Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 agosto 2001
Domanda 10 agosto 2001
Subject: Qualche informazione: in riferimento ad una vostra risposta del 6 agosto, pur lodando il vostro encomiabile servizio gratuito, vi ho trovato particolarmente disinformati e vaghi, e allora mi permetto di inviarvi un articolo relativo ad una indagine giornalistica di un programma Rai.
Buon lavoro.
"Il latte piu' caro del mondo" di Stefania Rimini
Tratto da: "I "perché?" di Report" domenica 1 ottobre 2000 ore 23 - Rai 3
http://www.report.rai.it/servizio.asp?s=11 - aggiornamentihttp://www.report.rai.it/servizio.asp?s=11 - aggiornamenti
Altri servizi della puntata-Lavori in autostrada -Limite di velocita' -Farmacie comunali in vendita -Vaccini al mercurio
Sembra che in tutta Europa il latte in polvere per i neonati costi un terzo o la meta' di quello che costa qui da noi. Il latte artificiale e' quello che si da' ai poppanti quando la mamma non puo' o non vuole allattare al seno.
Ma perche' solo noi in Italia i biberon li dobbiamo pagare a peso d'oro?
Andiamo a vedere....Entriamo in una farmacia e chiediamo se hanno del latte artificiale per neonati.
La farmacista, Elena Olivieri, mi fa vedere che ce n'e' di diverse marche: il latte 1, quello che si da' ai piccolissimi, e' presente nelle confezioni col marchio Humana, Plasmon, Nutrilon Premium, Miltina, Similac, Aptamil, Nidina e Mellin.
Le confezioni hanno diverso peso, ma al chilo si va dalle 56 alle 70 mila lire.
Praticamente un grammo di latte artificiale per i neonati costa circa 60 lire, che e' come dire, piu' del prosciutto crudo. Al ritmo di 6 poppate quotidiane, una mamma puo' arrivare a spendere oltre 8000 lire al giorno e questo significa che un lattante italiano si succhia circa 240 mila lire al mese di latte artificiale, perlomeno nei primi mesi, quando il latte che gli si da' e' quello piu' caro. Ma ora andiamo in Germania, a vedere se e' vero che lo stesso latte costa molto meno che da noi. Arriviamo a Monaco. Entriamo in una farmacia e vediamo quanto lo fanno pagare qui il latte in polvere per i neonati. Il farmacista, Vladimir Vischer, mi dice che loro in Germania non vendono il latte in polvere in farmacia, perche' e' troppo caro, nessuno lo vorrebbe, dato che si trova piu' convenientemente nelle drogherie in grande distribuzione. Seguo le indicazioni del farmacista e vado alla drogheria dietro l'angolo; e' una specie di supermercato di detersivi e sanitari e vendono anche il latte artificiale......eccolo qua.
Il latte Humana 1, che nella farmacia italiana costa 61 mila lire al chilo, qui in Germania costa 13 marchi e 95, cioe' circa 14 mila lire in confezione da 900 grammi. E il bello e' che le vacche che lo producono sono sempre le stesse: allevate in fattorie, in Germania. Infatti quasi tutte le aziende che commercializzano latte artificiale non lo producono in Italia, ma lo importano. Allora lo chiedo ad un importatore se trasportare una confezione dalla Germania all'Italia costa 40 mila lire. "I puri costi di trasporto incidono circa per il 4%" mi dice Michele Manuzzi, della Sicura Srl di Cesena, che importa e commercializza latte in polvere. Se il trasporto e' il 4%, da 15 mila lire arriviamo a 15 mila e seicento. E il resto? Teniamo pure conto che in Italia questo latte non e' venduto nei supermercati ma solo nelle farmacie. Quanto bisogna aggiungere? "La differenza tra la farmacia e i supermercati nei costi di distribuzione e' di circa il 10%" dice Michele Manuzzi. Aggiungiamocelo il 10 % per portare il latte nella farmacia di montagna. E siamo arrivati a 17.100 lire. E le altre 37 mila e nove, sono tutte guadagno? Lo chiedo proprio all'Humana. Al telefono mi passano un dirigente, che mi risponde che sul motivo di questi differenziali di prezzo l'Humana preferisce non dare interviste, per via della questione con l'Antitrust.
Non parlano per via dell'Antitrust? Perche', che cosa ha fatto l'Antitrust?
Andiamoli a sentire. L'Antitrust ha dato 6 miliardi di multa alle aziende produttrici di latte in polvere: Humana, Nestle' Italia, Heinz Italia, Milupa, Nutricia e Abbott. Perche'?
"Le aziende si erano accordate per vendere soltanto in farmacia e non nella grande distribuzione" spiega il segretario dell'Antitrust Rita Ciccone. "Abbiamo trovato prove documentali di un accordo. Questo ovviamente non si puo' fare".
Ma i prezzi del latte artificiale in farmacia sono rimasti gli stessi. E allora a cosa e' servita la multa da 6 miliardi?
Vado a vedere in un supermercato, l'Esselunga di Bologna: e' vero. Il latte per neonati adesso lo vendono anche qui. Prendiamo per esempio il latte Nidina 1 della Nestle': sembra che il prezzo sia calato, ma attenzione: la confezione non e' da un chilo, e' da 800 grammi, per cui in realta' e' addirittura piu' caro che in farmacia: 60 mila lire al chilo al posto di 56.
Ecco a che cosa e' servita la multa da 6 miliardi dell'Antitrust: tra un supermarket tedesco e uno italiano la differenza e' ancora di 39 mila lire.
La scusa non sara' mica che in Italia nascono pochi bambini?
Ma alle 18,30 di venerdi' 29 settembre, a servizio chiuso, a due mesi dalla mia richiesta di spiegazioni, i legali della Humana ci comunicano che la questione e' attualmente all'esame dell'autorita' giudiziaria competente e che le formule dei prodotti venduti in Germania sono diverse da quelle dei prodotti commercializzati in Italia. Ne diamo resoconto per completezza di informazione, riservandoci di verificare per darne in seguito conferma o smentita ai nostri telespettatori.
Informazioni aggiuntive sul latte in polvere del: 22/12/2000.
Torniamo al latte artificiale per i neonati. In Italia un chilo costa in media 60 mila lire, mentre in Germania il latte per i neonati si compra con 14-15 mila lire. Tenendo conto dei costi di trasporto dalla Germania e dei costi di distribuzione nelle farmacie, abbiamo constatato che tra il prodotto italiano e quello tedesco resta ancora una differenza di 39 mila lire. Ci siamo chiesti: é tutto guadagno? Uno dei produttori, l'Humana, ci ha inviato un fax precisando che la formula dei prodotti commercializzati in Germania é diversa da quella dei prodotti commercializzati in Italia. Abbiamo voluto verificare quest'informazione e quindi ci siamo rivolti a un laboratorio d'analisi chimiche per far confrontare i due latti, quello italiano e quello tedesco, cosi' come li descrive il produttore sull'etichetta.
"Nel latte tedesco sono presenti lo iodio e il manganese che in quello italiano non si trovano - nota il dottor Luigi Colombini, dei laboratori Neotron - per il resto, esclusa la carnitina, la composizione dei due latti si equivale"
Lasciamo perdere lo iodio e il manganese, visto che il latte italiano ne contiene meno, e concentriamoci sulla carnitina. In un chilo di latte italiano ce ne sono 210 mg che in quello tedesco non ci sono. E' possibile che le 39 mila lire di differenza siano dovute alla carnitina? Quanto costa la carnitina?
"La carnitina costa 1138 lire al grammo" - dice il dottor Pier Luigi Bertelli, specialista in scienze dell'alimentazione " per cui 210 mg di carnitina valgono 239 lire".
Quindi 39 mila lire meno le 239 di carnitina fanno 38.700 che rimangono ancora di differenza nel prezzo dei due latti. A questo punto ci siamo rivolti al produttore, l'Humana, gli abbiamo comunicato che avevamo fatto una verifica sulle formule e gli abbiamo chiesto di replicare con un'intervista. Ma l'Humana ha preferito non concederla e ci ha inviato invece un fax dove elenca le differenze nella composizione dei due latti in modo generico, senza dare nessuna cifra, e inserisce tra esse anche le proteine.
"Le proteine che si trovano in piu' nel latte italiano ammontano a un valore di 99,8 lire ogni 100 grammi" calcola il dottor Pier Luigi Bertelli. Se ne deduce che le proteine aggiuntive in un chilo di latte italiano "pesano" per 998 lire piu' Iva, ossia 1200 lire, che sommate alla carnitina fanno 1500 lire. Ma la differenza di prezzo tra i due latti non doveva dipendere dalle diverse formule?
Ebbene, il produttore nel fax ci dice che in Germania si vendono a prezzi pari o superiori anche i latti Nestlé, Nutricia e Milupa, ma questa non ci sembra una spiegazione. L'Humana ci dice inoltre che i prezzi praticati da loro sono tra i piu' bassi e che abbiamo confrontato due latti non comparabili, dato che quello tedesco é un latte di partenza e l'altro uno per prematuri. Ma sulla confezione italiana c'é scritto "latte per lattanti" e da nessuna parte abbiamo trovato l'indicazione che si tratta di un latte per prematuri. Infine, il produttore dice che, siccome in Italia si consuma poco latte artificiale, allora i prezzi salgono, e poi, siccome le mamme italiane vogliono i latti liquidi che deperiscono in fretta, il costo dei resi si scarica sul prezzo del latte in polvere.
Ma le differenze di prezzo non dovevano essere una questione di formule? Qui stiamo parlando di un prodotto essenziale. I genitori non hanno alcuna scelta, se vogliono far vivere i loro figli, devono comperare il latte artificiale e quindi, a questo punto si esige chiarezza. Che significa quando l'Humana scrive che nel nostro paese, diversamente dalla Germania, il consiglio di una formula per lattanti rappresenta un atto medico? I genitori che pagano il latte il triplo di quelli tedeschi, con chi se la devono prendere allora, con i pediatri? Con i medici degli ospedali? Aspettiamo che qualcuno abbia il coraggio di dirci la verita'.http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=11 

Risposta ADUC
La ringraziamo per la contestazione e per le precisazioni. Tuttavia, questo non cambia la natura del problema e la finalita' della risposta data: non e' questione -per quanto concerne la nostra precedente risposta- di quanto sia il prezzo. La finalita' della contestazione era di rilevare che e' senza senso paragonare realta' diverse: di questo siamo convinti e lo ribadiamo, trattandosi di un approccio errato -indipendentemente dal caso specifico. Attenzione pero' a non confondere "cartello" (che vuol dire accordo illegittimo) e prezzo: non fare cartelli non vuol dire avere prezzi alti, bensi' non applicare tutti il medesimo standard. Pertanto, per l'Antitrust i prezzi possono anche essere salatissimi: cio' che non devono fare e' essere tutti uguali.
In linea generale, molto spesso le lettere che ci vengono inviate esulano dal campo di interesse specifico di questo settore, che sono appunti i consigli legali, per cui le nostre risposte non possono che essere generiche o quanto meno poco incisive. Con i comunicati stampa o in altri settori del nostro sito vengono trattati e approfonditi argomenti di vario genere, ma non in Cara Aduc.
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