Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
1 giugno 2001
Subject: Spedizioni con corrieri
Buongiorno. Sono uno studente universitario. Da qualche mese seguo con molto interesse le avvertenze della ADUC, associazione che trovo efficiente, seria e puntuale. Ho inoltre gia’ sperimentato il servizio di assistenza chiedendo consiglio in merito ad un problema con l'assistenza per un telefono cellulare, trovandomi peraltro soddisfatto della risposta ricevuta. Scrivo oggi per un altro problema, in questo caso di entita’ decisamente piu’ consistente. In data 15 maggio, infatti, ho riportato il mio computer portatile (il cui costo di acquisto era di L. 4.250.000 circa un anno prima) presso il rivenditore da cui lo avevo acquistato, in quanto presentava un difetto di fabbricazione (poca cosa, per la verita’) e desideravo che il problema fosse risolto direttamente dal centro di assistenza di Milano, visto che il computer era ancora in garanzia (seppure per pochi giorni ancora). Il rivenditore ha provveduto tempestivamente a confezionare l'imballo con cui inviare il computer al centro di assistenza: per l'invio si e’ chiaramente avvalso di un corriere, nella fattispecie la SDA. A distanza di 15 giorni circa, come da accordi con il negoziante, richiamo per avere notizie del mio computer e... sorpresa! Non solo il portatile non e’ mai giunto a destinazione, ma il negoziante sta disperatamente cercando di avere notizie in merito al pacco in quanto, a detta della SDA, esso e’ andato perduto! Due giorni dopo l'invio, infatti, il rivenditore ha appurato telefonicamente che il computer non era giunto a destinazione e, allarmato, ha contattato il corriere, il quale ha confermato che, non solo il pacco non era giunto a Milano, ma non si trovavano nemmeno i documenti di spedizione, ne’ era dato di sapere dove si trovasse (e si trovi ora) il pacco, in quanto "la SDA non e’ una societa’ burocratizzata che fa controlli ad ogni stazione che i pacchi devono raggiungere". Al rivenditore, sempre piu’ allarmato, e’ stato risposto che c'e’ una procedura per i pacchi smarriti e che tutti questi pacchi vengono poi raccolti a Roma, in un centro apposito... ma in data 28 maggio il pacco non era ancora arrivato nemmeno a Roma! Parlando con il rivenditore ho quindi chiesto cosa si potesse fare per ottenere un risarcimento, visto che, a detta dello stesso negoziante, gli uffici della SDA parevano poco motivati a recuperare il pacco. La risposta che ho ricevuto mi ha lasciato di stucco: i termini definiti dalla legge per il risarcimento indicano che il cliente ha diritto ad una cifra pari a L.
12.000 per kilogrammo di peso del pacco smarrito! Anche se il contenuto vale pressappoco un milione al kilo? Purtroppo si’...
Questa scappatoia cui si aggrappano le ditte come la SDA non solo non mi dara’ la possibilita’ di rientrare in possesso del valore del computer, ma rappresenta per la ditta anche un indubbio disincentivo nel portare a termine le ricerche, visto che possono risparmiare molto di piu’ "risarcendomi" per lo smarrimento...Che cosa posso fare? La normativa in merito ai risarcimenti per lo smarrimento dei pacchi e’ proprio quella indicata dalla SDA? Non esiste alcuna legge che mi permetta di pretendere di riavere il pacco (quindi di sollecitare le ricerche) o di avere un rimborso meno "ridicolo"?
Grato per l'attenzione che vorrete eventualmente riservarmi, invio cordiali saluti.
Buongiorno. Sono uno studente universitario. Da qualche mese seguo con molto interesse le avvertenze della ADUC, associazione che trovo efficiente, seria e puntuale. Ho inoltre gia’ sperimentato il servizio di assistenza chiedendo consiglio in merito ad un problema con l'assistenza per un telefono cellulare, trovandomi peraltro soddisfatto della risposta ricevuta. Scrivo oggi per un altro problema, in questo caso di entita’ decisamente piu’ consistente. In data 15 maggio, infatti, ho riportato il mio computer portatile (il cui costo di acquisto era di L. 4.250.000 circa un anno prima) presso il rivenditore da cui lo avevo acquistato, in quanto presentava un difetto di fabbricazione (poca cosa, per la verita’) e desideravo che il problema fosse risolto direttamente dal centro di assistenza di Milano, visto che il computer era ancora in garanzia (seppure per pochi giorni ancora). Il rivenditore ha provveduto tempestivamente a confezionare l'imballo con cui inviare il computer al centro di assistenza: per l'invio si e’ chiaramente avvalso di un corriere, nella fattispecie la SDA. A distanza di 15 giorni circa, come da accordi con il negoziante, richiamo per avere notizie del mio computer e... sorpresa! Non solo il portatile non e’ mai giunto a destinazione, ma il negoziante sta disperatamente cercando di avere notizie in merito al pacco in quanto, a detta della SDA, esso e’ andato perduto! Due giorni dopo l'invio, infatti, il rivenditore ha appurato telefonicamente che il computer non era giunto a destinazione e, allarmato, ha contattato il corriere, il quale ha confermato che, non solo il pacco non era giunto a Milano, ma non si trovavano nemmeno i documenti di spedizione, ne’ era dato di sapere dove si trovasse (e si trovi ora) il pacco, in quanto "la SDA non e’ una societa’ burocratizzata che fa controlli ad ogni stazione che i pacchi devono raggiungere". Al rivenditore, sempre piu’ allarmato, e’ stato risposto che c'e’ una procedura per i pacchi smarriti e che tutti questi pacchi vengono poi raccolti a Roma, in un centro apposito... ma in data 28 maggio il pacco non era ancora arrivato nemmeno a Roma! Parlando con il rivenditore ho quindi chiesto cosa si potesse fare per ottenere un risarcimento, visto che, a detta dello stesso negoziante, gli uffici della SDA parevano poco motivati a recuperare il pacco. La risposta che ho ricevuto mi ha lasciato di stucco: i termini definiti dalla legge per il risarcimento indicano che il cliente ha diritto ad una cifra pari a L.
12.000 per kilogrammo di peso del pacco smarrito! Anche se il contenuto vale pressappoco un milione al kilo? Purtroppo si’...
Questa scappatoia cui si aggrappano le ditte come la SDA non solo non mi dara’ la possibilita’ di rientrare in possesso del valore del computer, ma rappresenta per la ditta anche un indubbio disincentivo nel portare a termine le ricerche, visto che possono risparmiare molto di piu’ "risarcendomi" per lo smarrimento...Che cosa posso fare? La normativa in merito ai risarcimenti per lo smarrimento dei pacchi e’ proprio quella indicata dalla SDA? Non esiste alcuna legge che mi permetta di pretendere di riavere il pacco (quindi di sollecitare le ricerche) o di avere un rimborso meno "ridicolo"?
Grato per l'attenzione che vorrete eventualmente riservarmi, invio cordiali saluti.
Risposta ADUC
La scappatoia non e' normativa, ma contrattuale: e, tutto sommato, e' legittima, in quanto il vettore non ha modo di sapere che cosa ci sia nel pacco che trasporta: per queste spedizioni occorrerebbe stipulare assicurazioni aggiuntive. Non farlo, ed appoggiarsi alle sole indicazioni contrattuali di base, e' effettivamente negligente.
Non sappiamo se lo Sda sia il corriere del negoziante o dell'assistenza: non e' stato lei ad affidarlo a questo corriere ed a scegliere le modalita' di trasporto. Nei suoi confronti sara' il negoziante a rispondere, il quale potra' poi rivalersi a sua volta sulla casa madre, sull'assistenza o sullo Sda, a seconda dei rapporti.
Dovrebbe contestare formalmente, tramite raccomandata A/R, indicano un termine (anche abbondante) entro cui provvedere alla restituzione del computer, alla sua sostituzione od al rimborso -del valore attuale- avvisando che in difetto fara' causa per danni -rivolgendosi a Camera di Commercio o giudice di pace.
Non sappiamo se lo Sda sia il corriere del negoziante o dell'assistenza: non e' stato lei ad affidarlo a questo corriere ed a scegliere le modalita' di trasporto. Nei suoi confronti sara' il negoziante a rispondere, il quale potra' poi rivalersi a sua volta sulla casa madre, sull'assistenza o sullo Sda, a seconda dei rapporti.
Dovrebbe contestare formalmente, tramite raccomandata A/R, indicano un termine (anche abbondante) entro cui provvedere alla restituzione del computer, alla sua sostituzione od al rimborso -del valore attuale- avvisando che in difetto fara' causa per danni -rivolgendosi a Camera di Commercio o giudice di pace.
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