Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 aprile 2002
27 Apr 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Cara Aduc, gent. Avvocato, sono Javier, vivo vicino Roma, sposato dal '94, da alcuni anni ho un problema da risolvere con mio suocero, Vi prego davvero, sapete indicarmi cosa fareste Voi al mio posto?
Vi spiego:
-Dal 1986 egli ha deciso di andare a vivere nella villa intestata legalmente a mia moglie ed al fratello di mia moglie (era di proprietà della madre, defunta. Dall'86 è legalmente solo dei figli, usufrutto compreso)
- Egli ha così potuto godere da quella data dell'affitto della casa dove viveva sino a quel momento.
- Mia moglie dovette accettare: era minorenne allora.
- Egli sostiene tuttora che, anche se era intestata alla consorte scomparsa, e poi adesso ai figli, adesso la proprietà è "tutta" sua perchè "è stata frutto anche dei suoi sacrifici"
- Nel 1998, io e mia moglie, dopo 4 anni di affitto, abbiamo avuto la possibilità di acquistare un appartamentino, ma, ahimé, non abbiamo potuto acquistare almeno dieci appartamenti vicino alla ns residenza (dispongo delle prove: ho ancora i contratti e le offerte d'agenzia respinte) perchè mia moglie era proprietaria, anche se solo a metà, di prima casa. Glielo facemmo presente, formulandogli anche una più che ragionevole offerta di acquisto (!!) con i ns soldi dell'appartamento che affitta, cedendogli gratuitamente (e liberandoci così), la proprietà di quello in cui vive; ma egli non ne volle sapere e fummo costretti a comprare ciò che non volevamo, o semplicemente "una seconda scelta" (un appartamento attaccato alla ferrovia!! L'unico trovato in zona in 2 anni di ricerche e più di 150 appartamenti visti) poichè tutti gli altri appartamenti "nuovi" in zona erano legati al contratto "prima casa". Egli, anche se sollecitato, ha assistito indifferente alle nostre spasmodiche ricerche.
- Ritengo mio suocero responsabile, se non del fatto di avere "espropriato" mia moglie con le sue dichiarazioni (sul fatto che la casa dove vive è sua), di averci comunque condizionato e danneggiato nella scelta dell'appartamento non volendo risolvere il nostro problema
-Aggiungo che: tale proprietà dal 1990 ci comporta: un reddito molto + alto (valore catastale della villa:300 mln lire!) il mancato accesso quindi ad esempio agli asili comunali per i ns 2 figli, un pagamento dell'irpef maggiore di circa 300 euro l'anno, le mie tasse universitarie molto maggiori ecc.ecc.
- Vorrei sapere:
- un giudice riconoscerebbe il danno cospicuo che ho subito nella scelta dell'appartamento?
- potrei imporre l'affitto dell'appartamento in cui vive, anche se solo del 50%? (anche se il fratello di mia moglie non vuole chiederlo)?
- potremmo vendere tutta la proprietà, anche se mia moglie è proprietaria solo della metà, e mio suocero ci ha fatto dei lavori abusivi non condonati?
-posso far firmare a mia moglie una delega notarile nei miei confronti per gestire il suo patrimonio, così lei non si troverebbe a litigare col padre in prima persona?
-Cosa mi consigliate di fare? Io non riesco più a tollerare questa situazione: ritenete necessario che mi affidi ad un legale? Come posso evitare di farmi "spennare", visto che io ho uno stipendio "normale" e mia moglie è tuttora disoccupata?
Ringrazio comunque per la Vs attenzione.
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RICHIESTA.............Cara Aduc, gent. Avvocato, sono Javier, vivo vicino Roma, sposato dal '94, da alcuni anni ho un problema da risolvere con mio suocero, Vi prego davvero, sapete indicarmi cosa fareste Voi al mio posto?
Vi spiego:
-Dal 1986 egli ha deciso di andare a vivere nella villa intestata legalmente a mia moglie ed al fratello di mia moglie (era di proprietà della madre, defunta. Dall'86 è legalmente solo dei figli, usufrutto compreso)
- Egli ha così potuto godere da quella data dell'affitto della casa dove viveva sino a quel momento.
- Mia moglie dovette accettare: era minorenne allora.
- Egli sostiene tuttora che, anche se era intestata alla consorte scomparsa, e poi adesso ai figli, adesso la proprietà è "tutta" sua perchè "è stata frutto anche dei suoi sacrifici"
- Nel 1998, io e mia moglie, dopo 4 anni di affitto, abbiamo avuto la possibilità di acquistare un appartamentino, ma, ahimé, non abbiamo potuto acquistare almeno dieci appartamenti vicino alla ns residenza (dispongo delle prove: ho ancora i contratti e le offerte d'agenzia respinte) perchè mia moglie era proprietaria, anche se solo a metà, di prima casa. Glielo facemmo presente, formulandogli anche una più che ragionevole offerta di acquisto (!!) con i ns soldi dell'appartamento che affitta, cedendogli gratuitamente (e liberandoci così), la proprietà di quello in cui vive; ma egli non ne volle sapere e fummo costretti a comprare ciò che non volevamo, o semplicemente "una seconda scelta" (un appartamento attaccato alla ferrovia!! L'unico trovato in zona in 2 anni di ricerche e più di 150 appartamenti visti) poichè tutti gli altri appartamenti "nuovi" in zona erano legati al contratto "prima casa". Egli, anche se sollecitato, ha assistito indifferente alle nostre spasmodiche ricerche.
- Ritengo mio suocero responsabile, se non del fatto di avere "espropriato" mia moglie con le sue dichiarazioni (sul fatto che la casa dove vive è sua), di averci comunque condizionato e danneggiato nella scelta dell'appartamento non volendo risolvere il nostro problema
-Aggiungo che: tale proprietà dal 1990 ci comporta: un reddito molto + alto (valore catastale della villa:300 mln lire!) il mancato accesso quindi ad esempio agli asili comunali per i ns 2 figli, un pagamento dell'irpef maggiore di circa 300 euro l'anno, le mie tasse universitarie molto maggiori ecc.ecc.
- Vorrei sapere:
- un giudice riconoscerebbe il danno cospicuo che ho subito nella scelta dell'appartamento?
- potrei imporre l'affitto dell'appartamento in cui vive, anche se solo del 50%? (anche se il fratello di mia moglie non vuole chiederlo)?
- potremmo vendere tutta la proprietà, anche se mia moglie è proprietaria solo della metà, e mio suocero ci ha fatto dei lavori abusivi non condonati?
-posso far firmare a mia moglie una delega notarile nei miei confronti per gestire il suo patrimonio, così lei non si troverebbe a litigare col padre in prima persona?
-Cosa mi consigliate di fare? Io non riesco più a tollerare questa situazione: ritenete necessario che mi affidi ad un legale? Come posso evitare di farmi "spennare", visto che io ho uno stipendio "normale" e mia moglie è tuttora disoccupata?
Ringrazio comunque per la Vs attenzione.
Risposta ADUC
quello che puo' fare e' vendere la sua quota di comproprieta' od imporre un affitto per quanto di sua spettanza. La delega alla gestione puo' anche essere fatta, ma non sappiamo che risultati concreti possa produrre.
Quanto sopra, dovrebbe essere ottenuto intentando un'azione legale.
Quanto sopra, dovrebbe essere ottenuto intentando un'azione legale.
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