Sabato 13 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 settembre 2007
Domanda 29 settembre 2007
Buon giorno ho appena letto la Vs informativa con titolo RETTE PER IL RICOVERO IN RESIDENZA SANITARIA ASSISTENZIALE (RSA) PER GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI. Vorrei sottoporvi il mio quesito: mio padre di 82 e' stato ricoverato in agosto x10 gg all'ospedale per malattia legata al diabete e riscontrato degeneramento cognitivo, l'hanno poi mandato 10 gg. in casa di cura per riprendersi ( senza costo a ns carico) poi a qualche gg. dalle dimissioni mi hanno detto che non essendo autosufficiente se non poteva tornare a casa da sua moglie ottantenne avremmo dovuto fare domanda per ricovero in residenza protetta facendo intervenire l'assistente sociale. Cosi' abbiamo fatto ma a 4 gg dalle dimissioni ci e' stato detto che le residenze al momento piene pertanto avremmo dovuto prendercelo a casa oppure mettere in casa di riposo a ns spese (in attesa di un posto e potrebbero anche passare degli anni !!!!!!). Cosi' in tutta fretta ho cercato e trovato disponibilita' in casa di riposo a euro 2000 al mese con soggiorno minimo di 30 gg e deposito cauzionale di euro 1900!!!! Ora tralasciando tutto il discorso emotivo passato, una persona che ha lavorato tutta la vita si trova all'improvviso invalidato e con una pensione purtroppo minima non gli viene garantito niente di niente! Vorrei sapere da voi se posso fare qualcosa per avere un aiuto da parte del Comune o Asl di BOLOGNA, ho fatto la richiesta d'invalidita' ma anche qui mi han detto che per la risposta ci vogliono mesi e mesi (6 e piu') e non e' detto che gliela danno. Non dormo la notte al pensiero di come faro' se non mi bastano i soldi!! Mi potete aiutare???? Grazie in anticipo.
Daniela, da Bologna

Risposta ADUC
Se suo padre è ancora ricoverato diffidi immediatamente (racc. A/R) la struttura dove si trova adesso, che data la sua impossibilità a prendersi cura di lui, spetta a loro organizzare il passaggio in una RSA sotto forma di "dimissioni protette e programmate" per garantirgli la continuità delle cure. Per avere tutti i diritti che spettano alle persone ultra sessantacinquenni non autosufficienti, in attesa del riconoscimento dell'apposita commissione, basta un certificato del medico curante che affermi: "il paziente- affetto da- non è in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana e di provvedere al proprio futuro". Questi diritti comprendono:
1. l'obbligo delle istituzioni a prestargli le cure richieste in regime residenziale (RSA) in quanto, come dispone il D.lgs 502/92 le sue cure rientrano nei livelli essenziali di assistenza.
2. I costi del ricovero in RSA (art 54 legge 289/02) sono a carico per il 50% del Servizio Sanitario Nazionale e per il 50% del Comune che può chiedere al paziente una compartecipazione percentuale in ragione dell'ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) calcolato sui soli redditi del paziente. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Gianfranco Mannini
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