Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 marzo 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Quale destino per il tecnico riparatore ?
Molti di voi saranno a conoscenza della direttiva europea che introduce nei paesi comunitari la garanzia biennale sulla vendita di beni di consumo.
La direttiva 1999/44/CE si inserisce in quel costante processo di integrazione giuridica che mira a costituire una uniformità legislativa nell'ambito dei paesi membri.
I termini della garanzia legale infatti subiscono delle variazioni notevoli a seconda del paese in cui ci si trova (es. sei anni in Irlanda e Regno Unito, sei mesi in Austria, Germania, Grecia, Portogallo e Spagna), di qui la necessita' di una direttiva che armonizzi le varie discipline delle materia.
A grandi linee la direttiva concede sostanzialmente al consumatore durante il periodo di durata della garanzia legale la possibilità di scegliere, nell'ipotesi di difetto del bene mobile acquistato, tra la sostituzione e la riparazione del bene.
Ma in attesa che la direttiva europea sia recepita dal nostro ordinamento nazionale, sarebbe opportuno domandarsi quali effetti produrrà nei settori e nelle attività che ci riguardano da vicino.
In particolare i centri di assistenza tecnica autorizzati, i laboratori privati, nonché il singolo riparatore artigiano, che operano sull'elettronica di consumo audio - video, che cosa devono aspettarsi da questo importante cambiamento.
E' fin troppo evidente che tale normativa, se rigidamente applicata ai prodotti che interessano la categoria dei riparatori, avrebbe un effetto devastante!
A me sembra scontato che qualsiasi consumatore non avrebbe dubbi per quale delle due ipotesi optare.
Ergo da un lato i centri autorizzati vedrebbero ridimensionato il loro ruolo, meri esecutori della sostituzione con conseguente crollo dei compensi , dall'altro non solo i tecnici privati vedrebbero i cosiddetti tempi di ritorno degli apparecchi per le riparazioni fuori garanzia praticamente raddoppiati, ma anche l'interesse dei consumatori ad effettuarle verrebbe ulteriormente ridotto.Perché far riparare un apparecchio quando a prezzi convenienti se ne può acquistare uno nuovo con la certezza che addirittura per due anni si è tutelati fino alla sostituzione integrale del prodotto.
Non bastava il crollo dei prezzi e la qualità dei prodotti sempre più scadente, adesso anche la garanzia biennale.
La logica del usa e getta che deve alimentare il mercato delle vendite è ormai da tempo imperante e la categoria dei tecnici sta per subire un'altra dura frustata.
Certo garantire i prodotti per due anni potrebbe implicare un innalzamento qualitativo degli apparecchi in vendita e quindi un aumento dei prezzi, tali da dare successivamente un senso alle riparazioni fuori garanzia.
Ma questo comporterebbe un inversione di rotta delle politiche commerciali attuate sinora dai grandi marchi, cosa su cui ci permettiamo di essere scettici.
Noi crediamo piuttosto che i decreti legislativi di attuazione debbano contenere una disciplina diversa a seconda del settore che intervengono a regolare.L'elettronica di consumo, ad esempio, ha nel suo interno tante situazioni così dissimili fra loro da meritare una normazione particolare.
Possono un videoregistratore e un tv color al plasma avere la stessa durata di garanzia?
Certo l'argomento deve essere approfondito e sviscerato in tutta la sua problematicità, in quanto investe contestualmente dinamiche di macro e microeconomica.
Ma ci sembra importante sottolineare che non si puo' prescindere anche dalle esigenze dei tecnici riparatori, una categoria che resta indispensabile per lo sviluppo del settore.
Continueremo quindi da questo spazio che ci è concesso a far sentire la nostra voce e a tal scopo invito i lettori ad esprimere la loro opinione su queste tematiche.
RICHIESTA - Quale destino per il tecnico riparatore ?
Molti di voi saranno a conoscenza della direttiva europea che introduce nei paesi comunitari la garanzia biennale sulla vendita di beni di consumo.
La direttiva 1999/44/CE si inserisce in quel costante processo di integrazione giuridica che mira a costituire una uniformità legislativa nell'ambito dei paesi membri.
I termini della garanzia legale infatti subiscono delle variazioni notevoli a seconda del paese in cui ci si trova (es. sei anni in Irlanda e Regno Unito, sei mesi in Austria, Germania, Grecia, Portogallo e Spagna), di qui la necessita' di una direttiva che armonizzi le varie discipline delle materia.
A grandi linee la direttiva concede sostanzialmente al consumatore durante il periodo di durata della garanzia legale la possibilità di scegliere, nell'ipotesi di difetto del bene mobile acquistato, tra la sostituzione e la riparazione del bene.
Ma in attesa che la direttiva europea sia recepita dal nostro ordinamento nazionale, sarebbe opportuno domandarsi quali effetti produrrà nei settori e nelle attività che ci riguardano da vicino.
In particolare i centri di assistenza tecnica autorizzati, i laboratori privati, nonché il singolo riparatore artigiano, che operano sull'elettronica di consumo audio - video, che cosa devono aspettarsi da questo importante cambiamento.
E' fin troppo evidente che tale normativa, se rigidamente applicata ai prodotti che interessano la categoria dei riparatori, avrebbe un effetto devastante!
A me sembra scontato che qualsiasi consumatore non avrebbe dubbi per quale delle due ipotesi optare.
Ergo da un lato i centri autorizzati vedrebbero ridimensionato il loro ruolo, meri esecutori della sostituzione con conseguente crollo dei compensi , dall'altro non solo i tecnici privati vedrebbero i cosiddetti tempi di ritorno degli apparecchi per le riparazioni fuori garanzia praticamente raddoppiati, ma anche l'interesse dei consumatori ad effettuarle verrebbe ulteriormente ridotto.Perché far riparare un apparecchio quando a prezzi convenienti se ne può acquistare uno nuovo con la certezza che addirittura per due anni si è tutelati fino alla sostituzione integrale del prodotto.
Non bastava il crollo dei prezzi e la qualità dei prodotti sempre più scadente, adesso anche la garanzia biennale.
La logica del usa e getta che deve alimentare il mercato delle vendite è ormai da tempo imperante e la categoria dei tecnici sta per subire un'altra dura frustata.
Certo garantire i prodotti per due anni potrebbe implicare un innalzamento qualitativo degli apparecchi in vendita e quindi un aumento dei prezzi, tali da dare successivamente un senso alle riparazioni fuori garanzia.
Ma questo comporterebbe un inversione di rotta delle politiche commerciali attuate sinora dai grandi marchi, cosa su cui ci permettiamo di essere scettici.
Noi crediamo piuttosto che i decreti legislativi di attuazione debbano contenere una disciplina diversa a seconda del settore che intervengono a regolare.L'elettronica di consumo, ad esempio, ha nel suo interno tante situazioni così dissimili fra loro da meritare una normazione particolare.
Possono un videoregistratore e un tv color al plasma avere la stessa durata di garanzia?
Certo l'argomento deve essere approfondito e sviscerato in tutta la sua problematicità, in quanto investe contestualmente dinamiche di macro e microeconomica.
Ma ci sembra importante sottolineare che non si puo' prescindere anche dalle esigenze dei tecnici riparatori, una categoria che resta indispensabile per lo sviluppo del settore.
Continueremo quindi da questo spazio che ci è concesso a far sentire la nostra voce e a tal scopo invito i lettori ad esprimere la loro opinione su queste tematiche.
Risposta ADUC
ringraziamo per le considerazioni esposte. In realta' -pur non potendo ipotizzare la piega che prenderanno gli eventi e dovendo ancora verificare la portata della norma e le effettive interpretazioni, si deve comunque specificare che gia' adesso e' possibile ottenere la sostituzione a fronte del difetto originario e che, secondo alcuni aspetti, si e' solo verificato un allungamento dei termini e l'estensione, sotto certi aspetti, anche all'usato. Ad ogni modo, occorrera' attendere l'effettiva applicazione.
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