Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 aprile 2002
27 Apr 2002
Oggetto: RICHIESTA INFORMAZIONI
Spett.le ADUC
Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori
OGGETTO : Richiesta informazione "Rimborso caparra ed eventuali danni"
In data 11/04/2002 abbiamo prenotato presso un'agenzia di viaggi volo (charter) + soggiorno hotel 3 notti - 4 giorni con trattamento pensione completa per 3 persone (partenza con volo da Bologna il 28/04/02 ore 10.50 - rientro da Monastir Tunisia il 01/05/02 ore 22.40) , versando un acconto di euro 100,00 su un totale complessivo concordato di euro 1.098,00, firmando la scheda di prenotazione del pacchetto turistico con relativa scheda di volo, riportante i dati sopracitati.
Dopo pochi giorni ci è pervenuta telefonicamente regolare conferma nella quale l'agenzia di viaggi ci comunicava di passare presso la loro sede per ritirare documenti di viaggio e saldare le relative spettanze, non comunicandoci verbalmente l'anticipo del volo di rientro (ore 07,00 ! del 01/05/202) anche se tale modifica era stata già confermata nei documenti di viaggio. Vista la sostanziale riduzione della vacanza (1 giorno in meno !), in considerazione del soggiorno di per se già di brevissima durata, perdendo praticamente 1 intero giorno di vacanza, abbiamo chiesto di ottenere una riduzione del prezzo concordato o in alternativa per non perdere la caparra già versata di optare per un'altra vacanza anche in altra data o anche per altre destinazioni sempre ovviamente con lo stesso tour operator.
Nonostante nostre rimostranze in merito, ci è stata applicata da parte del tour operator una penale definita dallo stesso in maniera bonaria e transattiva di 93,00 Euro, adducendo al fatto che essendo un volo charter è da loro previsto nelle condizioni generali che fino a 24 ore dalla partenza o dal rientro del pacchetto turistico non venga riconosciuto al viaggiatore nessun rimborso o facoltà di annullamento in merito.
Pur avendo sottoscritto nella scheda di prenotazione in maniera generica anche le condizioni generali di viaggio, riteniamo tali eventuali previste clausole, palesemente vessatorie, in quanto non essendo approvate specificatamente ed a totale discapito del viaggiatore.
Alla luce anche delle recenti normative della CEE a tutela del viaggiatore chiediamo il rimborso totale di quanto già da noi versato.
In attesa di Vostre delucidazioni e chiarimenti in merito, certi di un Vostro esimio e professionale riscontro in merito, cogliamo l'occasione per porgere distinti saluti.
Oggetto: RICHIESTA INFORMAZIONI
Spett.le ADUC
Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori
OGGETTO : Richiesta informazione "Rimborso caparra ed eventuali danni"
In data 11/04/2002 abbiamo prenotato presso un'agenzia di viaggi volo (charter) + soggiorno hotel 3 notti - 4 giorni con trattamento pensione completa per 3 persone (partenza con volo da Bologna il 28/04/02 ore 10.50 - rientro da Monastir Tunisia il 01/05/02 ore 22.40) , versando un acconto di euro 100,00 su un totale complessivo concordato di euro 1.098,00, firmando la scheda di prenotazione del pacchetto turistico con relativa scheda di volo, riportante i dati sopracitati.
Dopo pochi giorni ci è pervenuta telefonicamente regolare conferma nella quale l'agenzia di viaggi ci comunicava di passare presso la loro sede per ritirare documenti di viaggio e saldare le relative spettanze, non comunicandoci verbalmente l'anticipo del volo di rientro (ore 07,00 ! del 01/05/202) anche se tale modifica era stata già confermata nei documenti di viaggio. Vista la sostanziale riduzione della vacanza (1 giorno in meno !), in considerazione del soggiorno di per se già di brevissima durata, perdendo praticamente 1 intero giorno di vacanza, abbiamo chiesto di ottenere una riduzione del prezzo concordato o in alternativa per non perdere la caparra già versata di optare per un'altra vacanza anche in altra data o anche per altre destinazioni sempre ovviamente con lo stesso tour operator.
Nonostante nostre rimostranze in merito, ci è stata applicata da parte del tour operator una penale definita dallo stesso in maniera bonaria e transattiva di 93,00 Euro, adducendo al fatto che essendo un volo charter è da loro previsto nelle condizioni generali che fino a 24 ore dalla partenza o dal rientro del pacchetto turistico non venga riconosciuto al viaggiatore nessun rimborso o facoltà di annullamento in merito.
Pur avendo sottoscritto nella scheda di prenotazione in maniera generica anche le condizioni generali di viaggio, riteniamo tali eventuali previste clausole, palesemente vessatorie, in quanto non essendo approvate specificatamente ed a totale discapito del viaggiatore.
Alla luce anche delle recenti normative della CEE a tutela del viaggiatore chiediamo il rimborso totale di quanto già da noi versato.
In attesa di Vostre delucidazioni e chiarimenti in merito, certi di un Vostro esimio e professionale riscontro in merito, cogliamo l'occasione per porgere distinti saluti.
Risposta ADUC
quello che pare indispensabile e' appurare se la possibilita' di variazione sia prevista in contratto e comunque in che termini.
Come prima cosa, infatti, non puo' esserle opposta la clausola che prevede l'applicazione di una penale nel caso di variazione nelle 24 ore precedenti, quando detta variazione sia determinata da una modifica delle condizioni originarie da parte del tour operator medesimo.
Di conseguenza, occorre verificare se dette variazioni -di per se' ammissibili- fossero previste in contratto. Il secondo passo e' -vista la peculiarita' del caso, nel quale la differenza di orario finisce per intaccare notevolmente la durata della vacanza- se sono indicati dei termini entro cui possa oscillare la variazione (in difetto, anche questo aspetto potrebbe essere contestato).
La messa in mora dovra' avvenire per raccomandata A/R, addebitando alla controparte la violazione del contratto (previa pero' la verifica di quanto sopra) dettando il termine di 15 gg entro cui provvedere al rimborso ed avvisando che -in difetto- adira' le vie legali.
Occorrera' poi rivolgersi -inizialmente in conciliazione- al giudice di pace.
Come prima cosa, infatti, non puo' esserle opposta la clausola che prevede l'applicazione di una penale nel caso di variazione nelle 24 ore precedenti, quando detta variazione sia determinata da una modifica delle condizioni originarie da parte del tour operator medesimo.
Di conseguenza, occorre verificare se dette variazioni -di per se' ammissibili- fossero previste in contratto. Il secondo passo e' -vista la peculiarita' del caso, nel quale la differenza di orario finisce per intaccare notevolmente la durata della vacanza- se sono indicati dei termini entro cui possa oscillare la variazione (in difetto, anche questo aspetto potrebbe essere contestato).
La messa in mora dovra' avvenire per raccomandata A/R, addebitando alla controparte la violazione del contratto (previa pero' la verifica di quanto sopra) dettando il termine di 15 gg entro cui provvedere al rimborso ed avvisando che -in difetto- adira' le vie legali.
Occorrera' poi rivolgersi -inizialmente in conciliazione- al giudice di pace.
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