Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 ottobre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Cara Aduc,
scrivo perche' sto per acquistare casa (o meglio, avrei gia' dovuto acquistare casa) e purtroppo ho avuto la sfortuna di imbattermi in una schiera di professionisti incompetenti. Veniamo ai fatti. A luglio contatto l'agenzia immobiliare che aveva pubblicato un annuncio relativo ad un appartamento sito in Milano: fisso un appuntamento, prendo visione dell'immobile, mi piace e cosi' lo 'blocco' con una proposta d'acquisto e una caparra di 5 mln. Tutto rimandato a dopo le ferie d'agosto pero'. A settembre la mia proposta viene accettata dalla presunta proprietaria e si fa il compromesso con il contestuale versamento da parte mia di uleriori 20 mln (tot. 25 mln di caparra) . Fissiamo la data del rogito per la meta' di ottobre e mi affido (purtroppo) all'agenzia per la scelta del notaio. L'agenzia mi da' una serie di documenti che avrebbero dovuto attestare la proprieta' dell'immobile, tra cui una sentenza di separazione del tribunale di Milano (del 1999) che assegna il 50% dell'immobile dell'ex marito alla ex moglie - da cui sto acquistando. Arriviamo al giorno del rogito e l'agenzia mi informa (ma se non mi fossi recato io da loro non l'avrebbero neanche fatto) che sara' presente anche l'ex marito perche' sulla sentenza del tribunale di cui sopra non sono riportati gli estremi catastali dell'immobile, per cui e' richiesta anche la sua firma. La cosa mi insospettisce per cui vado personalmente al catasto (l'agenzia non si e' mai curata di fare una visura!!!) dove risulta che l'immobile e' ancora proprieta' per il 50% ciascuno, dei due ex coniugi. Per vederci ulteriormente chiaro vado in conservatoria e li' risulta invece che la proprieta' e' 100% della moglie. Sento il mio avvocato per avere delucidazioni e questi mi informa che la sentenza del tribunale non e' un atto sufficiente a trasferire la proprieta' dall'ex marito alla ex moglie. Arrivo in banca dove ho appuntamento, per rogitare, con la parte venditrice, il notaio e l'agenzia e chiedo delucidazioni: 1) l'avvocato della signora nel '99 aveva fatto fare la trascrizione in conservatoria sulla base della sentenza del tribunale; 2) il notaio aveva gia' redatto l'atto indicando come parte venditrice sia la signora con cui ho avuto sempre a che fare, sia l'ex marito - mai visto prima d'allora -, perche' detentore del 50 % (come mi aveva gia' chiarito il mio avvocato) ma non sapeva che in conservatoria era stata - erroneamente - trascritta la proprieta' dell'immobile al 100% a favore della signora; 3) l'agenzia spingeva perche', data la presenza dell'ex marito, disposto a firmare, io sottoscrivessi il rogito. Io mi sono rifiutato di firmare un atto che era in contrasto non solo con la sentenza del tribunale di Milano, ma anche con tutti i documenti per l'acquisto (proposta e compromesso) firmati in precedenza in cui compariva il solo nome della ex moglie. Ho chiesto - andando incontro alle rimostranze dell'agenzia - che prima si regolarizzasse la situazione tra i due ex coniugi con un atto notarile che desse forza legale alla sentenza del tribunale e che venisse fatta la nuova, regolare trascrizione prima di incontrarci nuovamente e rogitare, stavolta solo con la moglie. Ora, a parte l'incompetenza - nell'ordine - dell'avvocato della signora che ha chiesto una trascrizione illecita, dell'impiegato della conservatoria che ha effettuato la trascrizione, del notaio che non ha verificato la trasparenza della situazione, io sono piuttosto arrabbiato con l'agenzia. Come fanno questi signori a vendere un immobile quando non si curano neanche di verificarne la proprieta'? Ora, a parte i 1000 problemi e i danni economici che sono derivati dallo slittamento della data del rogito (devo lasciare l'appartamento in affitto dove attualmente risiedo, ho dovuto rimandare tutti i lavori necessari per abitare l'immobile in oggetto, la consegna dei mobili etc.) che posso anche trascurare, quello che assolutamente non voglio fare e' pagare l'agenzia. D'altra parte l'unico documento che io ho firmato ed in cui mi impegno a corrispondere una provvigione (concordata in 7 mln) all'agenzia e' la proposta d'acquisto: io avrei dovuto pagarla nel momento in cui la parte venditrice avrebbe accettato la mia proposta. La proposta pero', a mio giudizio, non e' stata accettata dalla proprieta' ma da chi deteneva, a quella data, solo il 50%! L'agenzia, a garanzia di pagamento, ha in mano un mio assegno che pero' ho intestato a me stesso e che non puo', quindi, incassare. Chiedo a voi cosa devo fare, come mi devo comportare?
Sarebbe inoltre gradito un vostro commento a tutta la vicenda. Ringraziando in anticipo vi faccio i complimenti per l'estrema chiarezza ed utilita' del sito.
RICHIESTA - Cara Aduc,
scrivo perche' sto per acquistare casa (o meglio, avrei gia' dovuto acquistare casa) e purtroppo ho avuto la sfortuna di imbattermi in una schiera di professionisti incompetenti. Veniamo ai fatti. A luglio contatto l'agenzia immobiliare che aveva pubblicato un annuncio relativo ad un appartamento sito in Milano: fisso un appuntamento, prendo visione dell'immobile, mi piace e cosi' lo 'blocco' con una proposta d'acquisto e una caparra di 5 mln. Tutto rimandato a dopo le ferie d'agosto pero'. A settembre la mia proposta viene accettata dalla presunta proprietaria e si fa il compromesso con il contestuale versamento da parte mia di uleriori 20 mln (tot. 25 mln di caparra) . Fissiamo la data del rogito per la meta' di ottobre e mi affido (purtroppo) all'agenzia per la scelta del notaio. L'agenzia mi da' una serie di documenti che avrebbero dovuto attestare la proprieta' dell'immobile, tra cui una sentenza di separazione del tribunale di Milano (del 1999) che assegna il 50% dell'immobile dell'ex marito alla ex moglie - da cui sto acquistando. Arriviamo al giorno del rogito e l'agenzia mi informa (ma se non mi fossi recato io da loro non l'avrebbero neanche fatto) che sara' presente anche l'ex marito perche' sulla sentenza del tribunale di cui sopra non sono riportati gli estremi catastali dell'immobile, per cui e' richiesta anche la sua firma. La cosa mi insospettisce per cui vado personalmente al catasto (l'agenzia non si e' mai curata di fare una visura!!!) dove risulta che l'immobile e' ancora proprieta' per il 50% ciascuno, dei due ex coniugi. Per vederci ulteriormente chiaro vado in conservatoria e li' risulta invece che la proprieta' e' 100% della moglie. Sento il mio avvocato per avere delucidazioni e questi mi informa che la sentenza del tribunale non e' un atto sufficiente a trasferire la proprieta' dall'ex marito alla ex moglie. Arrivo in banca dove ho appuntamento, per rogitare, con la parte venditrice, il notaio e l'agenzia e chiedo delucidazioni: 1) l'avvocato della signora nel '99 aveva fatto fare la trascrizione in conservatoria sulla base della sentenza del tribunale; 2) il notaio aveva gia' redatto l'atto indicando come parte venditrice sia la signora con cui ho avuto sempre a che fare, sia l'ex marito - mai visto prima d'allora -, perche' detentore del 50 % (come mi aveva gia' chiarito il mio avvocato) ma non sapeva che in conservatoria era stata - erroneamente - trascritta la proprieta' dell'immobile al 100% a favore della signora; 3) l'agenzia spingeva perche', data la presenza dell'ex marito, disposto a firmare, io sottoscrivessi il rogito. Io mi sono rifiutato di firmare un atto che era in contrasto non solo con la sentenza del tribunale di Milano, ma anche con tutti i documenti per l'acquisto (proposta e compromesso) firmati in precedenza in cui compariva il solo nome della ex moglie. Ho chiesto - andando incontro alle rimostranze dell'agenzia - che prima si regolarizzasse la situazione tra i due ex coniugi con un atto notarile che desse forza legale alla sentenza del tribunale e che venisse fatta la nuova, regolare trascrizione prima di incontrarci nuovamente e rogitare, stavolta solo con la moglie. Ora, a parte l'incompetenza - nell'ordine - dell'avvocato della signora che ha chiesto una trascrizione illecita, dell'impiegato della conservatoria che ha effettuato la trascrizione, del notaio che non ha verificato la trasparenza della situazione, io sono piuttosto arrabbiato con l'agenzia. Come fanno questi signori a vendere un immobile quando non si curano neanche di verificarne la proprieta'? Ora, a parte i 1000 problemi e i danni economici che sono derivati dallo slittamento della data del rogito (devo lasciare l'appartamento in affitto dove attualmente risiedo, ho dovuto rimandare tutti i lavori necessari per abitare l'immobile in oggetto, la consegna dei mobili etc.) che posso anche trascurare, quello che assolutamente non voglio fare e' pagare l'agenzia. D'altra parte l'unico documento che io ho firmato ed in cui mi impegno a corrispondere una provvigione (concordata in 7 mln) all'agenzia e' la proposta d'acquisto: io avrei dovuto pagarla nel momento in cui la parte venditrice avrebbe accettato la mia proposta. La proposta pero', a mio giudizio, non e' stata accettata dalla proprieta' ma da chi deteneva, a quella data, solo il 50%! L'agenzia, a garanzia di pagamento, ha in mano un mio assegno che pero' ho intestato a me stesso e che non puo', quindi, incassare. Chiedo a voi cosa devo fare, come mi devo comportare?
Sarebbe inoltre gradito un vostro commento a tutta la vicenda. Ringraziando in anticipo vi faccio i complimenti per l'estrema chiarezza ed utilita' del sito.
Risposta ADUC
In realta', piu' che dalla promessa di vendita, l'obbligo alla provvigione deriva dal dato di fatto di essere stati messi in contatto col venditore dall'agente, che in questo ha assolto il suo compito: l'agenzia risponde direttamente delle mancanze e delle irregolarita' di cui e' a conoscenza ma -se mi dice che addirittura un notaio si e' sbagliato- ci pare difficile colpevolizzare l'agenzia per aver creduto alle trascrizioni. Ci pare piu' grave, eventualmente, che l'addetto alla conservatoria abbia effettuato la trascrizione se realmente immotivata (dipende da che cosa prevedesse in effetti quella sentenza, la quale in realta' puo' costituire valido atto esecutivo di trasferimento: si suppone che cosi' non sia in questo caso, visto che il giudice si e' limitato ad assegnare -ma in che termini?- la casa, non a conclamare il trasferimento di proprieta') . Ma non ci pare possibile biasimare l'agenzia a fronte di una trascrizione regolarmente accettata e riportata nei registri immobiliari. Ne' fa fede il catasto: visti i ritardi, e' quasi un miracolo trovare trascrizioni regolari. Pertanto, se il trasferimento avverra', la corresponsione della mediazione e' dovuta.
Consigliamo di rivolgersi, pero', al Ruolo Mediatori: non e' detto che non siano (studiando direttamente gli atti) rilevabili delle responsabilita' anche per l'agenzia: nel qual caso, tramite il ruolo sarebbe possibile far pressione sull'agenzia per ottenere una riduzione delle spettanze.
Consigliamo di rivolgersi, pero', al Ruolo Mediatori: non e' detto che non siano (studiando direttamente gli atti) rilevabili delle responsabilita' anche per l'agenzia: nel qual caso, tramite il ruolo sarebbe possibile far pressione sull'agenzia per ottenere una riduzione delle spettanze.
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