Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 novembre 2001
Domanda 22 novembre 2001
Subject: La Telecom perseguita gli ex utenti...
Alla Vostra cortese attenzione.
Abito a Bologna e avrei una piccola grana che non so come risolvere. Spero in qualche Vostro utile consiglio. Ringrazio anticipatamente per la gentile disponibilita'
In data 07 novembre ricevo due lettere da parte della "Toscana recupero crediti extragiudiziari".
In pratica mi viene comunicato che la Tim ha dato incarico di recuperare i seguenti importi:
Lire 1.385.434 per bollette non pagate di un tele drin
Lire 298.185 per bollette non pagate di un abbonamento di telefonia mobile Etacs.
Inoltre vengo avvisato che, tempo dieci giorni, se non pago si provvedera' all'esazione domiciliare del credito con ulteriore pregiudizio economico.
In data 09 novembre prima chiamo la societa' "Toscana" per avere chiarimenti al riguardo e mi viene semplicemente detto che hanno ricevuto l'incarico da parte della Tim; ma per avere ulteriori chiarimenti circa il periodo a cui si riferiscono le bollette e altre informazioni dovevo chiamare il 119 Prontamente telefono e mi risponde l'operatore (ore 16, 30 del 09 novembre operatore Davide, codice - Mir 30 -). Il problema esposto e' il seguente: nel 93 ho preso il teledrin, disdetto poi nel 94 perche' passato a un telefono cellulare. Nel 94 si poteva attivare e utilizzare un cellulare solamente se si aveva un recapito telefonico domestico a proprio nome, che ovviamente non avevo, vivendo all'epoca in casa dei miei genitori, e tuttora vivo in casa dei miei genitori, e quindi presi il cellulare aprendo un contratto a nome di mia madre (contratto stipulato da lei in persona), intestataria della linea telefonica di casa. Logicamente si sono pagate sempre regolarmente le bollette per il servizio del cellulare e il contratto venne disdetto nel luglio 96 perche' passai alla telefonia GSM vista la praticita' delle carte ricaricabili. Come logicamente avevo disdetto oramai da due anni il teledrin perche' passando al cellulare era praticamente inutile. L'importo di lire 298.185, riferito a pagamenti non effettuati di bollette del cellulare, viene addebitato a me, ma se la linea telefonica non era a mio nome, e mai lo e' stata, perche'? E comunque tutte le bollette sono state regolarmente pagate.
Mentre per quanto riguarda il teledrin: mi vengono richiesti i pagamenti del 4, 5, 6 bimestre del 96, 1 e 2 bimestre del 97 per quanto riguarda i pagamenti del 4, 5, 6 bimestre del 96 e 1 del 97 ho il bollettino del pagamento. Mi manca solo il bollettino che attesti il pagamento dell'ultimo bimestre che mi viene addebitato (del 2 bimestre 96; altro punto oscuro e' che questo ultimo pagamento e' cinque volte maggiore rispetto alla norma; ossia il costo normale bimestrale era di 105.000 lire per diventare poi 550.000..???) Solo che gia' all'epoca avevo disdetto da tempo il contratto, fu fatta una diffida alla Mediofactoring, societa' incaricata all'epoca dalla Tim per avere i pagamenti, ma alla fine per non andare avanti all'infinito furono saldati gli importi richiesti e si mando' a quel paese sia la Tim che la Mediofactoring. E dopo CINQUE anni ritorna la Tim alla carica con le sue assurde richieste. Ma non e' finita Quando ho chiamato il 119, ore 16 e qualcosa di venerdi' 09 novembre, per avere informazioni e la documentazione via fax, almeno per sapere importi esatti e periodi, mi fu assicurato che entro due tre giorni avrei ricevuto il tutto (questo sempre da parte dell'operatore Mir 30), ossia entro, al massimo, lunedi' 12 novembre. Giovedi' 15 non avendo ricevuto piu' nessuna comunicazione richiamo il 119 e mi risponde, verso le 16 50, l'operatore Miq 84, Valeria. Dopo aver ripetuto da capo il tutto mi sento dire che dalla Tim non posso avere assolutamente nessun tipo di documentazione e che l'atro operatore, Davide o Mir 30, si era sbagliato. E gia' per incompetenza loro ho perso diversi giorni. Su mia insistenza l'operatore Miq 84 risponde che la documentazione e' in mano alla Toscana. Sinceramente vorrei in mano, anche se faxato o fotocopiato, le bollette o le fatture, altrimenti mi sembra una truffa sentirmi dire " devi questi soldi ma non ti mostro il motivo, non ti fornisco le bollette per avere un riferimento; questo e' l'importo, pagalo e basta!" Alle 17, 10 chiamo la "Toscana" e risponde l'operatore Silvia. Rispiego il tutto e solo su insistenza mi vengono forniti i numeri delle varie fatture, gli importi e i periodi di riferimento, ma quando richiedo la documentazione a livello concreto, ripeto che un semplice fax non credo sia richiesta assurda, mi viene rifiutata. E mi viene solamente suggerito di arrangiarmi con la Tim, anche perche' oltre quelle informazioni altro non avrei ricevuto.
Alle 17 30 richiamo il 119 e risponde l'operatore Salvo - Pan 79- al quale rispiego il tutto con incluse le ultime indicazioni ricevute dalla cortese operatrice della "Toscana". Risponde vagamente che bisogna fare delle ricerche, fornendomi solo informazioni vaghe ma dopo mia estenuante richiesta mi viene assicurato che l'ufficio di competenza e' appena stato informato, visto il " caso complicato", e verro' contattato entro breve, brevissimo tempo.
Oggi e' il 21 novembre e in teoria sono gia' sotto provvedimento di esazione domiciliare del credito. Causa incompetenza di entrambe le societa', dove entrambe scaricavano il tutto all'altra (vedi richiesta fatture, informazioni o precisazioni).
Mi rivolgo alla vostra competenza, e cortese attenzione, per avere quale lume su come agire. Distinti saluti.

Risposta ADUC
Premesso che -salvo il caso in cui siano decorsi oltre 5 anni (nel qual caso potra' opporre la prescrizione cosi' sopravvenuta)- dovra' pagare le cifre per cui non e' possibile dimostrare l'avvenuto saldo, ma ha comunque diritto ad acquisire gli atti dimostrativi del credito.
Invii una raccomandata A/R, alla societa' di recupero nonche' a Tim, intimando di fornirle copia degli atti dimostrativi della pretesa avanzata. Detti un termine di 15gg. entro cui provvedere, specificando che una volta dimostrato il credito provvedera' al pagamento, ma avvisando che se non le fornissero adeguate indicazioni, li diffida dal reiterare pretese in tal caso indebite, riservandosi di adire le vie legali.
Potra' poi rivolgersi in giudizio, davanti al giudice di pace, opponendo o la gia' citata prescrizione oppure gli ulteriori elementi di contestazione. Ad esempio, gli estremi delle raccomandate A/R di disdetta.
Per quanto attiene la richiesta pervenuta a lei e non a sua madre, puo' sicuramente contestare la pretesa (se lei non risultasse come coobbligato): ma valuti se realmente questo conviene. Infatti, se sua madre rischia di dover realmente pagare, tanto vale evitarle il problema.
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