Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 luglio 2007
E' veramente strano il mondo dell'inizio postmodernita' che stiamo vivendo oggi. Accanto a incredibili rivoluzioni di mentalita' che sono state soprattutto imposte dai progressi della scienza e della tecnica che, finalmente, non vengono frenati da antiche paure e sorpassati moralismi da piccola provincia (si', proprio quelli del bel tempo che fu che saturo' il mondo di terrificanti dittature), ma sono ormai parte integrante dell'evoluzione dell'umanita' intera, sopravvivono ancora residui di ancestrali ideologie e vecchi modi di pensare che credevamo ormai estinti per sempre. Il fatto ancora piu' incredibile e' che, nel mondo della comunicazione globale e totale, dove strumenti come internet, un tempo dedicati solo ad esclusive elites, sono diventati di dominio ed uso popolare, con la scusa del politically correct, della privacy, e quant'altro dell'armamentario ideologico che e' sempre appartenuto a quella parte della societa' che e' da sempre stata considerata reazionaria, anche sotto il governo del centrosinistra avvengono ogni tanto casi di censura, magari camuffati e truccati in modo da non apparire censure, solo sviste, errori casuali, difetti di comunicazione ecc., solo per il semplice fatto che certe idee, parole, immagini e comportamenti disturbano qualcuno. Magari Qualcuno che ha fatto carriera sociale e politica ed ha inseguito l'antico romano cursus honorum facendo casino fin dal 1968, abbracciando pienamente quelle che allora parevano essere le filosofie ed ideologie piu' liberali possibili. A quei tempi non lontani, quando i dirigenti potenti e venerati di oggi, vestiti da studenti barboni dal look trasandato, attaccavano qualunque immagine e simbolo del potere tutto andava bene, e guai a criticare. Il Diritto di Critica Assoluta era loro esclusivo appannaggio. Quando sui giornali rivoluzionari che oggi sono allineati al potere ed allora erano estremisti si scrivevano cose che oggi farebbero accapponare la pelle e si minacciavano, direttamente e indirettamente questo e quello, tizio e caio, allora tutto andava bene. Oggi chissa' quante magistrature aprirebbero inchieste, per cose simili. Quando molti giornali satirici tipo Il Male (ma perche' l'hanno poi chiuso? Forse perche' troppo libero?) facevano le loro critiche pesantemente sarcastiche all'intero sistema erano tutti superlativi assoluti. Tutti i massmedia erano percorsi da una corrente ultraliberista e ipercritica, anche se piuttosto orientata verso la sinistra, e cinema, giornali e tv per prima cosa difendevano a spada tratta la LIBERTA' di ESPRESSIONE e il DIRITTO di CRITICA da parte di tutti nei confronti di tutti. La Censura, che fino al '68 ancora affliggeva davanti alle porte delle chiese i titoli dei film da visionare e quelli che era meglio evitare, e che si faceva sentire anche nelle sedi di giornali e dell'unica tv pubblica disponibile, era il primo bersaglio preferito da parte di ogni persona capace di scrivere tre parole di fila con una penna. Il principio dlela censura e' semplicissimo: per qualunque idea che abbiamo, per qualunque riga che scriviamo, per qualunque cosa che facciamo, per qualunque immagine che produciamo, e per qualunque comportamento che abbiamo, troveremo sempre qualcuno a cui la cosa piace e qualcuno a cui non piace. Alcuni ne saranno entusiasti, altri le detesteranno. Alcuni le appoggeranno, altri le ostacoleranno. Ecco il punto chiave, ed ecco perche' serve sempre e comunque, in ogni caso, DIFENDERE LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE DI TUTTI, in una democrazia compiuta. Saranno poi le intelligenze dei singoli a discernere cosa abbia senso e cosa no... eravamo tutti istruiti bene una ventina di anni fa e capivamo tutto, (infatti leggevamo fior di libri di filosofia...) mentre adesso siamo diventati improvvisamente stupidi ed abbiamo bisogno di essere guidati? e da chi? Siamo ridiventati un popolo bambino, o fa comodo ai nuovi padroni del vapore e del pensiero che cosi' sia? Per favore, non facciamo un favore all'integralismo, qualunque natura abbia, in quanto non esiste solo quello dei paesi islamici, ma anche quello di alcune zone oscure del nostro naturale essere italiano, che continua a farsi sentire con una o l'altra scusa, mentre dovremmo evolvere mentalmente nel senso di essere ormai partecipi di un grande e libero progetto europeo. Se in Italia abbiamo il Vaticano ed il Papa, ebbene, questa e' una ragione in piu', e non in meno, per dimostrarci tolleranti anche nei confronti di casi in cui viene fatta satira nei confronti della nostra religione intesa come forma di POTERE. E' un segno di liberta' dei tempi che difficilmente vedremo accadere nei luoghi dove impera con la minaccia, la paura ed il terrore il principale concorrente della Chiesa cattolica. Ecco dove sta la differenza fondamentale tra un paese democratico ed un paese soggetto alla tirannide. E sono piu' che convinto che la anche Chiesa di Roma capisca benissimo il concetto, cosi' come comprende che deve essere elastica come sa ben fare quando vuole, se intende continuare a piacere anche alle nuove generazioni. Un poco meno mi sembra comprendano il concetto certi ex-sessantottini diventati, per ora, momentanei padroni (relativi e relativistici) del campo, e che tendono ad amministrarlo secondo le regole immutabili dello stesso odiato potere che combattevano ferocemente e ideologicamente un tempo, almeno a parole. Grazie per l'attenzione.
Francesco
Francesco
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