Sabato 13 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 dicembre 2001
Domanda 18 dicembre 2001
Subject: Lettera dai legali di Telecom
Cara ADUC, vi voglio mettere al corrente di un fatto a mio parere sconcertante.
Ho vissuto a Firenze per circa un anno, in una zona collinare a 30 minuti dalla citta', dove le linee telefoniche sono ancora aeree e dove ad ogni temporale si rimaneva senza segnale a volte anche per 48 ore.
Per esigenze lavorative ho chiesto che mi venisse installata l'ISDN e Telecom non ha posto nessun problema e ha proceduto all'installazione, imputandomi il costo di installazione (200.000) e la maggiorazione sul normale costo telefonico per linea analogica. La sera stessa al mio rientro dall'ufficio collego il modem alla borchia, ansioso di provare la linea e con mio rammarico la linea non funziona! Il giorno dopo, Sabato, telefono al 187 e spiego il problema e mi dicono che manderanno qualcuno il Lunedi, il tecnico si presenta al Martedi e mi fa una confidenza: la linea ISDN con le linee aeree non funzionera' mai bene.....
Detto, fatto! Trascorrono 2 mesi di linea che funziona a settimane alterne e mi cambiano la borchia per ben 3 volte!! Stanco di questa cosa, visto che le bollette continuavano arrivare puntuali comprensive di ISDN, mando A/R chiedendo la disdetta del servizio e il rimborso del canone relativo. Le bollette continuano ad arrivare come se niente fosse e dopo circa 2 mesi mi rifaccio sentire alla sede Telecom di Firenze che mi dice di non avere ricevuto nessuna lettera A/R, eppure il talloncino mi e' stato consegnato firmato!! Mi dicono di farne un'altra dove chiedo ancora la disinstallazione e il rimborso.
Pochi giorni dopo un impiegato della Telecom di Firenze mi chiama e mi dice che comunque dovro' pagare un anno di canone come se avessi avuto il servizio regolare e che mi verra' rimborsato solo il periodo "dei problemi alla linea". Nel frattempo sono costretto a fare i piani per trasferirmi altrove, a un mese dalla mia partenza passano a rimuovermi la borchia (5 mesi dopo dalla richiesta).
Ricevo una fattura di accredito dell'importo relativo a 2 mesi di disservizio pochi giorni dopo.
Ora vivo in un'altra regione e 2 giorni fa mi vedo recapitare a casa la lettera di uno studio legale di Firenze che lavora per Telecom dove mi si intimida a pagare la stessa cifra del risarcimento, definito da loro inadempiente all pagamento di alcune fatture legate al numero telefonico che possedevo quando abitavo a Firenze, senza nessun riferimento alle precise fatture, numeri e periodi e aggiungono che se ENTRO 10 GIORNI non provvedo al pagamento procederanno alla querela nei miei confronti!!!!
Consigliatemi voi cosa devo fare...vi prego.
Grazie per l'attenzione.

Risposta ADUC
Non indica a quando risalga il suo soggiorno fiorentino: sarebbe utile poter chiarire anche questo aspetto, per verificare il caso in cui la richiesta fosse eventualmente gia' prescritta.
Infatti, grazie alla raccomandata A/R da lei a suo tempo inviata a Telecom, potrebbe contestare la legittimita' della pretesa adesso avanzata, dimostrando come la risoluzione del contratto sia stata richiesta a seguito della violazione contrattuale subita.
Il problema e' infatti questo: e' ammissibile che alcune centraline non "tengano" l'Isdn, ma in tal caso non avrebbero dovuto venderle il servizio. Avendolo fatto, erano tenuti a fornirglielo.
Formalmente, loro le hanno disattivato il servizio a seguito di recesso, ma in realta' avrebbe dovuto richiedere l'annullamento con addebito. Temiamo che invece possa anche lei aver omesso di contestare adeguatamente le richieste a suo tempo: verifichi che cosa risulta dagli atti che ha in mano -inoltrati a suo tempo da Telecom.
In caso la richiesta adesso pervenutale fosse una lettera semplice, conviene ignorarla.
Se invece si trattasse di una raccomandata A/R, e' indispensabile che lei contesti, facendo presente il motivo per cui la risoluzione contrattuale e' stata a suo tempo da lei pretesa e rilevando come la violazione sia addebitabile a chi ha omesso di fornire il servizio, conseguentemente diffidando dal reiterare richieste indebite.
Il passo successivo, dovra' necessariamente essere quello di rivolgersi al giudice di pace.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →