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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 marzo 2001
Domanda 17 marzo 2001
Ho 3 questioni da porvi, tutte e 3 legate a compagnie telefoniche.
Inizio dalla più semplice da spiegare.
I Questione:
Riguarda il servizio 12 di Telecom Italia, ultimamente così pubblicizzato.
Come mai viene addebitata la tariffa del servizio anche quando il servizio non viene fornito?
Il mio caso: chiamo il 12 da un telefono pubblico e attendo pazientemente e a lungo che un operatore mi risponda; alla risposta dell' operatore mi sento dire di richiamare perchè il medesimo non riesce a sentire la mia voce. Riappendo la cornetta senza aver fatto nessuna richiesta e, sorpresa, mi vedo addebitare sulla mia scheda 600 lire.
II Questione:
Questa volta chiamo in causa la TIN, ovvero il fornitore di servizi Internet di casa Telecom Italia.
Premetto che per mia testardaggine e per aver conservato tutta una serie di documentazioni (e solo per questo), la vicenda si è risolta positivamente.
Nell' Ottobre del '99, leggendo un inserto pubblicitario, decido di provare, gratis e per un periodo limitato di tempo (30 giorni), il servizio a pagamento Internet di Tin. it col nome PremiumTin.it.
Prima della scadenza di tale periodo e nei tempi previsti dal regolamento, non notando alcuna differenza in positivo con le altre proposte di abbonamento gratuito, invio una raccomandata con ricevuta di ritorno per disdire tale abbonamento.
In seguito a ciò mi arrivano la fattura dell' abbonamento (di £318.000) e un ulteriore sollecito di pagamento, ai quali non do peso ritenendo di aver già regolarizzato la mia posizione.
Fin qui tutto a posto, senonchè più di un anno dopo, nel Dicembre del 2000, mi vedo recapitare la stessa fattura di 318.000 lire dove mi si chiedeva di pagare la tariffa dell'abbonamento mai usufruito.
Una svista? Possibile. Fiducioso di risolvere in poco tempo la questione chiamo la TIN e spiego la situazione.
A loro risulta l'attivazione di tale abbonamento, risulta anche che lo stesso è stato disdetto ma non sanno fornirmi le date di tali eventi. Mi sento rispondere che probabilmente la mia richiesta di disdetta è giunta dopo l' attivazione definitiva dell'abbonamento e che quindi devo pagare la fattura.
Riprovo più volte, ma la risposta è sempre la stessa.
Infine, convinto delle mie ragioni, prendo carta e penna e scrivo tutto quanto a voi esposto finora all' indirizzo della TIN, con una non poco velata minaccia di ricorrere ad azioni legali (non poco velata minaccia che la stessa Tin mi aveva fatto).
Risultato: qualche mese dopo mi vedo recapitare una fredda e formale nota di credito che annullava la fattura da pagare.
Infine ho avuto ragione, ma solo per i motivi che ho esposto all' inizio. Un' altra persona molto probabilmente avrebbe pagato ingiustamente senza protestare.
Un' ultima nota. Ho sottolineato il fatto della fredda e formale nota di credito, perchè non una parola di scuse mi è giunta oltre questa.
III Questione:
Ora tocca ad Infostrada, in qualità di fornitore servizi Internet.
Sono abbonato a tale società con contratto Pronto 1055 e con opzione Internet Libero@Sogno.
Al momento dell' attivazione, tale opzione permetteva di navigare a costo zero (dalle 21.00 alle 08.00 dal lunedì al venerdì e 24 ore su 24 il sabato e la domenica) a fronte di un abbonamento mensile di £20.000 IVA esclusa.
In seguito tale opzione è stata ritoccata: si naviga sempre a costo zero ma dalle 18.30 alle 08.00 dal lunedì al venerdì e 24 ore su 24 il sabato e la domenica e con un abbonamento mensile di £35.000 IVA esclusa.
Fino ad ora ho continuato ad usufruire dell' opzione scelta al momento dell' attivazione, perchè a conti fatti la ritengo più conveniente della seconda.
Ma ho ricevuto in questi giorni un avviso da parte di Infostrada che dal 15 Aprile 2001 avverrà automaticamente il passaggio all' opzione ritoccata.
Premesso che Infostrada mi avverte che posso sempre disattivare tale opzione, per prima cosa non trovo giusto che mi si obblighi ad aderire a tale offerta e soprattutto non trovo giusto che mi si metta davanti alla scelta di accettare una variazione o disattivarla del tutto.
Ciò che vi chiedo è se questa è un' operazione lecita da parte della società.
Grazie della vostra pazienza e spero al più presto di ricevere una risposta.
Grazie.

Risposta ADUC
Per quanto riguarda Libero e Sogno, problema d'attualita', occorre fare alcune considerazioni:
Per quanto concerne la contestabilita' o meno, dipende dal tipo di contratto. Se il servizio ha una durata minima, non c'e' un periodo minimo di riferimento, per cui le condizioni contrattuali possono essere modificate liberamente, purche' con adeguato preavviso.
A seconda del caso, potra' dunque recedere -se non apprezza le nuove condizioni- oppure potra' contestare giudicando illegittimo il comportamento (se il periodo minimo di durata fosse previsto), tramite raccomandata A/R e poi rivolgendosi al giudice di pace.
In relazione al servizio 12, c'e' poco da dire: e' diventato un servizio a tempo. Scelta impopolare, ma legittima quando si tratti con un privato e non piu' con un monopolista.
In relazione a Tin, il suo modo di agire e' stato il piu' corretto: infatti, ha rispettato il contratto stipulato e questo, oltre che molto serio, e' anche un comportamento intelligente, accorto e consapevole.
In caso non avesse agito cosi', avrebbe potuto comunque contestare a fronte di un cessato utilizzo entro l'anno (in assenza, pero', di contratto siglato per iscritto), ma si sarebbe trattato di un comportamento "per il rotto della cuffia" e sicuramente superficiale: se tutti fossero seri come lei, e consci dei propri doveri -che sono la base della pretesa di un diritto- noi avremmo sicuramente meno lavoro e le cose funzionerebbero meglio.
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