Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 ottobre 2007
Salve a tutta la Vostra redazione, vi scrivo per chiedervi aiuto in merito ad una brutta ingiustizia che ritengo di aver ricevuto... cerchero' di essere conciso ma la faccenda e' un po' complicata:nell'agosto 2003 acquistavo un'auto alfa 156 1.9 jtd distintive. Dopo circa una settimana durante le mie ferie iniziavano i problemi, elenco i principali: ruote ovalizzate, interni fortemente rumorosi, scricchiolii e vibrazioni delle portiere, sabbia sotto la vernice in diversi punti, ruggine nel baule, cattivi assemblaggi e allineamenti molto imprecisi... subito chiamo il n verde per fare le mie lamentele, avverto la concessionaria e contesto tutti i difetti con raccomandata, chiedendo la sostituzione dell'auto che solo successivamente mi rendo conto non essere praticamente mai prevista. L'auto viene ispezionata da FIAT e i difetti riconosciuti, accetto le riparazioni, ma per le parti di carrozzeria l'auto deve stare ferma 9 10 gg, chiedo quindi l'auto sostitutiva, e attendo la sua disponibilita' per ben 6 mesi quando esausto mi rivolgo a un legale che chiede la riduzione del prezzo in quanto gli interventi non sono stati eseguiti in un termine congruo (come previsto dalla legge sulla garanzia del 2002 credo).A questo punto mi chiamano in concessionaria per una proposta di sostituzione, ma mi chiedono ben 10000 euro per una nuova auto identica (furbi eh). Questo accadeva nel settembre 2004...le trattative si fermano praticamente li e non soddisfatto faccio valutare il danno della carrozzeria che viene quantificato in 2100 euro e nel settembre 2005 vendo l'auto circa 1 mese dopo lo scadere della garanzia. Nel frattempo vado in causa, ma dopo 2 o 3 udienze, quando ormai erano stati chiamati i testimoni si presentano 2 avvocati della fiat e dopo circa 1/4 d'ora di chiacchierata col giudice di pace lo stesso rimanda tutti a casa con una nuova teoria suggerita dagli avvocati fiat: poiche' io avevo venduto l'auto 3 giorni prima di chiamare la concessionaria in causa, perdevo i diritti di consumatore in quanto non piu' in possesso del bene, non solo, vengo anche condannato a pagare le spese della controparte 1400+iva+non so cosa per ogni avvocato:1 fiat e 1 concessionaria. Quindi per aver provato a far valere i miei diritti di consumatore ora mi ritrovo a doverci smenate una cifra pari a 4 mesi di lavoro+i soldi che devo al mio avvocato. La cosa veramente assurda e' che questa teoria del "possesso" non e' scritta da nessuna parte ed e' totalmente illogica in quanto il danno io l'ho avuto indipendentemente dal possesso:mi hanno venduto un'auto difettosa, ci sono andato in giro per 2 anni, ho atteso per ben 6 mesi le riparazioni, e ho venduto l'auto a un prezzo inferiore a quello di 4R, quindi il possesso non vedo proprio che attinenza possa avere. Ovviamente ho fatto un riassunto, vorrei andare in appello ma non posso permettermi di svenarci altri 4000 euro, ho delle spese auto affitto ecc. voi che cosa mi consigliate? Se avete bisogno di chiarimenti rimango disponibile.
Luca, da Alsenso
Luca, da Alsenso
Risposta ADUC
Non e' possibile dare un parere sulle possibilita' di appello di una causa in corso, ne' sarebbe serio da parte nostra, che non conosciamo gli atti del processo e non siamo avvocati. Di certo, l'unica possibilita' di vincere e' proporre appello. Sulle possibilita' di vittoria, dovra' consultarsi con il suo legale.
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