Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 maggio 2001
Oggetto: richiesta di obbligatorieta' assicurazione supplementare per uscite scolastiche.
Sono la mamma di due ragazze e frequentano rispettivamente la classe 1 e la classe 3 presso la scuola media statale "Anna Frank" di Varese, il cui dirigente scolastico e' il prof. Giovanni Blasi.
All'inizio dell'anno scolastico la scuola ha richiesto il pagamento di un'assicurazione supplementare, che io non ho pagato, come avevo gia' fatto negli anni precedenti, perche' mio marito non e' d'accordo in quanto gli alunni sono gia' coperti da un'assicurazione prevista dalla Regione Lombardia e la nostra famiglia gia' in possesso di una assicurazione privata.
Nella prima parte dell'anno scolastico le ragazze hanno effettuato le uscite scolastiche che io avevo autorizzato, firmando un modulino in cui accettavo le condizioni previste dalla suddetta assicurazione regionale. Dopo un acceso confronto verbale con il dirigente scolastico prof. Blasi (a proposito del pagamento di una quota per partecipare ad una gita scolastica chiesta con 6 mesi di anticipo) alle mie ragazze e' stata negata la partecipazione alle altre uscite scolastiche, previste nell'ambito della citta' di Varese e da me preventivamente autorizzate con la medesima procedura, questo senza che ufficialmente ne venissi informata e motivata.
Ho scritto al dirigente (copia al provveditorato) chiedendo spiegazioni legali della scuola che adducessero tali esclusioni una prima volta il 6/3/01, ho scritto un'altra volta il 5/4/01 al provveditorato (copia al dirigente e agli insegnanti), ho riscritto ancora in data 6/5/01 e a tutt'oggi non ho ancora ricevuto risposta.
Chiedo cortesemente di sapere se esiste un obbligo di sottoscrivere una assicurazione supplementare imposta dalla scuola per poter partecipare alle uscite guidate.
Come madre sono profondamente amareggiata in quanto le mie figlie hanno dovuto subire l'umiliazione di non poter partecipare alle uscite scolastiche, ledendo in questo modo un loro diritto, senza che io possa intervenire in alcun modo non avendo interlocutori che rispondano alle mie richieste di spiegazioni (come previsto dalla legge n°241 del 7.08.90).
Spero che mi indirizziate e aiutate per fare chiarezza su quello che considero un mio elementare diritto d'informazione e ringraziandovi in anticipo porgo i miei migliori saluti.
Sono la mamma di due ragazze e frequentano rispettivamente la classe 1 e la classe 3 presso la scuola media statale "Anna Frank" di Varese, il cui dirigente scolastico e' il prof. Giovanni Blasi.
All'inizio dell'anno scolastico la scuola ha richiesto il pagamento di un'assicurazione supplementare, che io non ho pagato, come avevo gia' fatto negli anni precedenti, perche' mio marito non e' d'accordo in quanto gli alunni sono gia' coperti da un'assicurazione prevista dalla Regione Lombardia e la nostra famiglia gia' in possesso di una assicurazione privata.
Nella prima parte dell'anno scolastico le ragazze hanno effettuato le uscite scolastiche che io avevo autorizzato, firmando un modulino in cui accettavo le condizioni previste dalla suddetta assicurazione regionale. Dopo un acceso confronto verbale con il dirigente scolastico prof. Blasi (a proposito del pagamento di una quota per partecipare ad una gita scolastica chiesta con 6 mesi di anticipo) alle mie ragazze e' stata negata la partecipazione alle altre uscite scolastiche, previste nell'ambito della citta' di Varese e da me preventivamente autorizzate con la medesima procedura, questo senza che ufficialmente ne venissi informata e motivata.
Ho scritto al dirigente (copia al provveditorato) chiedendo spiegazioni legali della scuola che adducessero tali esclusioni una prima volta il 6/3/01, ho scritto un'altra volta il 5/4/01 al provveditorato (copia al dirigente e agli insegnanti), ho riscritto ancora in data 6/5/01 e a tutt'oggi non ho ancora ricevuto risposta.
Chiedo cortesemente di sapere se esiste un obbligo di sottoscrivere una assicurazione supplementare imposta dalla scuola per poter partecipare alle uscite guidate.
Come madre sono profondamente amareggiata in quanto le mie figlie hanno dovuto subire l'umiliazione di non poter partecipare alle uscite scolastiche, ledendo in questo modo un loro diritto, senza che io possa intervenire in alcun modo non avendo interlocutori che rispondano alle mie richieste di spiegazioni (come previsto dalla legge n°241 del 7.08.90).
Spero che mi indirizziate e aiutate per fare chiarezza su quello che considero un mio elementare diritto d'informazione e ringraziandovi in anticipo porgo i miei migliori saluti.
Risposta ADUC
La 241/90 non ci pare c'entri molto, in quanto non ha a che fare con un Ente della P.A., ma con una scuola. Tramite il provveditorato o l'assessorato regionale potra' ottenere risposta ed inoltre, indipendentemente dalla norma che regoli la necessita' di rispondere ad una domanda, il comportamento del Direttore ci sembra illegittimo, in quanto a fronte di una richiesta ufficiale dovrebbe rispondere come chiunque altro.
La scuola deve essere assicurata: quella che viene richiesta, a carico dei ragazzi, e' un'assicurazione aggiuntiva, per evitare di pagare di tasca propria in caso di incidenti, poiche' la scuola rimane responsabile dei ragazzi durante la gita.
Non e' quindi illegittimo che la scuola pretenda di essere tutelata, per quanto possibile: per quale ragione dovrebbe rischiare di pagare i danni al solo fine di far fare una gita? E' ovvio che voglia tutelarsi: se accade un incidente non e' alla vostra assicurazione che chiedereste i danni, ma a loro! E l'assicurazione della Regione che cosa copre? Presumibilmente solo le attivita' all'interno dell'edificio scolastico. Dunque la previsione e' legittima e corretta.
Il dubbio e' se sia giusto che la spesa di tale assicurazione sia suddivisa tra i ragazzi: tutto sommato, pero', si tratta di un'attivita' aggiuntiva, che si e' liberi o meno di intraprendere: puo' essere conveniente per la collettivita' che se ne faccia carico chi e' interessato.
A nostro avviso, la richiesta sarebbe legittima, ma cio' non toglie che abbiate diritto ad una risposta: reiteriamo il consiglio di rivolgersi al Provveditorato.
La scuola deve essere assicurata: quella che viene richiesta, a carico dei ragazzi, e' un'assicurazione aggiuntiva, per evitare di pagare di tasca propria in caso di incidenti, poiche' la scuola rimane responsabile dei ragazzi durante la gita.
Non e' quindi illegittimo che la scuola pretenda di essere tutelata, per quanto possibile: per quale ragione dovrebbe rischiare di pagare i danni al solo fine di far fare una gita? E' ovvio che voglia tutelarsi: se accade un incidente non e' alla vostra assicurazione che chiedereste i danni, ma a loro! E l'assicurazione della Regione che cosa copre? Presumibilmente solo le attivita' all'interno dell'edificio scolastico. Dunque la previsione e' legittima e corretta.
Il dubbio e' se sia giusto che la spesa di tale assicurazione sia suddivisa tra i ragazzi: tutto sommato, pero', si tratta di un'attivita' aggiuntiva, che si e' liberi o meno di intraprendere: puo' essere conveniente per la collettivita' che se ne faccia carico chi e' interessato.
A nostro avviso, la richiesta sarebbe legittima, ma cio' non toglie che abbiate diritto ad una risposta: reiteriamo il consiglio di rivolgersi al Provveditorato.
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