Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 ottobre 2007
Spett. Aduc. Chiedo un vostro intervento per affrontare e risolvere un problema piccolo ma comunque importante per coloro che si sottopongono in ambulatori pubblici a esami clinici di colonscopia, a Firenze, in Toscana e forse in tutta Italia. Prima di tale esame infatti i pazienti devono assumere, per prescrizione dei medici ambulatoriali, un forte purgante per portare l'intestino ad una visibilita' interna totale. Ebbene, nonostante che sia in commercio un prodotto perfettamente idoneo allo scopo assumibile per bocca dalle persone con estrema facilita', denominato Phospholax, viene invece prescritto ai pazienti fiorentini, toscani, e forse di tutta Italia, di assumere un altro prodotto, tremendo al gusto, denominato Isocolan, che per il traumatismo dell'assunzione come bevanda porta in alcuni casi addirittura a collassi o comunque a forti scompensi di pressione arteriosa. Tutto questo lo rilevo nella pratica poiche' eseguo con una certa frequenza l'esame di colonscopia e ho pertanto occasione di parlare con altri pazienti nelle mie condizioni delle problematiche del caso. La mia casistica e' certamente limitata ma comunque in molti casi ho sentito riferire di tali collassi e scompensi pressori, cosicche' mi domando se e' logico portare persone in situazioni di rischio per implicazioni che sarebbero con grande facilita' evitabili facendo utilizzare per la colonscopia un altro medicinale peraltro in libero commercio autorizzato: ripeto Phospholax al posto di Isocolan. Chiedo pertanto un vostro intervento per chiarire e risolvere il problema sopraesposto nel rispetto del malato e del cittadino.
Risposta ADUC
Le possiamo solo dire di far intervenire il difensore civico della Toscana:
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