Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 dicembre 2007
Domanda 18 dicembre 2007
Nel mese di maggio o giugno scorso circa ho portato una giacca invernale in velluto in lavanderia. Al ritiro, dopo pochi giorni, essendo un capo invernale l'ho messa in armadio ancora incelophanata (ovviamente ho gettato lo scontrino e non ho verificato che la giacca fosse intatta). Circa un mese fa ho indossato la giacca e mi sono reso conto che la stessa era rimpicciolita almeno di una taglia, le maniche erano cortissime e le toppe in similpelle ai gomiti consunte in modo esagerato, per non parlare della fodera interna totalmente allentata. Una giacca da buttare! Alle mie rimostranze e richieste di rimborso la titolare della lavanderia ha risposto che nulla puo' fare, la sua assicurazione rimborsa (eventualmente il 50% essendo un capo usato) solo nel caso in cui avessi fatto reclamo con raccomandata R/R entro 8 giorni dalla data di emissione dello scontrino ovvero del ritiro. Siccome la sua assicurazione non risponde ovviamente lei stessa non intende risarcirmi almeno in parte di tasca sua, tant'e' che i toni della conversazione alla fine sono stati un tantino accesi... E' possibile che io in alcun modo non possa essere risarcito? Il non avere verificato al momento lo stato del capo mi preclude ogni possibilita' di rimborso?
Piero, da Forli' (FC)

Risposta ADUC
Puo' chiedere un risarcimento, ma ragionando nell'ottica di un mancato accordo, tenga presente che se facesse una azione legale nei confronti della lavanderia dovrebbe provare che il danno e' stato fatto da loro, e considerando quanto tempo e' trascorso non sarebbe comunque una prova di facile costruzione.
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