIS continuamente sottolineato dall'incaricato: 15 rate da 166,00 euro l'una per un totale di 2.490,00 euro.
Ora Vi chiedo se ho qualche possibilita' di uscita date queste premesse:
1. io faccio parte di una societa' a nome collettivo (s. n. c.), sono socio al 50%: posso dire che non avendo firmato entrambi i soci, la nota d'ordine da me sottoscritta non ha alcun valore? essendo l'altro socio totalmente contrario all'acquisto dei beni in oggetto?
2. posso in qualche modo "utilizzare" a mio favore la seguente condizione riportata nella nota d'ordine da me sottoscritta: "La societa' comunichera' l'accettazione della nota d'ordine entro e non oltre 30 giorni dalla data indicata nella nota stessa. In caso contrario la nota d'ordine si intende non accettata e pertanto la Societa' sara' tenuta a restituire le somme eventualmente incassate. " non accettando eventuali raccomandate o qualsiasi altra forma di comunicazione dell'avvenuta accettazione da parte della societa' in oggetto della nota d'ordine?
3. non esiste in nessun punto della nota d'ordine accenno alla possibilita' di cessazione della stessa, anche se viene riportato "L'ordine comprende inscindibilmente quanto indicato ai paragrafi A) e B) " - che riportano la lista della merce acquistata - "con l'aggiunta di quanto indicato al paragrafo C), se opzionato, con le relative condizioni specificate nell'apposito modulo; NON POTRA' ESSERE CANCELLATO NE' CORRETTO; e' soggetto all'approvazione della societa' ed e' regolato dall'art. 1523 cod. civ. (riserva di proprieta') fino al pagamento dell'ultima rata": si puo' considerare allora un contratto legale vero e proprio?
4. non vi e' menzione di eventuali penali da pagare nel caso in cui non volessi piu' la merce e servizi: posso quindi tranquillamente inviare una lettera di cessazione? Senza la paura di dover pagare penali se non ormai la rassegnazione di aver "perso" i 200 euro versati in acconto?
In piu' Vi chiedo se avete avuto altri contatti con quello che ho chiamato Vostro "passato" amico per sapere quale strada ha seguito per opporsi a questa frode e se e' riuscito ad ottenere la cessazione del contratto.
Vi ringrazio anticipatamente per la Vostra disponibilita' e per il lavoro che state facendo.
Cordiali saluti

Risposta ADUC
riteniamo che l'altro socio avrebbe titolo per rivalersi su di lei per l'impegno preso, ma che pero' nei confronti del terzo il contratto si debba ritenere valido.
Per cio' che concerne il secondo punto, puo' provare a sostenere di non aver ricevuto le comunicazioni per raccomandata: a seconda del giudice eventualmente adito la questione potra' essere diversamente valutata. Ci pare che il contratto sia perfettamente tale (non abbiamo compreso su cosa avesse dubbi esattamente). Il fatto che non ci siano penali, invece, vuol solo dire che non e' proprio previsto il recesso: e che pertanto -a meno di accordi informali tra le parti- e' possibile solo rivolgersi al giudice per cercare di ottenere la risoluzione del rapporto (questi stabilira' la penale).
Riteniamo comunque che generalmente sia possibile risolvere la questione proponendo appunto il pagamento di un corrispettivo. Altrimenti, non rimane che percorrere la strada della denuncia per truffa all'agente.
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