Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 marzo 2002
Avrei bisogno di risposta a due quesiti:
1) ho un contratto d'affitto stillato dopo l'entrata in vigore della 431 in una palazzina di tre appartamenti tutti dello stesso proprietario che abita in uno di questi.
Sul contratto d'affitto l'art. 3 recita:
Il canone annuo di locazione viene stabilito nella misura di Lire 11.723.320 (anche i lettere) da pagarsi in contanti in 4 rate anticipate di lire 2.930.830 ciascuna scadente: il 1/10 - 1/1 - 1/4 - 1/7 al domicilio del locatore stesso, oltre al rimborso degli oneri accessori cosi' come determinati dalla vigente legislazione che ai soli fini fiscali si indicano per il primo anno in lire 4.500.000. Detti oneri dovranno pagarsi con le stesse modalita' di versamento del canone in rate anticipate di lire 1.125.000 ciascuna scadente il 1/10 - 1/1 - 1/4 - 1/7 salvo conguaglio al domicilio del locatore e aggiornati in base al preventivo degli anni successivi.
Il locatore per tre anni ci ha presentato un consuntivo senza pezze giustificative delle spese, senza fornirci una tabella millesimale che e' stata cambiata ogni anno. Dopo aver rilevato spese cervellotiche e cifre esorbitanti senza renderci alcun conto, abbiamo chiesto per diverse volte, prima verbalmente, poi a mezzo lettere raccomandate sia a lui sia presso la sua associazione UPPI ma non siamo riusciti ad ottenere nulla. A questo punto, con la speranza di ottenere qualcosa, non ho pagato la prima rata delle spese e ho versato la solo una della seconda rata.
Per tutta risposta mi e' stato intimato lo sfratto per morosita' (preciso che con i canoni d'affitto sono perfettamente in regola).
Posso essere sfrattato per la morosita' delle sole spese accessorie solo perche' e' scritto sul contratto?
In caso di necessita' volendo trovare un cavillo mi posso attaccare al fatto che circa le modalita' di pagamento sono indicate solo le date dei mesi e non dell'anno? 2) La proprieta' come da visura catastale al 4.10.2001 compresi tutti alla stessa particella comprende una palazzina in cui ci sono 3 appartamenti A/7, un giardino, un passo carraio che scende al cortile dove si trovano: 1 locale C/2 e 3 locali C/6. Uno di questi e' adibito ad appartamento (che affitta) oltre ad un pezzo di terreno su sui sono costruiti due capannoni e in parte adibito ad orto.
Il proprietario nella sua cervellotica tabella millesimale ha compreso solo gli appartamenti.
E' giusto questo criterio ho si deve millesimare tutta la proprieta' e poi dividere con diversi parametri le varie componenti e pagare ognuno per la parte che ha in uso.(Faccio notare che il giardino, 90 mq. e' solo decorativo e non usufruibile e che il cortile e' tutto ad uso esclusivo del proprietario).
Per avere un tabella millesimale che faccia testo in un eventuale causa a chi posso rivolgermi.
Mi scuso per le dimensioni del messaggio, ma non potevo farne a meno per fare una situazione precisa. Grazie e distinti saluti
1) ho un contratto d'affitto stillato dopo l'entrata in vigore della 431 in una palazzina di tre appartamenti tutti dello stesso proprietario che abita in uno di questi.
Sul contratto d'affitto l'art. 3 recita:
Il canone annuo di locazione viene stabilito nella misura di Lire 11.723.320 (anche i lettere) da pagarsi in contanti in 4 rate anticipate di lire 2.930.830 ciascuna scadente: il 1/10 - 1/1 - 1/4 - 1/7 al domicilio del locatore stesso, oltre al rimborso degli oneri accessori cosi' come determinati dalla vigente legislazione che ai soli fini fiscali si indicano per il primo anno in lire 4.500.000. Detti oneri dovranno pagarsi con le stesse modalita' di versamento del canone in rate anticipate di lire 1.125.000 ciascuna scadente il 1/10 - 1/1 - 1/4 - 1/7 salvo conguaglio al domicilio del locatore e aggiornati in base al preventivo degli anni successivi.
Il locatore per tre anni ci ha presentato un consuntivo senza pezze giustificative delle spese, senza fornirci una tabella millesimale che e' stata cambiata ogni anno. Dopo aver rilevato spese cervellotiche e cifre esorbitanti senza renderci alcun conto, abbiamo chiesto per diverse volte, prima verbalmente, poi a mezzo lettere raccomandate sia a lui sia presso la sua associazione UPPI ma non siamo riusciti ad ottenere nulla. A questo punto, con la speranza di ottenere qualcosa, non ho pagato la prima rata delle spese e ho versato la solo una della seconda rata.
Per tutta risposta mi e' stato intimato lo sfratto per morosita' (preciso che con i canoni d'affitto sono perfettamente in regola).
Posso essere sfrattato per la morosita' delle sole spese accessorie solo perche' e' scritto sul contratto?
In caso di necessita' volendo trovare un cavillo mi posso attaccare al fatto che circa le modalita' di pagamento sono indicate solo le date dei mesi e non dell'anno? 2) La proprieta' come da visura catastale al 4.10.2001 compresi tutti alla stessa particella comprende una palazzina in cui ci sono 3 appartamenti A/7, un giardino, un passo carraio che scende al cortile dove si trovano: 1 locale C/2 e 3 locali C/6. Uno di questi e' adibito ad appartamento (che affitta) oltre ad un pezzo di terreno su sui sono costruiti due capannoni e in parte adibito ad orto.
Il proprietario nella sua cervellotica tabella millesimale ha compreso solo gli appartamenti.
E' giusto questo criterio ho si deve millesimare tutta la proprieta' e poi dividere con diversi parametri le varie componenti e pagare ognuno per la parte che ha in uso.(Faccio notare che il giardino, 90 mq. e' solo decorativo e non usufruibile e che il cortile e' tutto ad uso esclusivo del proprietario).
Per avere un tabella millesimale che faccia testo in un eventuale causa a chi posso rivolgermi.
Mi scuso per le dimensioni del messaggio, ma non potevo farne a meno per fare una situazione precisa. Grazie e distinti saluti
Risposta ADUC
Poiche' la morosita' e' sanabile effettuando il pagamento, ci pare che questo sia il modo migliore per risolvere la questione. Ad ogni modo, citi il proprietario davanti al giudice di pace, per ottenere la documentazione probatoria che dimostri le effettive spese sostenute.
Per quanto attiene le tabelle, non ci sono regole precise. Se ci sono i presupposti per ritenerle lesive dei diritti soggettivi di alcuni condomini, occorrera' che gli interessati agiscano in giudizio, contestandole e sostenendo la violazione dei propri diritti.
Per quanto attiene le tabelle, non ci sono regole precise. Se ci sono i presupposti per ritenerle lesive dei diritti soggettivi di alcuni condomini, occorrera' che gli interessati agiscano in giudizio, contestandole e sostenendo la violazione dei propri diritti.
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