Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 agosto 2001
Subject: CONTATORE ITALGAS CHE NON SEGNA CONSUMO.
Buon giorno, abito in un comune della Provincia di Pordenone, posseggo una casa ed utilizzo il gas di citta' per l'impianto di riscaldamento e la cottura dei cibi.
Il mio fornitore e' l'italgas. Nel mese di dicembre dello scorso anno, vengo informato dall'Italgas che il mio contatore non ha segnato il consumo del gas dal 01.10.1999 e che entro qualche giorno avrebbero provveduto alla sostituzione dello stesso. Cosi' infatti e' avvenuto, in data 5.01.2001 i tecnici Italgas provvedono alla sostituzione.
Dopo qualche mese, precisamente in data 31.07.2001, giunge a casa mia una raccomandata dell'azienda che eroga il servizio, informandomi che il loro consumo stimato per il periodo di mancato funzionamento del contatore e' di mc. 3150, che decurtato quanto da loro gia' fatturato in precedenza pari a mc.1589, da un conguaglio da fatturare di 1561 mc. Per nulla convinto del conteggio effettuato da Italgas, telefono all'ufficio competente per chiedere informazioni circa il metodo di calcolo di quanto indicato. La risposta e' stata praticamente questa: loro hanno un metodo basato su rapporto tra la somma dei consumi standard giornalieri (per mese) per il periodo di fermo contatore e la analoga somma riferita al periodo di riscontro consumi. Per nulla convinto di questa risposta, in considerazione del fatto che l'Italgas provvede alla fatturazione su consumi stimati e quasi mai su rilevamenti effettivi, (non si sarebbe altrimenti spiegato il ritardo con cui si sono accorti che il contatore non conteggiava i mc. di gas erogati dal 1.10.1999 al 5.01.2001), il sottoscritto si crea una tabella riepilogativa dei consumi giornalieri degli ultimi anni, periodo nella quale il contatore funzionava, e dal 5 gennaio 2001 (data del cambio contatore) alla data odierna. Il calcolo delle medie giornaliere, risulta essere per l'anno 97-98 di 6, 26 mc/gg, per l'anno 98-99 di 6, 79 mc/gg e per il primo periodo del 2001 di 5, 71 mc/gg. Tenendo presente che nell'anno precedente ho provveduto ad installare nella mia abitazione, al fine di diminuire i consumi energetici, un caminetto termoventilato ed una pompa di calore, ribadisco per iscritto all'Italgas che la media di 5, 71 mc/gg, rispetto alle medie precedenti e' il risultato dell'installazione delle fonti di calore alternative al gas. Quindi riformulo il calcolo del conguaglio in mc. 2638 per il periodo dal 01.10.1999 al 05.01.2001 anziche' 3150, che detratti gli acconti gia' fatturati per mc. 1589, da un conguaglio di mc. 1077 ancihe' di mc.1561. L'Italgas, con raccomandata del 22.08.2001, non ha accettato la mia tesi ed intende procedere con il conguaglio da loro gia' calcolato. Chiedo alla Vs. associazione se mi puo' informare su situazioni analoghe verificatesi con altri utenti e se esiste un metodo corretto per il calcolo di quanto non segnato da un contatore. Nell'attesa di una Vs. risposta porgo distinti saluti.
Buon giorno, abito in un comune della Provincia di Pordenone, posseggo una casa ed utilizzo il gas di citta' per l'impianto di riscaldamento e la cottura dei cibi.
Il mio fornitore e' l'italgas. Nel mese di dicembre dello scorso anno, vengo informato dall'Italgas che il mio contatore non ha segnato il consumo del gas dal 01.10.1999 e che entro qualche giorno avrebbero provveduto alla sostituzione dello stesso. Cosi' infatti e' avvenuto, in data 5.01.2001 i tecnici Italgas provvedono alla sostituzione.
Dopo qualche mese, precisamente in data 31.07.2001, giunge a casa mia una raccomandata dell'azienda che eroga il servizio, informandomi che il loro consumo stimato per il periodo di mancato funzionamento del contatore e' di mc. 3150, che decurtato quanto da loro gia' fatturato in precedenza pari a mc.1589, da un conguaglio da fatturare di 1561 mc. Per nulla convinto del conteggio effettuato da Italgas, telefono all'ufficio competente per chiedere informazioni circa il metodo di calcolo di quanto indicato. La risposta e' stata praticamente questa: loro hanno un metodo basato su rapporto tra la somma dei consumi standard giornalieri (per mese) per il periodo di fermo contatore e la analoga somma riferita al periodo di riscontro consumi. Per nulla convinto di questa risposta, in considerazione del fatto che l'Italgas provvede alla fatturazione su consumi stimati e quasi mai su rilevamenti effettivi, (non si sarebbe altrimenti spiegato il ritardo con cui si sono accorti che il contatore non conteggiava i mc. di gas erogati dal 1.10.1999 al 5.01.2001), il sottoscritto si crea una tabella riepilogativa dei consumi giornalieri degli ultimi anni, periodo nella quale il contatore funzionava, e dal 5 gennaio 2001 (data del cambio contatore) alla data odierna. Il calcolo delle medie giornaliere, risulta essere per l'anno 97-98 di 6, 26 mc/gg, per l'anno 98-99 di 6, 79 mc/gg e per il primo periodo del 2001 di 5, 71 mc/gg. Tenendo presente che nell'anno precedente ho provveduto ad installare nella mia abitazione, al fine di diminuire i consumi energetici, un caminetto termoventilato ed una pompa di calore, ribadisco per iscritto all'Italgas che la media di 5, 71 mc/gg, rispetto alle medie precedenti e' il risultato dell'installazione delle fonti di calore alternative al gas. Quindi riformulo il calcolo del conguaglio in mc. 2638 per il periodo dal 01.10.1999 al 05.01.2001 anziche' 3150, che detratti gli acconti gia' fatturati per mc. 1589, da un conguaglio di mc. 1077 ancihe' di mc.1561. L'Italgas, con raccomandata del 22.08.2001, non ha accettato la mia tesi ed intende procedere con il conguaglio da loro gia' calcolato. Chiedo alla Vs. associazione se mi puo' informare su situazioni analoghe verificatesi con altri utenti e se esiste un metodo corretto per il calcolo di quanto non segnato da un contatore. Nell'attesa di una Vs. risposta porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
Dubitiamo che qualcuno possa darle una risposta: l'unico modo e' realmente quello di tentare un accordo rivolgendosi al giudice di pace -provando prima di tutto con un tentativo di conciliazione.
La difficolta' ci pare quella di sostenere la riduzione dei consumi a fronte dell'esistenza di fonti alternative: dimostrare in modo inequivocabile la data d'installazione le sara' sicuramente di aiuto, ma non costituisce prova provata, bensi' presunzione di riduzione. Suggeriamo di trovare un accordo a meta', se possibile. Del resto, se loro non si sono accorti del blocco, non se ne e' reso conto neanche lei: sicuramente e' corresponsabile.
Si rivolga pertanto al giudice di pace e tenti la conciliazione: gli uffici riaprono il 15/9 e prima provvede meglio e'.
La difficolta' ci pare quella di sostenere la riduzione dei consumi a fronte dell'esistenza di fonti alternative: dimostrare in modo inequivocabile la data d'installazione le sara' sicuramente di aiuto, ma non costituisce prova provata, bensi' presunzione di riduzione. Suggeriamo di trovare un accordo a meta', se possibile. Del resto, se loro non si sono accorti del blocco, non se ne e' reso conto neanche lei: sicuramente e' corresponsabile.
Si rivolga pertanto al giudice di pace e tenti la conciliazione: gli uffici riaprono il 15/9 e prima provvede meglio e'.
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