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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 gennaio 2002
Domanda 23 gennaio 2002
Subject: Causa su cortile...
Spettabile redazione di "ADUC", è la prima volta che Vi scrivi e spero di avere indicazioni utili per affrontare al meglio il mio problema.
Il tutto inizia nell'anno 1994 quando mia moglie ed io (all'epoca non eravamo sposati) decidemmo di comprare un appartamento, in uno stabile in costruzione, tramite l'agente immobiliare che curava la vendita delle singole unità immobiliari.
Nel 1996, anno in cui il costruttore avrebbe dovuto consegnarci l'immobile finito e anno in cui mia moglie ed io ci sposammo, venimmo a conoscenza che sul cortile dell'immobile esisteva una causa di confine risalente all'anno 1993 ben celata a noi sia dal costruttore e sia dall'agente immobiliare. E per tale causa lo stabile non è stato mai finito; infatti è posta sotto sequestro la parte di cortile coinvolta recintata da filo spinato. Dopo aver chiesto informazioni ad alcuni avvocati, ci tranquillizzammo in quanto ci fu detto che la causa non avrebbe coinvolto gli appartamenti, del resto riguardava solo una parte del cortile, cosa già più volte ribadita sia dal costruttore e sia dall'agente immobiliare.
Nel 2000, anno in cui mia moglie aspettava una bambina, decidemmo di vendere il nostro appartamento per acquistarne uno più vicino al lavoro e ai nostri familiari; ci rivolgemmo allo stesso agente.
Nel mese di Settembre dello stesso anno, l'agente si propose in qualità di acquirente a condizione di poterlo occupare da subito; affermò che avremmo eseguito l'atto notarile nel giro di un paio di mesi al massimo tre. All'inizio eravamo un pò titubanti per l'improvviso interessamento verso il nostro appartamento, erano già svariati mesi che ne curava la vendita, ma ci convincemmo ad accettare quando conoscendo la moglie, una insegnate di scuola media, e i due suoi figli, pensammo che in fondo "forse" erano realmente interessati al nostro appartamento. Pertanto, stipulammo nella sua agenzia un compromesso, ben preparato da loro, nel quale l'acquirente era la moglie e acconsentimmo a "cedere da subito il possesso materiale", quello legale alla stipula dell'atto.
Dopo avere per bene occupato il nostro appartamento, l'agente e la sua gentile consorte, come ringraziamento per aver acconsentito di dare loro subito il nostro appartamento acquistato con non pochi sacrifici economici, ci hanno recapitato una lettera tramite un legale per comunicarci che non era possibile stipulare il rogito notarile, in quanto l'appartamento era coinvolto da trascrizioni legali derivanti dalla causa in corso e non indicata nel compromesso. Pertanto, non potendo procedere all'acquisto dello stesso, lo avrebbero lasciato libero solo dietro la restituzione del doppio della caparra.
Precisiamo, inoltre, che alla stipula del compromesso non ci fu data la somma indicata nello stesso ma solo una parte; infatti la restante è stata trattenuta a titolo di onorario dall'agente immobiliare (occupante l'appartamento) senza l'emissione di alcuna fattura da parte dell'agenzia.
Cosa possiamo fare per fare liberare l'appartamento e riuscire a dimostrare la cattiva fede dell'agente e consorte al solo fine di risolvere il nostro problema?
RingraziandoVi per il sicuro interessamento, invio cordiali saluti.

Risposta ADUC
Riteniamo abbia bisogno di un legale, tuttavia la matassa pare possa (seppur confusa) essere sbrogliata.
Infatti, in primo luogo non dovrebbe essere regolare che il mediatore si prenda la provvigione per un suo acquisto (anche se occorre conoscere gli atti): pertanto, su questo punto chiedete l'intervento e la valutazione della Commissione del Ruolo Mediatori reperibile presso la camera di commercio.
In secondo luogo, ci pare possibile dimostrare che il mediatore (poiche' risultante come agente che curo' la precedente vendita) debba, in questo frangente, essere ritenuto capace di essere a conoscenza del fatto che fosse in atto un contenzioso. Perlomeno, in questa particolare circostanza parrebbe scusabile l'eventuale sua aspettativa di una precedente conoscenza. Inoltre, il compromesso puo' anche essere incompleto: in realta', allo stato dei fatti non c'e' veramente modo di dimostrare se il particolare in questione fosse o meno conosciuto dall'aspirante compratore. Ma il suo ruolo precedente farebbe presupporre di si'.
Pertanto, sicuramente si tratta di un caso complicato, ma a noi parrebbe gestibile (salvo, ovviamente, trovare giudici di diverso avviso -giusto o sbagliato che debba essere).
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